Editoriale
Numero Tre
È un numero estivo, con le leggerezze e lepidezze del caso. Che ci portano lungo le piste dei 'tormentoni' estivi come la crunch dance o
dentro le piscine del Foro italico, dove si stanno concludendo i mondiali di nuoto e accanto a Federica Pellegrini sono scese in acqua anche le Winx.
Le fantastiche fatine che sono anche l'occasione per annunciare che presto vorremmo fare partire una sezione di Water(on)line rivolta e
gestita direttamente da un gruppo di «giornalisti in erba» delle scuole elementari e medie, col supporto di alcuni maestri e professori.
Abbiamo già qualche contatto e un paio d'offerte di collaborazione, ma se c'è qualcuno interessato si faccia avanti. Ci scriva.
L'invito, più in generale, vale anche per gli studenti dell'Università di Parma, che sono un po' intermittenti nell'impegno e nella
proposta. «Si può dare di più» è una vecchia canzone, sempre valida però, anche per spiegare e
spiegarsi perché ad esempio negli Usa siano giovani universitari i protagoinisti di tante imprese di successo (a partire da Facebook) delle
quali in Italia non c'è traccia.
Ovviamente le ragioni sono di sistema, dunque sarebbe ingeneroso dare le colpe agli studenti. Però l'invito a darsi una mossa e a muoversi
è doveroso. Soprattutto, quando, per tornare ai nostri temi gli obblighi comunitari ci impongono di fare presto. Di non aspettare che la
scadenza sia prossima oppure di attendere l'immancabile emergenza. Come nel caso delle «governance d'acqua» che riguardano i
principali bacini nazionali, con in testa il Po. Ossia il più importante fiume italiano sul quale s'affacciano le quattro più ricche
regioni e sul quale si concentra una serie di conflitti esemplare anche nell'evidenziare i grandi limiti e rischi che scaturiscono dalle prove in atto
di «federalismo all'italiana». Di questo cominciamo a parlare presentando l'iniziativa promossa dall'Autorità di bacino del fiume
Po.
Con la consapevolezza che siamo in agosto, mese feriale per eccellenza, da cui appunto la necessità delle lepidezze evocate in apertura e
che abbiamo declinato seriamente in vario modo ( dalle «bellezze al bagno» ai percorsi dello spirito 'vacanziero'). Ma anche che i
problemi non vanno in vacanza. E che addirittura ce ne sono alcuni che si acuiscono proprio quando la dimensione del divertimento diventa sovrana.
Come nel caso degli eccessi del bere, che ormai accompagnano stabilmente la socialità e convivilità giovanili. E dei quali in questo
numero cominciamo a parlare.
Giorgio Triani