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Acqua, acquamarina e Acquafredda! Tutti i nomi dell’acqua

di Laura Biolchini

Tutti sappiamo che cosa sia l’acqua e ognuno di noi saprebbe definirne il significato. Ma avete mai pensato a tutti i modi in cui questo termine fa parte del nostro lessico quotidiano? In quante espressioni viene utilizzato e in che modo ne modifichiamo il significato?

Consultando un dizionario della lingua italiana, leggiamo che «acqua» deriva dal latino aqua e ha come significato primario «liquido trasparente, senza sapore, odore, colore, composto di due atomi di idrogeno e uno di ossigeno; al caldo evapora, al freddo si congela; è indispensabile alla vita animale e vegetale […]». Ma essa può essere affiancata da numerosissime altre parole, assumendo così diverse accezioni: si considerino ad esempio i numerosi proverbi, tra i quali: chi è stato scottato dall’acqua calda, ha paura anche di quella fredda; oppure chi teme acqua e vento non si metta in mare; e ancora l’acqua cheta rovina i ponti; solo per citarne alcuni. Oppure si pensi in quante espressioni si utilizza quotidianamente in modo figurato il vocabolo «acqua»: acqua in bocca, espressione usata per raccomandare di mantenere un segreto; affogare in un bicchiere d’acqua, ossia perdersi in cose da nulla; pestare l’acqua nel mortaio, cioè affaticarsi invano; fare un buco nell’acqua, o meglio non riuscire a portare a compimento un’impresa; e così via.

Seguendo l’ordine alfabetico, scopriamo inoltre che sono davvero numerosi i lemmi che hanno la parola «acqua» come radice. Molti di questi sono ormai caduti in disuso, come ad esempio il termine «acquaiolo», che un tempo definiva chi vendeva o distribuiva l’acqua, oppure il vocabolo «acquato», sinonimo di annacquato, e ancora «acquavitaio», che invece indicava chi fabbricava e vendeva l’acquavite. Al contrario, altri sono oggigiorno di uso comune: «acquaforte» (tecnica di incisione su lastra metallica), «acquamarina» (pietra preziosa di leggero colore verde), «acquario» (vasca in cui si tengono pesci o piante acquatiche), «acquasanta» (acqua benedetta dal sacerdote).

Dall’atlante si scopre inoltre che i nomi di numerosi comuni italiani contengono la parola «acqua» come prima parte del nome: tra gli altri, Acquacalda (ME), Acquacanina (MC), Acquafondata (FR), Acquaformosa (CS), Acquafredda (BS), Acqualagna (PU), Acquanegra sul Chiese (MN), Acquapendente (VT). Scorrendo l’elenco, si nota che la maggior parte di questi comuni si trova al centro-sud, ad eccezione di tre che si trovano in province diverse della Lombardia. La regione Marche, invece, ottiene il primo posto per il maggior numero di «comuni-acqua», ben quattro, contro i tre della Calabria e della Lombardia. Come detto, ciascuno di questi nomi è composto dalla radice «acqua» seguita da una parola di senso compiuto: «-calda», «-fondata», «-fredda», «-pendente». Cinque sono invece i comuni che possiedono lo stesso nome, cioè Acquaviva, seguito poi da un appellativo aggiuntivo che specifica qualche caratteristica geografica o storica. Ad esempio, il nome del comune barese Acquaviva delle Fonti deriva dal fatto di essere uno dei pochi centri pugliesi ad avere una falda acquifera vicina alla superficie del suolo.

La parola «acqua» ha quindi moltissimi utilizzi ed accezioni, dei quali ne è stata qui presentata solo una minima parte; sarebbe interessante e divertente poterli raccogliere tutti!

Riferimenti bibliografici:

Dizionario Sandron della lingua italiana, Istituto Geografico De Agostini (1987), Novara.
L’enciclopedia Universale (Vol. 1), Il Solo 24 Ore (2005), Milano.
Atlante Geografico Moderno, Istituto Geografico De Agostini (2007), Novara.

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