Goccia a Goccia
News sull'acqua in Italia e nel mondo
di Alberto Rugolotto
Il surf per l'ambiente: spettacolare azione di protesta in Cile
Quando si pensa al surf la mente viaggia subito verso oceani e paesaggi di costa incontaminati: Australia, Maldive, il paradiso delle Hawaii, la più vicina
Sardegna. Lo si conosce come sport estremo per giovani fusti in viaggio per il mondo e privi di pensieri. Eppure anche questa pratica può trasformarsi in
azione di protesta, in particolare dove mare e costa hanno ben poco di naturale.
È il caso di un considerevole gruppo di surfisti cileni, che hanno deciso di cavalcare le onde inquinate di fronte la spiaggia di Ventana: qui sabbia e acqua
sono completamente inquinate da mercurio, arsenico, piombo e diossido, sostanze nocive riversate in mare da una vicina centrale idroelettrica. Questi maghi della
tavola hanno per una volta esibito le proprie evoluzioni in un 'contest' eco-solidale: le onde cavalcate sono prodotte artificialmente dall'acqua bollente riversata in
mare dalla centrale, che estrae 33 mila metri cubla centrale estrae ben 33 mila metri cubi di acqua ributtandola poi in mare ad una temperatura di 10 gradi superiore.
Se non bastasse, la playa si trova in un'area industriale nella quale nel 2012 saranno inaugurate altri 10 impianti termoelettrici.
Le onde generate dal contrasto termico sono, a detta dei surfisti, 'fantastiche', ma nel caso di caduta dalla tavola è il caso di tenere la bocca chiusa: il rischio
è di tornare più a riva.
(Fonte: AdnKronos)
Acqua storica: a Siena il nuovo Museo dell'Acqua
La propria città può spesso riservare grandi sorprese. Ad esempio, può nascondere tesori di altissimo valore storico e culturale: è
il caso di Napoli, dove i lavori per la costruzione della linea metropolitana sono stati interrotti più volte e in più quartieri a seguito del ritrovamento di
reperti d'età imperiale.
Anche Siena ha riscoperto una parte del proprio passato che rischiava di rimanere sconosciuta. Lo ha fatto attraverso l'apertura del Museo dell'Acqua, un nuovo
spazio espositivo inaugurato il 27 gennaio e collocato presso gli ambienti della Fonte di Pescaia: esso aiuta a capire quanta parte della storia, della struttura e della
memoria dei senesi siano legate all'acqua e al suo sistema sotterraneo. Nel museo è infatti possibile conoscere il sistema dei bottini, delle fonti e dei manufatti
che portavano l'acqua in città. Lo spazio espositivo segue il concetto del laboratorio interattivo: visitare il museo significa percorrere itinerari e percorsi lungo
la città e il territorio, scoprendo le particolarissime condizioni idrogeologiche di Siena e le soluzioni ingegneristiche adottate nel tempo per la costruzione e la
manutenzione di quella che già si poteva considerare «rete idrica».
(Fonte: Ansa)
Acqua pubblica: firmato il «Manifesto dell'Acqua del sindaco»
Acqua del rubinetto o acqua in bottiglia? Quale conviene di più? È più sana la prima o la seconda? Cambia qualcosa o è un finto
problema? Ormai della questione si discute spesso: chi sceglie l'acqua dell'acquedotto che sgorga dal rubinetto di casa, chi si reca con i contenitori vuoti nelle fontane
pubbliche, chi preferisce la garanzia della bottiglia diffidando dalla qualità della fornitura del 'tubo'.
In ogni caso, ci sono comuni che intraprendono iniziative virtuose per offrire ai cittadini acqua senza costi, sprechi e inquinamento. Basti ricordare i casi già
trattati da Water(on)line delle fontane di Fidenza e delle «case dell'acqua» nel milanese.
Un'altra recente iniziativa è quella del «Manifesto dell'acqua del sindaco»: il sindaco di Venezia Massimo Cacciari, quello di Camponogara
Gianpietro Manin, quello di di Imola Daniele Manca – in rappresentanza dei primi cittadini dell'Emilia Romagna – e l'assessore all'Ambiente del comune
di Pordenone – in vece dei sindaci del Friuli Venezia Giulia –, hanno sottoscritto un patto per impegnarsi a valorizzare e promuovere il consumo dell'acqua
di rubinetto e a garantirne al contempo qualità, sicurezza e affidabilità. Alla conferenza stampa sono intervenuti anche il direttore generale di Veritas,
Andrea Razzini, e l'amministratore delegato del gruppo Hera, la multiutility che gestisce le acque potabili in Emilia Romagna, Maurizio Chiarini, che collaborano alla
realizzazione di questo progetto da più di un anno. Tutti hanno evidenziato l'importanza dell'azione in merito alla riduzione dell'inquinamento e al tentativo di
orientare gli utenti-cittadini verso altri modelli di consumo, specificando il valore dell'acqua come bene pubblico, primario e non infinito.
(Fonte: AdnKronos)
Il pesciolino rosso nella sfera di vetro? Può essere pericoloso
In quanti hanno posseduto per un certo periodo della vita il classico pesciolino rosso. Magari nella relativa e altrettanto paradigmatica boccia di vetro. Nella maggior
parte dei casi, una volta stanchi della muta compagnia o forse pentiti del claustrofobico mondo a cui lo si è costretto, i proprietari se ne sono liberati gettandolo
nell'acqua di fiumi e fontane.
Ora questa 'detenzione' può costare parecchio: il nuovo regolamento comunale in materia di igiene veterinaria del comune di Venezia vieta a giostrai e ambulanti
di regalare in premio ai vincitori di turno i pesci rossi, che il più delle volte vengono passati ai giocatori in sacchetti di plastica riempiti con un po' d'acqua. La prima
vittima è stata un giostraio di un Luna Park in Riva Sette Martiri, che al suo bancone di tiro a segno con palline ha ricevuto la visita dei vigili urbani e una multa di
50 euro.
Insomma, per chi volesse gustarsi la compagnia domestica del pesciolino color diavolo i consigli sono due: non tentare di vincerlo a Venezia e declinare le proprie attenzioni
su altri animali, cani e gatti in testa. Con la certezza di poterlo tenere ancora nella boccia di vetro, per il momento non bandita.
(Fonte: Ansa)
Acqua in protesta: Casa Pound 'incappuccia' le fontanelle di Ostia
Del 'decreto Ronchi' sulla privatizzazione dell'acqua pubblica si è detto molto: da una parte la legge è criticata perché considerata lesiva del
diritto della collettività ad un bene pubblico; dall'altra si smorzano i toni parlando di gestione privata del servizio e non del bene in sé.
