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Le stagioni dell’acqua

L’ultima opera di Laura Bosio

di Francesca Recchia


(fonte immagine)

«In questa terra d’acqua io sono nata […] e la ‹terra d’acqua› è l’immagine a cui non si sfugge: è nei titoli delle mostre fotografiche; con i tramonti lunghi sulle risaie allagata e i pioppi che si riflettono a testa in giù« (p. 24).

Con Le stagioni dell’acqua Laura Bosio costruisce un romanzo in cui la finzione letteraria e la struttura romanzesca sono forti, anche in virtù di quella ricerca coltissima, appassionata e minuziosa che le è propria e che le deriva dalla frequentazione di quel genere particolare che è il saggio narrativo. Accanto alle storie della risaia, in una tenuta vicino Vercelli, c’è un percorso parallelo, una specie di viaggio storico-geografico che inquadra la natura dei luoghi e mette in luce ciò che è stata per questa parte d’Italia la cultura del riso, con tutte le sue trasformazioni: dal duro lavoro delle mondine alla coltivazione moderna attraverso il laser, dal mutare progressivo dei modi di irrigazione e del valore dell’acqua, fino ad un vero e proprio dizionario godibilissimo che ci racconta le parole della risaia. La ricostruzione degli aspetti storico-scientifico-geografici che la Bosio confeziona sono perfetti, soprattutto per l’equilibrata scelta di incastrare tra loro i due piani, quello storico che racconta e quello del mondo che ha permesso a questa storia di esprimersi, di formarsi.

La trama è quella di un ritorno, in un arco temporale brevissimo, quello di una settimana, sette giorni che però attraversano e svelano anni ed esistenze. Vicende che assumono una forma epica, pur nel contesto di una quotidianità in cui l’umanità dei rapporti si fa sempre più complice e costellata da quelli che, in più di un’occasione, Laura Bosio definisce «miracoli». Come la grazia, uno dei temi centrali del libro, intuita come un miracolo racchiuso nel tempo che non si fa sentire. La Bosio vuole dar voce a questo silenzio che è stato riflesso per tanto tempo dalle stagioni dell’acqua attraverso la voce in prima persona della protagonista, che torna a trovare, dopo la separazione dal marito, la suocera Bianca, donna forte e eccezionale, alla qualeè rimasta sempre legata da un affetto complice e rispettoso. È il mistero intorno a cui ruota l’azione narrativa, quello che permette alla narratrice di mettere in luce l’anima di Bianca, la verità della sua forza di donna brianzola, che da ragazza lascia Monza con due valigie per trasferirsi lì, nella pianura, tra l’acqua delle risaie, a dirigere con responsabilità e orgoglio l’impegnativa tenuta.

Dalla sua vicenda sprigiona tutta la tensione dinamica del racconto; dalle sue rievocazioni, abilmente dissimulate, le stagioni dell’acqua acquistano spessore e concretezza; grazie alla sua memoria, stanca ma mai ammaccata o livida, prendono vita le figure più vivide che la Torricella ha accolto e ospitato.

L’acqua scorre come elemento essenziale per tutto il romanzo.

Informazioni utili:
Titolo: Le stagioni dell’acqua
Autore: Laura Bosio
Casa editrice: TEA
Collana: TEADUE
Anno: 2009
Pagine: 274
Prezzo: Euro 8,60

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