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Magie e stregonerie nell’orto

L’ultimo pomodoro costoluto

di Zia A.


(fonte immagine)

Ottobre inoltrato… ormai il mio orto è completamente in ombra. Tento ogni anno di mettere a dimora qualche ortaggio che ama solo il chiardiluna, senza molto successo devo dire… L’ultima azione che farò oggi sarà quella di portare il mio ultimo pomodoro costoluto in vacanza: finché la nebbia non arriva, tutto si può tentare. Molte soddisfazioni quest’anno da questo pomodoro, enormi frutti succosi, dal sapor di pomodoro vero, talmente gustosi che metterci il sale è un insulto; finché il sole ci ha piantati in asso, nascondendosi dietro il profilo della mia casa. Il mio pomodoro costoluto non si è arreso. La sua tenace origine centroamericana lo ha indotto a continuare la produzione con molti grandi frutti… acerbi.

Questa sera tenterò il tutto per tutto, o sarà per lui la fine. Prenderò la pianta con la sua bella zolla di terra attorno alle radici, la metterò nel suo caldo lettino (… un capiente vaso ben preparato), una bella annacquata… e via verso lidi più temperati: il mio terrazzo a sud, soleggiato, riparato dai venti, è perfetto: il pomodoro ciliegino ha già provato il «trattamento solarium» la scorsa settimana e dopo solo un piccolo shock si è prontamente ripreso portando a maturazione i molti frutti orfani di sole dalla postazione originaria. Sì, anche il costoluto andrà in ferie. Non ora, ma questa sera: la notte nasconderà questa operazione di stregoneria orticola e allevierà lo shock idrico del perverso trasloco.

Molti ortolani vecchio stampo forse inorridiranno nel leggere queste sconsiderate pratiche di «ortologia sperimentale». Saranno in buona compagnia, perché anche i pomodori da supermercato che quest’estate ho potuto permettermi di non acquistare troveranno modo per vendicarsi di essere rimasti sui banchi: la terra magica di questa primavera è stata lo spartiacque nella storia del mio orto e nulla potrà più essere come prima. La terra magica è la base da cui partire se volete avere l’orto, è buon cibo biologico, l’ideale per le verdure. E se non avete lo spazio per realizzarla occorre spendere quanto serve per un buon concime naturale. Ma perché non risparmiare? Volete sapere il trucco eh?!!

La terra magica si ottiene preparando un tiramisù molto particolare che, cotto dal tempo, digerito da batteri e microrganismi, restituisce il ‘compost’.

Ingredienti

• legnetti o piccola potatura, segatura, scarti di cucina più vegetali che animali, gusci d’uova o di frutti, foglie, sfalci d’erba, terra

Ingredienti con indicazioni particolari:

• noccioli e semi: vanno benissimo, ma rischiate di veder spuntare tante piantine… molte delle mie piantine di pomodori sono spuntate proprio da lì. Unico inconveniente: se consumate pomodori di tipo diverso e usate nell’orto le piantine nate dal compost, avrete la sorpresa di scoprire la varietà solo quando compariranno i frutti…
• alimenti ammuffiti: sconsigliato, le muffe producono tossine
• cenere del camino: ottima se proveniente solo da legna non verniciata o vegetali
• bucce di agrumi: meglio se non trattati, e comunque se ne usa una quantità limitata
• ossa e conchiglie: se li usate vanno rotti, sbriciolati
• sfalci di piante malate: non usateli!
• alimenti liquidi: si, li potete mettere se il cumulo è asciutto
• olio: buttatelo negli appositi contenitori del riciclaggio, non usatelo!
• carta: se la usate dovete essere certi che non sia colorata, non stampata, non contenga colle tossiche: in linea di massima si può usare la carta da cucina se non decorata

Procedimento

Prendete un contenitore capiente: un bidone di plastica o metallo bucherellato, oppure un cilindro di rete a maglie di circa un centimetro, o un apposito contenitore per il compostaggio, che però ha un certo costo. Le dimensioni minime sono di almeno 70×70 centimetri o 70 cm di diametro e altrettanto di altezza, ma il mio maestro ortolano ha avuto risultati anche con un bidoncino da 40×40. Ah, dimenticavo! Non date retta alla tradizione: alla vostra pentola serve un coperchio. Date una martellata in testa al diavolo e procuratevi il coperchio!