Valutare chi abbia ragione è compito di esperti e addetti ai lavori. Qui si vuole solo segnalare una singolare e originale azione di protesta: l'iniziativa dimostrativa
è del centro sociale neofascista Casa Pound Italia di Roma, che nella notte tra 19 e 20 gennaio ha coperto con sacchi neri gran parte delle fontanelle pubbliche
nella sezione municipale di Ostia. Sono oltre 40 le fontane 'incappucciate', sulle quali sono stati anche affissi cartelli con la scritta «proprietà privata».
Casa Pound sembra aver preso molto a cuore il tema: oltre a quest'azione, ha organizzato un sit-in di protesta sotto la sede del parlamentino di Ostia nel giorno in cui vi si
discuteva l'argomento e ha annunciato una diffusione estesa di volantini nelle settimane successive. Al di là di torto e ragione, è da segnalare
l'originalità di un gesto significativo ma pacifico, che troppo spesso è sostituito da azioni violente e gesti di forza.
(Fonte: AdnKronos)
Acqua sulla Luna. Puntualizziamo
Questo è ciò che la Nasa ha riferito alla CNN. Questa scoperta è stata fatta nell'ambito della missione spaziale «L-CROSS»,
la cui omonima sonda ha analizzato fra tutti i crateri lunari il Cabeus A e bombardandolo ha permesso la raccolta dei detriti per poterli analizzare. I dati acquisiti hanno
permesso di affermare che c'è più acqua al mattino che a mezzogiorno.
Va però precisato che non si tratta di acqua allo stato liquido, ma di acqua allo stato solido. Come ha affermato Margherita Hack, «La luna ha una massa
troppo piccola, quindi gli elementi gassosi sono sfuggiti da miliardi di anni. Per questo poteva essere trovata acqua soltanto allo stato liquido… Le ricerche andavano
fatte in zone protette dal sole, poiché di notte la temperatura scende al di sotto dei 100°, ma di giorno li supera ampiamente».
Il quesito riguarda anche la quantità dell'acqua presente e si stima ci sia un litro di acqua per tonnellata di suolo lunare, ovvero molto meno che in qualsiasi deserto
terrestre. Ora si dovrebbe capire in che modo l'acqua si genera o si sposta, visto che la quantità dell'acqua stessa è variabile. In merito ci sono tre teorie: la
prima riguarda l'impatto tra la Luna e una cometa avvenuto circa 4 miliardi di anni fa; la seconda riguarda il perpetuo deposito di acqua avvenuto grazie all'impatto con
asteroidi nel corso dei secoli; la terza riguarda l'influenza del sole.
In merito a questa scoperta la Nasa, ma non solo, si sta muovendo per incrementare e migliorare le spedizioni spaziali. Nell'attesa di nuovi risultati, fantastichiamo anche
noi mortali sull'origine e la fonte dell'acqua sul nostro satellite.
Acque dolci e acque salati: piranha nel Naviglio, convegno negli abissi delle Maldive
Nei corsi d'acqua delle nostre città, specialmente di quelle di medio-grandi dimensioni, è facile trovare un po' di tutto: dalle lattine ai materassi,
dalle scarpe ai lavandini. Ma credo nessuno potesse immaginare che nel Naviglio pavese potesse sguazzare imperterrito un piranha. È l'incredibile
ritrovamento avvenuto all'altezza della confluenza tra il Naviglio stesso ed il Ticino: un piranha adulto di tre etti, preda inusuale per il pescatore di turno. Due le
ipotesi: che sia finito lì a causa dello svuotamento 'pubblico' di un acquario domestico, oppure che si tratti di un piranha erbivoro della stessa specie di
quelli ritrovati pochi giorni prima a Piacenza.
Una notizia particolare ambientata in acque dolci. Di stretta attualità, tuttavia, ce n'è un'altra localizzata, al contrario, in acque salate. Il
presidente e i ministri delle Maldive hanno tenuto per la prima volta una riunione 'sottomarina' del governo come gesto simbolico per attirare l'attenzione sui rischi
del cambiamento climatico in vista del vertice Onu di dicembre a Copenaghen. L'innalzamento del livello dei mari sta minacciando l'esistenza dell'arcipelago
tropicale, motivo per il quale il governo del presidente Mohamed Nasheed si è riunito in una laguna color turchese, tutti armati di tute da sub e maschere,
scrivendo un «SOS» a chiare lettere su una lavagna di plastica usando colori a prova d'acqua. L'arcipelago-nazione, al largo delle coste indiane,
è tra i più minacciati dall'innalzamento del livello dei mari: se le previsioni dell'Onu fossero corrette, le Maldive finirebbero completamente
sott'acqua entro il 2100.
(Fonte: Ansa, Reuters)
Acqua e dieta: rapporto favorevole
Basta rinunce a dolci e carni grasse. Basta visite su visite tra un dietologo e l'altro. Basta pillole e pilloline. Per avere una dieta salutare basta bere tanta acqua.
A rivelarlo è uno studio pubblicato dai ricercatori del Queens College della City University di New York: le persone che soddisfano il proprio fabbisogno
di liquidi prevalentemente con l'acqua tendono a mantenere una dieta più salutare, assumendo di norma cibi più ricchi di fibre, meno zuccherati
e meno calorici. Certo, non è una regola che vale sempre, ma è certamente un incoraggiamento a bere più acqua rispetto a tutto il resto.
(Fonte: Reuters)
Acqua tecnologica. Dove arrivare, come arrivare
Ormai la tecnologia è applicata con successo in quasi ogni ambito della nostra vita quotidiana. In Israele – e precisamente a Tel Aviv, non a
caso la sua città più moderna – i nuovi ritrovati della tecnica sono al servizio del servizio idrico. Qui, un piccolo apparecchio volante
con un'apertura alare di un metro raccoglie i dati di centinaia di rilevatori lungo le reti acquedottistiche del territorio e permette ad un uomo dotato di computer
di monitorare da terra l'efficienza dell'intera rete. Si dice che addirittura sia possibile capire se il bagno o la doccia di una singola casa abbiano una perdita...
Questo velivolo telecomandato, simile a quello dei giochi a cielo aperto dei nostri bambini, è uno dei sistemi tecnologici adottati da alcune società
della zona per risparmiare i miliardi di dollari persi a causa delle perdite nelle reti che portano l'acqua negli edifici. Aumento della densità demografica
e sviluppo dei grandi complessi urbani comportano una maggior richiesta di acqua fresca e un aumento esponenziale dei problemi legati al suo 'ciclo integrato'.
