Parma & Regione
Anno I, Numero Quattro
Si ricava energia dalle potature delle aziende agricole
di Fabio Macchi, Ufficio stampa Provincia di Reggio

Incrementare l'utilizzo delle biomasse per produrre energia e sperimentare una filiera locale completa per la raccolta, lo stoccaggio e il recupero energetico delle potature
prodotte dalle aziende agricole. Questi gli obiettivi del Protocollo di Intesa sottoscritto a Palazzo Allende da Provincia di Parma, Enìa, Crpa di Reggio, associazioni
agricole, Consorzio fitosanitario provinciale, Azienda agricola sperimentale Stuard di Parma e Cooperativa Agroenergetica di Correggio. Si tratta di un primo importante
passo per la creazione di un sistema integrato locale in grado di sfruttare al meglio i sottoprodotti delle attività agricole, trasformandoli in una fonte energetica alternativa.
Alla base del protocollo vi è il progetto europeo Seq-Cure, al quale partecipano la Provincia di Reggio Emilia, Eìa, Crpa e Azienda Agricola Stuard, dedicato
all'attivazione di filiere agri-energetiche sostenibili in termini ambientali ed economici. In questo ambito trova spazio la sperimentazione reggiana attivata dal Protocollo.
Enìa ha elaborato il progetto per il territorio reggiano e coordinerà la
filiera, stipulando specifici accordi con gli agricoltori produttori delle biomasse e le imprese
a cui verranno affidati i lavori di raccolta, stoccaggio e conferimento per le prove di combustione, mentre le associazioni agricole individueranno gli agricoltori partecipanti al
progetto e la Stuard di San Pancrazio (Parma) compirà le prove di combustione. Al Crpa spetterà verificare l'andamento del progetto con un monitoraggio delle diverse
fasi della filiera – dalla raccolta alle rese energetiche – mentre l'Assessorato all'Ambiente della Provincia avrà il ruolo di promotore del progetto e di ricerca
di finanziamenti dedicati.
Il progetto permetterà di analizzare concretamente tutte le complessità relative ad una futura filiera alimentata dalle potature delle aziende reggiane. Saranno
analizzate i sistemi possibili di raccolta, le logistiche, le prove di essiccazione naturale, la lavorazione, la cippatura ed infine la resa come combustibile presso l'impianto a biomasse
di San Pancrazio.
I risultati raccolti costituiranno informazioni fondamentali per pianificare ogni realizzazione impiantistica successiva, soprattutto per individuare la migliore soluzione tecnico-economica
per valorizzare i sottoprodotti delle attività agricole reggiane. Un progetto che intende, quindi, creare una base solida allo sviluppo delle energie alternative in terra reggiana
ed una prima rete di soggetti che possono concorrere al loro sviluppo. Ed un percorso che intende privilegiare la filiera 'corta' per garantire un bilancio ambientale positivo all'intero sistema.
Per informazioni: www.provincia.re.it
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