Select Page

Proibizionismo e long drinks

L’acqua in estate si fa (anche) alcool….

di Michele Sganzerla e Giulia Carpi


(fonte immagine: Craig Lee / San Francisco Chronicle)

Quante volte, durante il periodo estivo, i telegiornali parlano di movida, di popolo della notte e di conseguenze degli eccessi dell’alcool? C’è chi dice: «ormai non c’è più rispetto per chi riposa e deve lavorare». Oppure, al contrario: «bisogna pur divertirsi, non esageriamo con il purismo».

Ebbene, sembra un fenomeno attuale, emerso a cavallo di fine secolo con l’aumento esponenziale del consumo di alcoolici da parte di un segmento sempre più ampio di popolazione e con l’allungamento della durata delle ‘serate’, ormai più vicine a nottate e mattinate annesse.

Tuttavia non è così. Il fenomeno del proibizionismo negli Stati Uniti dei primi decenni del Novecento lo dimostra. Quella legge non durò a lungo e dimostrò tutti i limiti di una legislazione di divieto e limitazione, un po’ come se adesso obbligassero tutte le discoteche a chiudere entro le due (c’hanno provato, infatti, ma con scarsi risultati e mille eccezioni).

Il lavoro che qui potete consultare spiega paradossalmente come uno dei cocktail più consumati dagli italiani nelle loro serate sia il frutto più diretto di quella legislazione proibizionistica statunitense.

» Scarica la presentazione di Michele Sganzerla e Giulia Carpi

About The Author

Leave a reply

Water Sponsor

Water Stories

Water Video

Loading...

Water Natura

UA-116066244-1