E la rilevanza del tema cresce vertiginosamente se si pensa a paesi prevalentemente desertici – come appunto Israele. La carenza non è
quindi il solo grande e grave problema attinente l'acqua. Forse è il più evidente, ed il più tragico. Ma anche la sua perdita non è
da meno, se la World Bank nel 2006 ha stimato in 14 miliardi di dollari il valore dell'acqua persa ogni anno nel mondo durante il tragitto verso il consumatore.
(Fonte: Reuters)
Acqua sana in corpore sano. L'Acqua Lilia
Anche un'acqua di qualità merita un 'vestito' alla sua altezza. Ciò significa confezioni più eco-sostenibili e vicine alle problematiche
ambientali. In una parola, «eco-friendly». Acqua Lilia, l'acqua naturale prodotta dall'azienda imbottigliatrice di acque minerali Fonti del Vulture
– acquisita nel 2006 da Coca Cola Italia – ha deciso di venire incontro a necessità di ordine ecologico, producendo bottiglie da due litri
più leggere di 6 grammi rispetto alle precedenti. Il risultato è stato possibile grazie alla riduzione delle materie plastiche utilizzate e della grandezza
dell'etichetta, più piccola del 21%. Il peso di ogni pezzo passa così da 40 a 34 grammi, ovvero l'11%. Dati significativi a cui se ne aggiungono
altri ugualmente emblematici: l'alleggerimento del packaging comporta la diminuzione di 700 tonnellate di emissioni di CO2 nell'aria e l'utilizzo di 300 tonnellate
in meno di plastica.
(Fonte: AdnKronos)
Acqua sulla luna: c'è o non c'è?
In tante zone la mancanza d'acqua è un problema per territorio e popolazione locali. Altre volte la trovi dove meno te l'aspetti. È il caso della Luna.
Il satellite del nostro pianeta pare infatti non essere quella landa desolata e arida che appartiene all'immaginario collettivo. Sembra invece un mini ecosistema che
nel corso del tempo – e quanto tempo – ha celato la sua vera identità. Ben 3 sonde diverse – l'indiana Chandrayaan-1, il radar
italo-americano della sonda Cassini e la sonda americana Deep Space – hanno rintracciato sul suolo lunare tracce di molecole di acqua e idrossile, ossia
di una molecola d'acqua priva di uno ione di idrogeno, presenti diffusamente su tutta la superficie e che, se confermate da ulteriori analisi, potrebbero addirittura
mettere in crisi la teoria più comunemente accettata sull'origine della Luna.
Non acqua allo stato liquido, dunque, ma ci siamo vicini. E per il momento accontentiamoci.
(Fonte: Ansa)
Acqua da solcare. Con una buona gondola
L'acqua può dar da vivere a molte famiglie. Sicuramente l'ha fatto per molte famiglie di 'squeraroli' veneziani, i costruttori di quel simbolo mondiale
di Venezia qual è la gondola.
Ora pare non sia più così. L'antica sapienza racchiusa in generazioni e generazioni di costruttori di gondole è giunta al capolinea: i
giovani d'oggi si interessano d'altro. Per esempio dell'arrivo di Clooney con Elisabetta Canalis al Festival del cinema.
Un lavoro, quello di squerarolo, che prima di diventare professionistico ha bisogno di un apprendistato di 5 anni nel cantiere di uno 'squero', che insegna come
fare la tipica barca secondo il metodo tradizionale, cioè adattando lo scafo sul fisico del gondoliere. Ora di squeraroli docc ne sono rimasti solo 5
attivi a Venezia, e per continuare la loro attività devono rispondere alle richieste non solo del mercato locale, ma anche di quello arabo, dove particolari
conformazioni del territorio o, più semplicemente, la ricostruzione artificiale di qualche lussuoso hotel nel deserto, richiedono la presenza di gondole
fatte come si deve.
In ogni caso, mercato asiatico o americano che sia, gli ultimi squeraroli devono sbrigarsi a tramandare la loro arte, in qualsiasi modo vi riescano: è
stato infatti calcolato da uno studio del Cnr che il progressivo innalzamento dei mari porterebbe Venezia ad avere ben 250 casi di acqua alta all'anno entro la
fine del secolo attuale.
Insomma, prendendola a scherzare, serviranno molti più taxi per portare i figlioletti a scuola. E poi per andare al lavoro.
(Fonte: AdnKronos)
L'acqua una risorsa concreta? Sì, grazie ai sogni
I sogni possono diventare realtà. Grazie a qualche soldo sul conto corrente.
È quello che vuole dimostrare Guy Laliberte, 50 anni, il miliardario canadese che ha trasformato il suo circo itinerante, Le Cirque du Soleil, in un impero
dell'intrattenimento: parte per la Stazione spaziale internazionale (Iss) il 30 settembre a bordo della navicella russa Soyuz per diventare, al costo di 35 milioni di dollari,
il settimo 'turista spaziale' della storia.
Laliberte ha raccontato, nella conferenza stampa di presentazione del viaggio, che l'andare nello spazio è sempre stato il suo sogno fin da bambino, fantasia
resa ancora più ricorrente dopo aver visto lo sbarco sulla Luna del 1969. A questo scopo, sosterrà l'ultima fase della preparazione al cosmodromo
russo di Baikonur in Kazakistan, anche se non gli servirà testare anche i nove nasi da clown che porterà nello spazio per divertire durante il viaggio
i membri dell'equipaggio.
Per chi vuole continuare a credere che tutti i sogni possono essere realtà, l'appuntamento è fissato il 9 ottobre, quando gli uomini a bordo guidati da
Laliberte si esibiranno in una performance a dir poco 'spaziale' trasmessa via web sul sito www.onedrop.org.
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E che c'azzecca l'acqua? La diretta avrà l'obiettivo di promuovere e sostenere l'importanza dell'accesso all'acqua potabile per milioni di persone nei Paesi in
via di sviluppo.
(Fonte: Reuters)
L'acqua più buona? No, quella più antica
Si può pensare all'acqua meno inquinata, a quella più buona, alla meno ricca di sodio o di calcare. Alla migliore acqua di colonia, o all'acqua più
costosa in circolazione. Nessuno si sognerebbe di sapere quale sia l'acqua più antica della Terra. Anzi, dell'universo.
Ebbene, a questo c'ha pensato un gruppo di ricerca dell'università giapponese di Hokkaido. Hanno scoperto che l'oro blu più vecchio è imprigionato da
miliardi di anni all'interno di meteoriti molto primitivi, presenti nel Sistema Solare nelle prime fasi dalla sua formazione, e in particolare in alcuni minerali che costituirebbero
le tracce di insospettabili riserve d'acqua.
In particolare, i ricercatori giapponesi – il cui lavoro viene descritto dalla rivista Science – hanno analizzato la composizione chimica di un meteorite molto
antico, chiamato Acfer 094, scoprendo in esso la presenza di isotopi dell'ossigeno del tipo O-16, diversi dagli O-17 e O-18, che insieme ai primi costituiscono le due distinte
riserve di ossigeno presenti nel nostro Sistema ai suoi primordi.
