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Acqua da solcare. Con una buona gondola

di Alberto Rugolotto

L’acqua può dar da vivere a molte famiglie. Sicuramente l’ha fatto per molte famiglie di ‘squeraroli’ veneziani, i costruttori di quel simbolo mondiale di Venezia qual è la gondola.

Ora pare non sia più così. L’antica sapienza racchiusa in generazioni e generazioni di costruttori di gondole è giunta al capolinea: i giovani d’oggi si interessano d’altro. Per esempio dell’arrivo di Clooney con Elisabetta Canalis al Festival del cinema.

Un lavoro, quello di squerarolo, che prima di diventare professionistico ha bisogno di un apprendistato di 5 anni nel cantiere di uno ‘squero’, che insegna come fare la tipica barca secondo il metodo tradizionale, cioè adattando lo scafo sul fisico del gondoliere. Ora di squeraroli docc ne sono rimasti solo 5 attivi a Venezia, e per continuare la loro attività devono rispondere alle richieste non solo del mercato locale, ma anche di quello arabo, dove particolari conformazioni del territorio o, più semplicemente, la ricostruzione artificiale di qualche lussuoso hotel nel deserto, richiedono la presenza di gondole fatte come si deve.

In ogni caso, mercato asiatico o americano che sia, gli ultimi squeraroli devono sbrigarsi a tramandare la loro arte, in qualsiasi modo vi riescano: è stato infatti calcolato da uno studio del Cnr che il progressivo innalzamento dei mari porterebbe Venezia ad avere ben 250 casi di acqua alta all’anno entro la fine del secolo attuale.

Insomma, prendendola a scherzare, serviranno molti più taxi per portare i figlioletti a scuola. E poi per andare al lavoro.

(Fonte: AdnKronos)

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