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Acqua pubblica: firmato il «Manifesto dell’Acqua del sindaco»

di Alberto Rugolotto


Acqua del rubinetto o acqua in bottiglia? Quale conviene di più? È più sana la prima o la seconda? Cambia qualcosa o è un finto problema? Ormai della questione si discute spesso: chi sceglie l’acqua dell’acquedotto che sgorga dal rubinetto di casa, chi si reca con i contenitori vuoti nelle fontane pubbliche, chi preferisce la garanzia della bottiglia diffidando dalla qualità della fornitura del ‘tubo’.

In ogni caso, ci sono comuni che intraprendono iniziative virtuose per offrire ai cittadini acqua senza costi, sprechi e inquinamento. Basti ricordare i casi già trattati da Water(on)line delle fontane di Fidenza e delle «case dell’acqua» nel milanese.

Un’altra recente iniziativa è quella del «Manifesto dell’acqua del sindaco»: il sindaco di Venezia Massimo Cacciari, quello di Camponogara Gianpietro Manin, quello di di Imola Daniele Manca – in rappresentanza dei primi cittadini dell’Emilia Romagna – e l’assessore all’Ambiente del comune di Pordenone – in vece dei sindaci del Friuli Venezia Giulia –, hanno sottoscritto un patto per impegnarsi a valorizzare e promuovere il consumo dell’acqua di rubinetto e a garantirne al contempo qualità, sicurezza e affidabilità. Alla conferenza stampa sono intervenuti anche il direttore generale di Veritas, Andrea Razzini, e l’amministratore delegato del gruppo Hera, la multiutility che gestisce le acque potabili in Emilia Romagna, Maurizio Chiarini, che collaborano alla realizzazione di questo progetto da più di un anno. Tutti hanno evidenziato l’importanza dell’azione in merito alla riduzione dell’inquinamento e al tentativo di orientare gli utenti-cittadini verso altri modelli di consumo, specificando il valore dell’acqua come bene pubblico, primario e non infinito.

(Fonte: AdnKronos)

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