(Fonte: Ansa)
Il campionato dell'acqua: vince Palermo!
Ora sappiamo qual è l'acqua più buona d'Italia. È quella di Palermo. A rivelarlo è un' indagine di Altronconsumo, che ne ha analizzato la
qualità insieme a quella di altre 34 città. I risultati dicono che l'acqua più buona è al centro-sud del Paese: in testa ci sono Potenza e
Campobasso, ma in tutte le grandi città del Meridione – esclusa Reggio Calabria, dove si sono registrate infiltrazioni di sale marino – dai rubinetti
sgorga un'ottima acqua. Le analisi sono state effettuate lo scorso mese di maggio sull'acqua delle fontanelle pubbliche: i parametri considerati andavano dalla durezza
al residuo fisso, dalla presenza di sodio a quella di cloriti e nitrati.
L'indagine ha inoltre confermato, se ce ne fosse ancora bisogno, che non ci sono ragioni per preferire l'acqua in bottiglia a quella del rubinetto. «La qualità
dell'acqua potabile italiana è buona – spiega Altroconsumo – non ci sono motivi fondati per ritenere l'acqua minerale più salutare».
Sicuramente l'acqua del rubinetto è più salutare per le tasche dei cittadini, visto che in media costa 250 volte in meno di quella in bottiglia.
(Fonte: La Repubblica)
L'acqua e la moda: se po' fa'!
E l'acqua si insinuò tra gli abiti delle sfilate. Non stiamo parlando di un evento surreale, o di qualche misteriosa – sebbene più concreta –
infiltrazione d'acqua sopra il palco dove sfilano le modelle.
Il liquido più famoso è entrato nel mondo fatato della moda dalla sua porta principale, quella della fantasia nella creazione degli abiti: Maria Francesca
Pepe, presentando la nuova collezione alla settimana della moda di Londra, ha infatti spiegato di essersi ispirata ai fluidi e in particolare all'acqua per dare una sensazione di
movimento, di sinuosità ed evitare la piattezza ai suoi capi. Acqua ricordata non solo nelle forme, anche nei colori: il turchese è preso come punto di partenza
per passare a tutte le altre tonalità. E la Pepe non si è fermata agli abiti, si è spinta anche sui gioielli: in questo caso, mai può essere più
calzante la definizione dell'acqua come 'oro blu'...
(Fonte: Ansa)
L'oro blu tra Cile e Bolivia
Di guerre dell'acqua, ahinoi, ce ne sono tante, in giro per il mondo. Certe più conosciute, altre delle quali ignoriamo completamente l'esistenza.
Alzi la mano chi sapeva, ad esempio, che Bolivia e Cile sono ai ferri corti da oltre un secolo per un accesso all'Oceano Pacifico. Uno si chiede: ebbene, cosa se
ne fanno questi due paesi di un minuscolo lembo di terreno se l'unico motivo plausibile, la possibilità di costruirci un porto a fini commerciali, è quasi inutile in
quella zona del Grande Oceano? Siamo però abituati oramai a sapere che dietro cè sempre qualcosa, e quasi sempre c'entra col denaro. Infatti, la striscia
di terra che taglia il deserto pi&ugave; arido del mondo, l'Atacama, e che impedisce alla Bolivia di guadagnare quell'accesso da tanto cercato, nasconde nel suo sottosuolo
il cuore minerario del Cile e dell'industria estrattiva del rame. E anche le miniere, come grandi animali, hanno bisogno di acqua per funzionare. E l'acqua da dove si
prende? Dal fiume Silala.
Più che fiume, un rio, un ruscello. È il risultato della confluenza di una serie di sorgenti andine che si uniscono in un ruscello artificiale che, al suo massimo,
è largo un metro e mezzo e profondo 70 centimetri. Insomma, non si sa di quanto possano beneficiare le miniere cilene di questo debolissimo approvvigionamento
d'acqua. Quello che si sa per certo è che la Bolivia vuole che il suo vicino cileno paghi fino all'ultimo centesimo l'acqua di un fiume che si origina in territorio boliviano e
il cui corso fu alterato artificialmente due secoli fa per venire incontro alle esigenze delle compagnie cilene, che da sempre hanno avuto l'acqua gratuitamente. Ora il governo
boliviano non vuole più che sia così, tanto da ritirarsi all'ultimo da un accordo quasi raggiunto ad inizio anno e che prevedeva che il Cile pagasse l'acqua del Silala a
metà del prezzo di mercato. Dietrofront, dunque: non solo deve pagarla a pieno, ma deve retroattivamente compensare l'uso dell'acqua fatto in passato.
Si preannunciano scintille, speriamo non si vada oltre.
(Fonte: Reuters)
Acqua e Alpi: una storia agli sgoccioli?
Nei prossimi anni l'acqua diventerà un bene sempre più prezioso. In alcune circostanze lo è tuttora. Molti dei torrenti e dei fiumi dell'arco alpino
sono a rischio siccità a causa del cambiamento climatico e dell'utilizzo spropositato delle risorse idriche per la produzione di energia elettrica, per l'agricoltura e per il
turismo. La situazione è particolarmente grave sul versante meridionale della catena montuosa.
L'acqua è da sempre uno degli elementi caratteristici e imprescindibili dei paesaggi montuosi di ogni tempo e di ogni luogo. Chi non ha mai ammirato stupefatto i
torrenti che scorrono nei meandri delle pareti alberate per poi espandersi e rilassarsi nella vallate sottostanti. Chi non è mai rimasto impietrito di fronte ai vortici
impetuosi e fumosi di piccole e grandi cascate. Chi, più semplicemente, non è mai andato a sciare durante i weekend lontano dal trambusto di città
e lavoro. Chi non ha mai rimirato da lontano le cime imbiancate da neve e ghiacciai.
Bene, questa storia d'amore tra montagna e acqua potrebbe incrinarsi fino alla rottura. Almeno sulle nostre care Alpi italiane. A lanciare l'allarme è la Convenzione
delle Alpi a Bolzano, che nella sua relazione dedicata all'acqua spiega la necessità di un deciso cambiamento di rotta nella gestione delle risorse idriche alpine. Molti
torrenti e fiumi sono a rischio siccità a causa del cambiamento climatico e dell'utilizzo spropositato delle risorse a disposizione. Marco Onida, segretario generale della
Convenzione, ha tracciato le linee di una situazione che non è drammatica, ma che senza le giuste contromisure potrebbe diventarlo. Ha citato ad esempio il caso della
Valtellina, dove il 90% dei corsi d'acqua viene sfruttato per la produzione idroelettrica, provocando la ferma opposizione della popolazione locale che ha evitato la costruzione
di nuovi impianti lungo i pochi torrenti che ancora conservano condizioni di naturalità.