Si pone il contenitore senza fondo sulla terra e si compongono al suo interno gli strati del tiramisù: per primi i legnetti, che dreneranno ciò che posizionerete sopra. Poi, col passare del tempo, deponete i materiali che avete a disposizione, ma abbiate cura di alternare gli strati di materiali. Se dovete buttare scarti animali, ricopriteli di materiale che possa assorbire i liquidi e gli odori: terra, segatura, cenere, polvere di roccia.

Si procede così di giorno in giorno, controllando in estate che il vostro tiramisù non asciughi del tutto: se accade, bagnatelo. Se invece è fradicio, lasciatelo un po’ asciugare. Se batteri e microrganismi non fanno i bagordi, il tiramisù non emana cattivi odori, altrimenti, invece che una colonia di batteri avete un allevamento suino! Curate i postumi della sbronza biotica con uno strato di terra o cenere…

Tenete un coperchio sul contenitore. Dopo un po’ di tempo, occorre rivoltare il tutto con un badile, e raggiunta un’altezza ragguardevole (quando il contenitore è quasi pieno), lasciate riposare il tiramisù: anche batteri e microrganismi hanno bisogno di vacanze. Non temete il gelo: se avete nutrito correttamente i batteri, all’interno del tiramisù sviluppano temperature fino a 40-50 gradi!

Il tiramisù si trasformerà in terra magica-compost in tempi variabili: influiscono la dimensione del contenitore, il clima, l’umidità, il tipo di materiali usati. Il segnale è l’odore: quando rovistando nel mucchio si avverte odore di sottobosco e muschio, il compost è pronto. Per contenitori delle dimensioni che vi ho consigliato, in linea di massima in circa 3 mesi avete un primo materiale da mescolare al terreno: se avrete avuto l’accortezza di realizzare una porticina sul lato in basso del contenitore, potete prelevarne un po’, ma non mettetelo vicino alle radici perché questo primo compost presenta ancora una fermentazione e potrebbe danneggiarle. In 6 mesi avrete certamente un compost maturo, nero, che si sbriciola bene, profumato di terra, ottimo anche per il contatto con le radici e le giovani piante.

Per evitare intervalli e avere sempre compost a disposizione, nel mio orto ho preparato due contenitori che uso alternativamente: quando preparo il tiramisù in uno, uso la terra magica dell’altro già pronto. Se non avete uno spazio all’aperto, potere tentare il compostaggio in un capiente vaso, ma le dosi del tiramisù dovranno essere molto ridotte! Oltre a quelli tradizionali in plastica, esistono in commercio dei contenitori ‘compostori’, provenienti dal nord Europa che, pare, si possono usare senza contatto con la terra… Si presentano come grossi cestelli di lavatrice dotati di manovella per rivoltare il contenuto e sono fatti di acciaio inox; costano una fortuna e pare che non sporchino e non emanino mai cattivi odori: se non provo non ci credo.

Una volta che avete ottenuto la terra magica-compost, oppure dopo che vi siete procurati un buon concime naturale come lo stallattico, potete aggiungerlo al terreno da cui avete appena tolto il pomodoro costoluto, ammesso che vi avventuriate in quest’impresa di turismo orticolare. Devo confessarlo: ormai i pomodori di quest’anno, nonostante i tentativi in extremis, non avranno salvezza duratura. Meglio quindi concentrarsi sull’arricchimento della terra per il prossimo Solanum Lycopersicum, il pomodoro in genere, o per il suo antenato Lycopersicum cerasiforme, il mio pomodoro ciliegino salvato dall’ombra. Pianta abituata al turismo: lungo il viaggio intrapreso dal Perù alle nostre nebbiose terre e tavole!

Sembra però che l’approdo iniziale di tanto viaggio sia stata l’area partenopea, eh già, attorno al 1544 e a quell’epoca i suoi frutti venivano consumati infarinati e fritti come nel celebre film Pomodori verdi fritti…. Qualche secolo più tardi avevano già conquistato tutta la nostra penisola con un ventaglio di possibili usi: Vincenzo Corrado, autore di un ricettario del 1871 racconta: «Varie e gustose vivande si posson fare dei pomidoro; ed infine conditure col sugo loro si prestano alle carni, ai pesci, all’uova, alle paste, ed all’erbe…». Ma per gustare ancora questi sublimi esotici sapori, occorrerà attendere che la terra magica faccia il suo lavoro, nutrendo il terreno per la prossima stagione dei pomodori.

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