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Carte per navigare

La raccolta di portolani della Biblioteca Palatina di Parma

di Francesca Recchia

Le carte nautiche indicano le rotte da seguire e i porti e gli approdi sicuri, rappresentavano tra Medioevo ed età moderna lo strumento fondamentale per effettuare la navigazione lungo le coste del Mediterraneo e dei territori europei che si affacciano sull’Atlantico. La realizzazione si concentrò nelle mani di pochi individui che generalmente tramandavano i saperi di padre in figlio. Tali carte recano spesso elementi decorativi che denotano le differenti committenze: cartigli, nastri, soggetti religiosi, città, bandiere, sovrani, navi, animali reali e mitologici, catene montuose e foreste.

L’eccezionale raccolta di portolani della Biblioteca di Parma, composta da 14 pezzi circoscrivibili cronologicamente tra la seconda metà del XIV secolo e poco oltre la metà del primo ventennio del XVII, rappresenta emblematicamente una significativa esemplificazione di tale particolare produzione, raccolta per immagini in questo catalogo.

Il merito della raccolta delle carte si deve al padre teatino Paolo Maria Paciaudi, chiamato a Parma dal duca Don Filippo per costituire la Biblioteca Palatina e ad Angelo Pezzana, il bibliotecario che contraddistinse la storia dell’istituzione per buona parte del XIX secolo. Si tratta di oggetti di straordinaria importanza per la storia della cartografia nautica.

La più grande carta nautica posseduta dalla Biblioteca Palatina è il portolano del 1561 realizzato da Diogo Homen, prolifico cartografo portoghese, attivo tra il 1557 e il 1576. La carta pervenne in Biblioteca nel 1865, dopo l’Unità d’Italia, a seguito dell’acquisizione del fondo Palatino, originariamente di proprietà dei duchi di Borbone.

La carta di Homen comprende oltre al Mediterraneo parte dell’Africa settentrionale e dell’Asia. Le sue dimensioni sono le maggiori tra le carte conservate in Palatina: è ben disegnata, con le coste dipinte in verde, accurata nella successione dei toponimi in buona parte in latino in una scrittura textualis di medio modulo. Numerose sono le rappresentazioni di bandiere e stemmi, di tende dai vivaci colori. Presente il consueto sistema di rose dei venti, con giglio indicativo del nord, e due scale.

L’eccezionale raccolta di portolani della Biblioteca Palatina di Parma &egrav; stata oggetto di studi importanti fin dal XVIII secolo, recentemente ha subito una mirata campagna di restauri diretta da Silvana Gorreri, così da restituire l’originaria lucentezza dei colori e la loro funzionalità e fruibilità, consentendo di apprezzarne particolari e aspetti finora inediti.

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