L'attenzione è stata puntata anche sulla caratteristica delle lpi come fondamentale serbatoio idrico anche per zone che si trovano a centinaia di chilometri di distanza,
e di corsi d'acqua, come il Po, che in alcuni periodi dell'anno vedono l'80% delle loro acque provenire da lassù.
Insomma, secondo gli esperti sarà proprio una decisa lotta per le risorse idriche tra agricoltura, turismo e industria a caratterizzare il futuro più immediato:
può essere soltanto una gestione integrata e razionale dell'equilibrio idrico dei bacini, comprese le acque dei ghiacciai e quelle stanziate dalle grosse dighe delle Alpi, a
poter prevenire o comunque mitigare efficacemente le conseguenze di una scarsità d'acqua che può farsi sempre più costante.
(Fonte: Ansa)
L'acqua diventa gassata nel latte. L'ultima della Coca Cola
L'acqua può essere gassata, ed è una normalità trovarla così sulle nostre tavole. Un po' meno se ad avere le bollicine
è il latte. Sì, avete capito bene, la bevanda che consumiamo solitamente a colazione oppure per macchiare il nostro caffè.
È l'ultima trovata della Coca Cola, il gigante statunitense delle bevande che sta testando a New York un nuovo soft drink a base di latte
scremato, acqua frizzante (eccola!) e gusta di frutta.
Il nome di questo nuovo prodotto è Vio: sarà lanciato in Europa solo se sarà accolto positivamente dai cittadini della Grande
Mela, che lo stanno provando in questo periodo. Questa sorta di «latte frizzante» è aromatizzato in quattro gusti: mango e pesca, tropicale,
limone e frutti di bosco. Speriamo nelle risposte positive dei cittadini newyorkesi, così potremmo affogare i nostri biscotti mattutini tra le bollicine
della tazza del latte…
(Fonte: Ansa)
Acqua e galateo: no a fumo, slip e pipì
Avvisi importanti per chi andrà al mare in vacanza o semplicemente in piscina a godersi qualche pomeriggio di riposo. Un sondaggio della
TripAdvisor, un sito americano che si occupa di turismo, ha stilato qualche percentuale sui comportamenti più o meno graditi da chi frequenta
spiagge e piscine. Ecco i risultati: al bando le sigarette a bordo vasca, i costumi attillati, la pipì nell'acqua e l’occupazione di sedie e sdrai con
oggetti ed effetti personali.
Il dato più significativo è proprio l'ultimo: l'84% dei viaggiatori è contrario al vizio di occupare postazioni relax per poi assentarsi
delle ore. Cifre importanti anche sul fumo: ben l'82% dei 3.800 statunitensi intervistati si è detto favorevole al divieto di fumo in piscina e il
62% vorrebbe lo stesso anche in spiaggia per evitare che la sabbia si riempia di mozziconi. Tempi duri anche per slip e costumini maschili: secondo il
35% viola il «galateo balneare», mentre sulle donne il bikini è decisamente meno disapprovato (24%).
TripAdvisor ha stilato anche una classifica delle nazionalità più maleducate in vacanza: il primato spetta proprio agli americani (22%), che
staccano di gran lunga i tedeschi (7%).
(Fonte: Reuters)
Acqua e sabbia anche nella City
Ancora New York. È infatti arrivata anche qui la moda della spiaggia cittadina, dopo aver contagiato altre città e rive famose quali
Parigi e la Senna: lungo le sponde dell'East River sono state riversate centinaia di tonnellate di sabbia su tre approdi del corso d'acqua, tra cui il famoso
South Street Seaport. Non tutto è però come al mare: è vietata la balneazione, attività consentite sono il beach volley,
il minigolf e la discoteca durante i weekend.
(Fonte: Ansa)
Acqua su Saturno? Intanto ammoniaca e deuterio
Due studi pubblicati sulla rivista Nature annunciano di aver scoperto, nei getti dei geyser di Encelado, una delle lune di Saturno, una miscela di sostanze
molto simili a quella dei nostri oceani. Il team di ricercatori statunitensi coordinati dal South Research Institute in Texas spiegano che la sonda Cassini ha
rilevato tracce di ammoniaca e deuterio, in particolare della prima, possibile indizio della presenza di un oceano d'acqua liquida; la spiegazione è
che la quantità´à di sale trovata sarebbe la conseguenza di evaporazioni che avvengono molto lentamente nel tempo.
I ricercatori tedeschi, che hanno rilevato sale, elemento chimico che segnala acqua marina, negli atomi ghiacciati all'interno dei getti di vapore che
fuoriescono dalle fenditure sulla superficie, ipotizzando una riserva liquida in una crosta ghiacciata della luna.
(Fonte: Reuters)
Acqua e cibo tutta salute
Ecco il vademecum per un pranzo all'aria aperta sicuro e salubre. In primavera e in estate, si sa, è una tradizione consueta non solo negli States
ma anche nel nostro Belpaese. E allora il Ministero del Lavoro e della Salute elenca una serie di regole per la sicurezza alimentare di pic-nic e barbecue:
non impacchettare cibi appena cotti o caldi, mettere in frigo per almeno 12 ore panini e insalate pronti al consumo, sbucciare sempre la frutta, sulla griglia
cuocere le carni in modo molto accurato, evitare di mangiare verdure crude all'estero e avere sempre un occhio di riguardo verso l'acqua che si beve.
(Fonte: Ansa)
Acqua che manca. Come sempre il Sud arranca
È emergenza nel sud Italia per la carenza di risorse idriche a causa delle scarse precipitazioni e come conformazione generale del territorio.
Il rapporto Osservasalute Ambiente, presentato il 28 luglio a Roma, evidenzia che in ambito nazionale l'82% della popolazione dispone di acqua in quantità
sufficiente. Nelle isole però, ed è questo il dato allarmante, la percentuale scende al 43% e nell'Italia meridionale sale ad un discreto 70%:
poco rispetto all'87,6% dell'Italia centrale e al 97% dell'Italia settentrionale. Diminuisce anche la quantità d'acqua erogata, che scende a 13 litri
al giorno pro capite, e quella dispersa in rete.
