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Acqua riflessiva: il V Forum Mondiale dell’Acqua di Istanbul

di Alberto Rugolotto


Secondo il rapporto «L’Acqua in un mondo in trasformazione», redatto da numerose istituzioni dell’Onu e del suo Programma per l’Ambiente, entro il 2030 quasi la metà della popolazione mondiale vivrà in zone di carenza idrica e circa un miliardo di individui già ora non dispone di acqua potabile. A ciò si aggiunge che circa 2,5 miliardi di persone non possiedono i servizi sanitari, solo il 16% può usufruire di acqua in casa e ben l’84% deve cercarla presso fonti quantitativamente scarse o di qualità scadente. Specificando tuttavia come già nel 2025 i due terzi del pianeta vivrà in condizioni di ‘stress idrico’ con la permanenza degli attuali modelli di consumo.

Sono solo alcune delle questioni di primaria importanza trattate in occasione del Quinto Forum Mondiale dell’Acqua (World Water Forum), svoltosi quest’anno ad Istanbul in Turchia dal 16 al 22 marzo. Il Forum ha una scadenza triennale e riunisce esperti e professionisti di diversi settori di interesse allo scopo di ricercare soluzioni sostenibili alle sfide mondiali sull’acqua. Erano presenti a Istanbul circa 3.000 organizzazioni e 10.000 convegnisti, oltre ai ministri dell’ambiente di 180 paesi e a 25 capi di stato. A rappresentare l’Italia era presente il Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo.

Quest’anno il Forum Mondiale ha lanciato anche l’iniziativa Green Forum, per la quale sarà piantato un albero per ogni partecipante con l’obiettivo di sensibilizzare in merito a problemi legati ad una non troppo lontana «crisi idrica globale» causata dall’aumento della popolazione, dall’innalzamento del tenore di vita, dai cambiamenti nell’alimentazione e dalla maggior produzione di carburante, come spiegato dalle Nazioni Unite nel rapporto da loro presentato.

(Fonte: AdnKronos)

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