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C+B = 100. Cucina e bagno nel libro di John B. Dancer

Un divertissement antropologico sugli spazi del bagno e della cucina

di Giorgio Triani


(fonte immagine: Philippe Malouin)

C+B = 100. Vi chiederete a cosa si riferisca questa enigmatica equazione. Ve lo spiego subito: il primo addendo è la «cucina», il secondo il «bagno»; 100 è invece una variabile costante. È l’eccentrica «legge fondamentale» sviluppata da John B. Dancer, pseudonimo del professor Giovanni Ballarini, nel suo libro La scomparsa della cucina. L’autore, accademico di fama che spesso si è cimentato in stravaganti lavori di questo tipo, descrive la relazione tra i due luoghi principali della casa – la cucina e il bagno – lungo la storia degli uomini, proponendo una «Grande legge» capace di verificare come il ridursi o l’allargarsi della cucina sia sempre corrisposto al restringersi del bagno e viceversa.

Perché il bagno e la cucina? Perché sono due luoghi domestici antitetici come scopo e utilizzo, ma simili. Diversi, ma complementari per la centralità che in essi vi occupa il corpo. Bagno e cucina risultano nell’epoca contemporanea sempre più affini: spaziosi, belli e mossi da un identico orientamento a nutrire e rigenerare i corpi. Mentre le cucine guardano sempre più alle farmacie/erboristerie che ai negozi di alimentari e gastronomici, nei bagni saponi, creme e shampoo hanno sempre più l’aria e il sapore, oltre al nome, di «cosmesi da mangiare». Tanto che ormai non è più possibile separare nettamente le loro funzioni e le relative pratiche quotidiane dell’uomo.

Secondo Ballarini, o meglio John B. Dancer, «l’umanità è nata in cucina uscendo dal bagno. Ossia all’alba dell’umanità la cucina non esisteva come ambiente… invece tutto era bagno, ambiente in cui lavarsi». Ma con la scoperta e l’uso del fuoco nacque la cucina, mentre il bagno cominciò a ridursi. E così via.

Ad esempio, nei castelli, dal Medioevo in poi, si trovavano enormi cucine, ma mancavano i bagni, al massimo sostituiti da qualche mobilio nell’arredamento delle camere dei signori. Già però con la trasformazione del castello in palazzo le cucine cominciarono a ridursi, mentre comparirono piccole stanze e vani, i gabinetti. Una trasformazione molto marcata si registra molto più vicino a noi, nell’Ottocento e agli inizi del secolo scorso, quando nelle case di campagna la vasta cucina si accompagnava a servizi igienici rudimentali (la latrina in cortile e la tinozza utilizzata in cucina per il bagno settimanale). Dal secondo dopoguerra la cucina è tornata di nuovo a rimpicciolirsi, con la sala da bagno sempre più grande e arredata, magari comprendente doppi servizi, oggi quasi indispensabili.

Cucina e bagno sono dunque stati nel corso dei secoli una sorta di fabbrica corporale, deputata alle funzioni nobili della socialità familiare e della preparazione dei pasti, e a quelle più ‘basse’ dell’intimità individuale e della pulizia. Anche se le metamorfosi degli ultimi 20-30 anni sono state notevoli e accentuate, con significativi e ciclici mutamenti che hanno investito e investono i diversi spazi della casa.

Si pensi ad esempio all’imporsi assoluto della cucina americana negli anni del boom economico e poi alla sua eclissi nei decenni ’70-’80, quando il bagno, da luogo di decenza, quasi da nascondere, è diventato uno spazio da esibire. Attualmente la cucina e il bagno dimostrano un forte ambivalenza, nel senso di una identica spettacolarizzazione nell’eleganza degli allestimenti e degli arredi e che trasforma entrambi, da retrovie domestiche che erano, in luoghi da vivere, anche in compagnia di familiari e amici. Fanno testo tavoli da cucina in stile american bar e vasche idromassaggio a 3/4 posti…

Il lavoro di Dancer-Ballarini non è però solo questo. È ricco di divertenti interrogativi («perché per usare una toilette bisogna ordinare un caffè? Quali sono i rapporti fra l’erotismo del bagno e quello della cucina?») e dipuntuali osservazioni sull’intreccio di relazioni esistenti fra bagno pubblico e cucina privata, e al contrario fra bagni privati e cucine pubbliche. Ma ciò che rende consigliabile, soprattutto agli addetti ai lavori, la lettura del libro è che tra le pieghe di un discorso ‘leggero’ si nascondono tante e serissime indicazioni previsionali sul futuro prossimo dell’industria della cucina e del bagno.

Informazioni utili:
Autore: John B. Dancer (alias Giovanni Ballarini)
Titolo: La scomparsa della cucina
Casa editrice: Fermo Editore
Anno di pubblicazione: 2009
Extra: commenti visivi e visionari di Cecilia Mistrali, pluripremiata illustratrice e grafica

Da richiedere via internet: www.fermoeditore.it.

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