(Fonte: AdnKronos)
L'acqua che inquina: quando l'emissione è pulita
Scaricare acqua pulita può essere una cosa positiva. È così se lo fa un motore a idrogeno per normali automobili da strada: la Norvegia ha
infatti inaugurato un'«autostrada ad idrogeno» lunga 560 chilometri tra la capitale Oslo e la città petrolifera Stavanger, affacciata sul Mare del
Nord. Per l'occasione si sono sfidate su questo percorso panoramico una decina di automobili con un'alimentazione completamente ad idrogeno. Lungo tutto il tracciato
erano poste diverse stazioni di rifornimento per queste vetture dotate di celle combustibili che generano elettricità grazie ad una reazione chimica tra idrogeno
ed ossigeno, oppure bruciando l'idrogeno stesso in un motore a combustione simile a quello delle auto a benzina. Ancora in fase sperimentale, questo motore ha il
pregio di emettere come «inquinamento» solo acqua pulita, anche se consuma una certa quantit` di energia per produrre l'idrogeno necessario.
Altro vantaggio, un rifornimento più rapido e silenzioso.
(Fonte: Reuters)
Acqua di speranza. Il Warrior Dive e lo scuba diving
L'acqua può anche essere il luogo di una rinascita spirituale, perlomeno di un'intensa emozione che si pensava non poter mai più provare. È
stato così per Dominic Lovett, marine britannico tetraplegico, che 15 mesi fa è rimasto paralizzato dal collo in giù a causa di un incidente militare.
Dopo esser stato lavato e vestito con una tuta di neoprene, Lovett è stato portato al largo delle Florida Keys e, grazie ad un'elica motorizza agganciata alla
bombola d'ossigeno, ha potuto immergersi nell'oceano e vagare indisturbato. Il marine è uno dei tre veterani di guerra britannici che, insieme ad una decina di
militare statunitensi invalidi, hanno partecipato ad una settimana di scuba diving nelle isole al largo della punta meridionale della Florida. L'evento, il Warrior Dive di Key
Largo, si tiene due volte all'anno e propone lo scuba diving come terapia di riabilitazione.
(Fonte: Reuters)
La meteorologia estrema: l'acqua pericolosa
L'Anbi, Associazione Nazionale bonifiche, lancia l'allarme per quanto riguarda il rischio di allagamenti in alcune città italiane e per alcuni grandi servizi di trasporto.
L'aumento degli eventi meteorologici estremi, come le piogge torrenziali, alza proporzionalmente il rischio idrogeologico in Italia, tanto da poter mettere in serio pericolo
città quali Mantova e Padova, aeroporti come Fiumicino e Venezia, ferrovie come il tratto Roma-Napoli e segmenti di autostrade dell'A1 e del Brennero nel caso
in cui si arrestasse il normale funzionamento delle idrovore. L'Anbi chiede infatti una maggiore collaborazione tra politiche pubbliche e politiche private, quelle dei consorzi
di bonifica, oltre al privilegio una cultura della prevenzione, e non della protezione, civile.
Il presidente dell'Anbi Massimo Gargano ricorda poi come negli ultimi 50 anni gli eventi meteorologici estremi siano aumentati anche nella loro incidenza sul PIL nazionale,
e che al rischio idrogeologico si associ anche il problema degli sprechi nello sfruttamento dell'acqua delle precipitazioni.
(Fonte: Ansa)
L'acqua per il sociale. Il progetto MASAI
Un interessante progetto di stampo umanitario e sociale è quello promosso dalle classi dell'Istituto professionale Sisto V di Roma con il patrocinio e il finanziamento
della provincia di Roma, dell'Assessorato alle politiche della scuola e dall'Ufficio di Presidenza della Regione Lazio. Il progetto MASAI si pone come obiettivo la realizzazione
e l'installazione di un potabilizzatore ad energia solare per la pastorizzazione dell'acqua nella città di Kalimoni in Kenia, nell'ambito di uno scambio interculturale
professianale tra istituzioni formative.
(Fonte: AdnKronos)
Acqua in piazza. I nuovi «toret» di Torino
Saranno tra poco sperimentati anche a Torino i nuovi punti Smat (Società Metropolitana Acque Torino), ovvero delle colonnine distributrici di acqua naturale e
frizzante proveniente direttamente dall'acquedotto. Il Comune ha infatti approvato la convenzione per attivare queste «fontanelle artificiali», la prima delle
quali sarà installata in via Di Nanni al termine della zona pedonale del mercato di San Paolo. Come detto, queste colonnine non distribuiranno solo acqua
naturale, ma grazie ad un serbatoio di anidride carbonica situato nella piccola struttura, offriranno anche acqua frizzante «prodotta» al momento. Il prezzo
è ovviamente conveniente, essendo la filiera accorciata: 5 centesimi per ogni litro e mezzo.
Il sistema ha esordito, pare positivamente, a Settimo Torinese; la convenzione avrà una durata di 6 anni e prevede che il Comune si accolli il costo della manutenzione
dei chioschi.
(Fonte: La Repubblica)
Acqua enigmatica. Gli scatti di Ileana Florescu
Segnaliamo una rassegna che ha per tema la cara e vecchia acqua. È la mostra fotografica di Ileana Florescu, dal 13 maggio al 15 luglio in mostra alla Galleria
Pino Casagrande di via degli Ausoni a Roma. Il tema ricorrente dei suoi scatti, oltre allelemento acqueo, è un gesto provocatorio, quello di gettare i libri nell'acqua.
L'interpretazione di questa risorsa è duplice: da una parte, è una sorgente rigeneratrici dove il sapere può essere conservato ed esibito sempre
«fresco» e attuale; dall'altra, è un mezzo liberatorio e distruttivo attraverso il quale distruggere ed azzezare il passato, visto attraverso la deformazione
dell'acqua e ottenuto attraverso la conseguenza macerazione dei libri.
(Fonte: Ansa)
Acqua fresca per i cittadini: 'annullamento del canone di depurazione'
Importante decisione dei giudici della Corte Costituzionale in materia di tariffe idriche. La Consulta ha infatti stabilito l'«irragionevolezza» del primo comma
dell'articolo 14 della legge Galli, in quanto non è corretto far pagare i canoni di depurazione in quei comuni in cui il servizio non viene eseguito. I relativi gestori
non possono quindi addebitare in bolletta quella parte della tariffa idrica destinata al servizio di depurazione. Lungo la stessa direzione si era espressa qualche mese fa
anche la Corte di Cassazione, per la quale «nulla possono pretendere dai cittadini gli enti locali che sono sprovvisti di impianti di depurazione a terra». L'importanza
della decisione è la retroattività dei suoi effetti: coloro i quali hanno ingiustamente versato le somma per questa parte della tariffa negli ultimi 5 anni
possono presentare un ricorso e richiedere un rimborso. Numerose associazioni hanno già reso disponibile per i consumatori un facsimile del modulo del ricorso.
(Fonte: Il Sole 24 Ore)
Acqua, risparmio e… ospedali inglesi. Qualcosa si può fare
Una curiosa notizia arriva dalla Gran Bretagna, che ha deciso di introdurre una serie di modifiche nel menù degli ospedali per diminuire le emissioni nocive dell'intero servizio sanitario
(Nhs). Un'iniziativa di ampia portata che muove da alcuni dati poco confortanti: nel 2004 i livello di diossido di carbonio ha raggiunto i 18,6 milioni di tonnellate e supera il 3% del totale delle emissioni
nel Regno Unito.
È stato calcolato, inoltre, che se il servizio sanitario fosse uno stato, si classificherebbe all'81esimo posto nella graduatoria mondiale dell'inquinamento: il responsabile dello sviluppo sostenibile
della sanità inglese David Pencheon ha sottolineato la necessità di provvedimenti concreti, ipotizzando di poter utilizzare i risparmi ottenuti per garantire servizi migliori ai pazienti.
E l'acqua dove si inserisce in questo contesto? Fra le novità 'eco' introdotte dal piano «Saving carbon, improving health», figura anche il tentativo di convincere il maggior numero
di persone possibile a consumare meno bottiglie d'acqua, un buon obiettivo nella direzione del più vasto e globale problema della diminuzione e dello smaltimento dei rifiuti.
(Fonte: AdnKronos)
L'Acqua come habitat. Pericolo cetacei nel 'Santuario ligure'
Attraverso Alessandro Giannì, responsabile del Progetto Mare, l'organizzazione ambientalista Greenpeace lancia l'allarme per il «Santuario dei cetacei» del Mar Ligure.
Il punto di partenza è la rilevazione sul campo dell'Arctic Sunrise, ch ha constatato la diminuzione della popolazione di cetacei nel circa 87.000 km quadrati del Mar Ligure che un accordo
in vigore dal 2002 tra Italia, Francia e Corsica avrebbe dovuto proteggere. In questa ecosistema, ad esempio, è stata rilevata una riduzione di circa il 50% delle stenelle ed è
stato avvistato solo un quarto delle balenottere «attese». Secondo Giannì di Greenpeace, sono tante le cause di queste scomparse: l'inquinamento acustico provocato
dall'intenso traffico navale, la pesca che non tiene conto della presenza dei cetacei, il «whale watching», ovvero l'attrazione turistica che dovrebbe permettere ai turisti e ai visitatori
di osservare da vicino e avvicinarsi ai cetacei.
(Fonte: La Repubblica)
Acqua fresca per i cittadini: 'annullamento del canone di depurazione'
Importante decisione dei giudici della Corte Costituzionale in materia di tariffe idriche. La Consulta ha infatti stabilito l'«irragionevolezza» del primo comma dell'articolo 14 della legge
Galli, in quanto non è corretto far pagare i canoni di depurazione in quei comuni in cui il servizio non viene eseguito. I relativi gestori non possono quindi addebitare in bolletta quella parte
della tariffa idrica destinata al servizio di depurazione. Lungo la stessa direzione si era espressa qualche mese fa anche la Corte di Cassazione, per la quale «nulla possono pretendere dai
cittadini gli enti locali che sono sprovvisti di impianti di depurazione a terra». L'importanza della decisione è la retroattività dei suoi effetti: coloro i quali hanno ingiustamente
versato le somma per questa parte della tariffa negli ultimi 5 anni possono presentare un ricorso e richiedere un rimborso. Numerose associazioni hanno già reso disponibile per i consumatori
un facsimile del modulo del ricorso.
(Fonte: Il Sole 24 Ore)
Acqua riflessiva: il V Forum Mondiale dell'Acqua di Istanbul
Secondo il rapporto «L'Acqua in un mondo in trasformazione», redatto da numerose istituzioni dell'Onu e del suo Programma per l'Ambiente, entro il 2030 quasi la metà della
popolazione mondiale vivrà in zone di carenza idrica e circa un miliardo di individui già ora non dispone di acqua potabile. A ciò si aggiunge che circa 2,5 miliardi di persone
non possiedono i servizi sanitari, solo il 16% può usufruire di acqua in casa e ben l'84% deve cercarla presso fonti quantitativamente scarse o di qualità scadente. Specificando
tuttavia come già nel 2025 i due terzi del pianeta vivrà in condizioni di 'stress idrico' con la permanenza degli attuali modelli di consumo.
Sono solo alcune delle questioni di primaria importanza trattate in occasione del Quinto Forum Mondiale dell'Acqua (World Water Forum), svoltosi quest'anno ad Istanbul in
Turchia dal 16 al 22 marzo. Il Forum ha una scadenza triennale e riunisce esperti e professionisti di diversi settori di interesse allo scopo di ricercare soluzioni sostenibili alle sfide mondiali sull'acqua.
Erano presenti a Istanbul circa 3.000 organizzazioni e 10.000 convegnisti, oltre ai ministri dell'ambiente di 180 paesi e a 25 capi di stato. A rappresentare l'Italia era presente il Ministro
dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo.
Quest'anno il Forum Mondiale ha lanciato anche l'iniziativa Green Forum, per la quale sarà piantato un albero per ogni partecipante con l'obiettivo di sensibilizzare in merito a problemi
legati ad una non troppo lontana «crisi idrica globale» causata dall'aumento della popolazione, dall'innalzamento del tenore di vita, dai cambiamenti nell'alimentazione e dalla maggior
produzione di carburante, come spiegato dalle Nazioni Unite nel rapporto da loro presentato.
(Fonte: AdnKronos)
Acqua per tutti, tutti per l’acqua
Amref (African Medical and Research Foundation) e Federcalcio italiana hanno lanciato da venerdì 13 marzo la campagna «H2gol», i cui proventi saranno destinati alla
costruzione di pozzi d'acqua in Kenya. Dal 21 marzo, vigilia della Giornata Mondiale dell'Acqua, fino al 5 aprile sarà quindi possibile devolvere un euro inviando un messaggio dal cellulare
al numero 48588 oppure due euro chiamando da rete fissa.
(Fonte: Ansa)
L'Acqua come habitat. Pericolo cetacei nel 'Santuario ligure'
Attraverso Alessandro Giannì, responsabile del Progetto Mare, l'organizzazione ambientalista Greenpeace lancia l'allarme per il «Santuario dei cetacei» del Mar Ligure.
Il punto di partenza è la rilevazione sul campo dell'Arctic Sunrise, ch ha constatato la diminuzione della popolazione di cetacei nel circa 87.000 km quadrati del Mar Ligure che un accordo
in vigore dal 2002 tra Italia, Francia e Corsica avrebbe dovuto proteggere. In questa ecosistema, ad esempio, è stata rilevata una riduzione di circa il 50% delle stenelle ed è
stato avvistato solo un quarto delle balenottere «attese». Secondo Giannì di Greenpeace, sono tante le cause di queste scomparse: l'inquinamento acustico provocato
dall'intenso traffico navale, la pesca che non tiene conto della presenza dei cetacei, il «whale watching», ovvero l'attrazione turistica che dovrebbe permettere ai turisti e ai visitatori
di osservare da vicino e avvicinarsi ai cetacei.
(Fonte: La Repubblica)
Acqua in crisi. Anche la California trema
Problemi di siccità in California. Il governatore Arnold Schwarzenegger ha dovuto dichiarare lo stato d'emergenza dopo aver preso in considerazione un piano per il razionamento
dell'acqua a seguito del fatto che la scarsità delle precipitazioni piovose dell'anno trascorso ha causato perdite per circa 3 miliardi di dollari. Nonostante infatti le tempeste registratesi
nell'ultimo periodo, il governatore ha spiegato come il territorio Californiano si prepari ad affrontare il suo terzo anno consecutivo di siccità e come anche i prossimi due-tre anni
non si presentino tanto favorevoli. Una tesi sostenuta anche da alcuni funzionari statali, secondo i quali l'attuale crisi di siccità – che ha causato la perdita nel settore agrario di
circa 95.000 posti di lavoro, tanto che anche tra le più economicamente redditizie comunità di coltivatori non saranno più in grado di piantare regolarmente –
possa essere derubricata come la più costosa di sempre. Schwarzenegger ha poi lanciato l'appello alle città e ai singoli utenti di ridurre il più possibile i consumi idrici e
alle agenzie statali di potenziare i piani di riduzione dell'acqua potabile.
(Fonte: Reuters)
Acqua per respirare. Le 'ampolline' della Manica
La compagnia Shering Pough ha lanciato negli Stati Uniti un nuovo prodotto per liberare il naso dal muco: si tratta di campioni di acqua purificata del Canale della Manica, che secondo il Daily Mail
alcuni rappresentanti europei hanno venduto all'azienda americana alla cifra di dieci sterline a bottiglia. La compagnia sostiene che, attraverso una debita purificazione, l'acqua del canale che separa
Francia e Inghilterra abbia già dimostrato la sua efficacia nei test clinici di laboratorio, nonostante gli scarichi di alcune centrali nucleari nelle vicinanze.
(Fonte: Ansa)
L'acqua come 'oro blu': il rischio di una nuova crisi globale
L''oro blu' sarà al centro della prossima crisi globale. È questo lo sconfortante scenario ipotizzato dal capo dell'Unità della Fao per lo sviluppo e la gestione dell'acqua Pasquale
Scaduto e che sarà delineato nell'ambito del Forum Mondiale sull'acqua che si terrà a Istanbul dal 16 al 22 marzo. Nel mondo, ricorda Steduto, sono 1,1 miliardi le persone che non
hanno accesso sufficiente a fonti d'acqua pulita e 2,6 miliardi quelle che non dispongono di servizi igienici adeguati.
La questione dell'acqua sarà causata principalmente da una pressione demografica sempre più consistente, che avrà come effetto immediato un aumento della domanda
alimentare e della richiesta di energia. Gli esperti mondiali che si siederanno al tavolo del Forum saranno quindi impegnati nella scrittura di una 'agenda tecnica' che i vari governo dovranno rispettare
in materia d'acqua, un impegno reso più forte dal fatto che l'ospitante Turchia porterà poi il documento all'esame delle Nazioni Unite, primo passo per una successiva ratifica.
La scarsità delle risorse idriche è infatti un problema d'emergenza già da tempo e in parecchie situazioni. Lo stesso Steduto ricorda come molti fiumi indiani e cinesi si stiano
prosciugando a causa dell'eccessivo sfruttamento, due economie emergenti che come in molte altre aree devono fare i conti con i risvolti preoccupanti della scarsità delle risorse idriche.
Il primo passo in questo senso sarà la riduzione degli sprechi, a partire dal settore agricolo, che oggi assorbe il 70% di tutta l'acqua prelevata da laghi, fiumi e falde acquifere, per poi passare
all'aumento dell'efficienza attraverso l'aumento della produttività con lo stesso consumo d'acqua.
(Fonte: Reuters)
Acqua, risparmio e… ospedali inglesi. Qualcosa si può fare
Una curiosa notizia arriva dalla Gran Bretagna, che ha deciso di introdurre una serie di modifiche nel menù degli ospedali per diminuire le emissioni nocive dell'intero servizio sanitario
(Nhs). Un'iniziativa di ampia portata che muove da alcuni dati poco confortanti: nel 2004 i livello di diossido di carbonio ha raggiunto i 18,6 milioni di tonnellate e supera il 3% del totale delle emissioni
nel Regno Unito.
È stato calcolato, inoltre, che se il servizio sanitario fosse uno stato, si classificherebbe all'81esimo posto nella graduatoria mondiale dell'inquinamento: il responsabile dello sviluppo sostenibile
della sanità inglese David Pencheon ha sottolineato la necessità di provvedimenti concreti, ipotizzando di poter utilizzare i risparmi ottenuti per garantire servizi migliori ai pazienti.
E l'acqua dove si inserisce in questo contesto? Fra le novità 'eco' introdotte dal piano «Saving carbon, improving health», figura anche il tentativo di convincere il maggior numero
di persone possibile a consumare meno bottiglie d'acqua, un buon obiettivo nella direzione del più vasto e globale problema della diminuzione e dello smaltimento dei rifiuti.
(Fonte: AdnKronos)
L'acqua si tinge di rosso: le fontane di Napoli
Quando l'acqua si tinge di rosso. Come a Roma pochi mesi fa, anche a Napoli l'acqua di alcune fontane èè stata tinta di rosso. Se nella capitale si trattava della celebre fontana di Trevi,
nel capoluogo campano sono rimaste coinvolte la fontana di piazza Trieste e Trento, situata a pochi passi da piazza Plebiscito, e le quattro 'vasche' situate davanti piazza Municipio e di fronte Palazzo
San Giacomo, sede del sindaco Iervolino e della giunta comunale.
Il gesto di protesta è stato rivendicato dall'organizzazione Cuib, di estrema destra e vicina a Forza Nuova. Sparsi sull'acqua sono stati ritrovati decine di volantini protetti da contenitori
plastificati che spiegavano le ragioni del gruppo, oltre a recare la stessa sigla Cuib, una croce celtica e una scritta inneggiante la Palestina.
In entrambi i luoghi della protesta, nessun agente di polizia e carabinieri si è accorto del clamoroso gesto, nonostante a pochi passi si trovino in un caso la Prefettura, nell'altro appunto il comune.
Ora la Digos sta indagando sull'episodio.
(Fonte: AdnKronos)