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Cremona affronta il tema dell’acqua

Intervista con il presidente della provincia Massimiliano Salini

di Giorgia Cipelli


(fonte immagine: Edoardo Mazzieri)

L’Amministrazione Provinciale di Cremona scende in campo sul tema dell’acqua. «L’acqua non è solo una risorsa per il pianeta. È un bene per l’uomo e deve essere utilizzato al meglio»: parte da questa premessa il presidente Massimiliano Salini per annunciare l’impegno della giunta provinciale nel ripensare la valorizzazione delle risorse idriche in rapporto all’ambiente e alle infrastrutture. Tanti i progetti in cantiere, fra cui il reperimento di risorse per finanziare il prolungamento del canale, per rendere navigabile il fiume Po tutto l’anno. Per un futuro basato sul rilancio del turismo e del commercio, inserito però in un’ottica di rispetto dell’ambiente e di mobilità sostenibile: è qui che si inserisce il tema della regimazione del Grande Fiume.

Il progetto è ambizioso e prevede la realizzazione di cinque dighe, sbarramenti che innalzeranno il livello del fiume così da renderlo, da un lato, sempre percorribile per il trasporto delle merci e lo spostamento delle persone, dall’altro fonte di autofinanziamento grazie alle centrali idroelettriche che, producendo energia, potranno generare reddito, profitto che ripagherà l’investimento da un miliardo e mezzo di euro. Salini spiega: «Il mini idroelettrico e la realizzazione del progetto europeo Smart, che ne promuove e facilita l’impiego, è un altro esempio di sfruttamento razionale dell’acqua nella salvaguardia dell’ambiente. Segno e prova degli sforzi che stiamo portando avanti con competenza e determinazione».

L’impegno della Provincia è inoltre orientato sul canale navigabile, un’altra importante scommessa da vincere. «Tutti gli attori coinvolti, tra cui la nostra Amministrazione, sono d’accordo nel ritenere che vada proseguita la costruzione del canale fino a Milano – specifica il presidente –. Il nodo, che come giunta ci vede impegnati in modo attivo, è quello del reperimento delle risorse per il finanziamento e di un’accelerazione dei tempi di progettazione». Infine, non ultimo però in ordine di importanza, il tema dell’acqua viene affrontato «come bene quotidiano necessario per la vita delle nostre famiglie. La Provincia lavora perché l’acqua che entra nelle nostre case sia pulita, pianifica gli investimenti per la realizzazione delle infrastrutture necessarie al ciclo idrico, come acquedotti, reti fognarie e impianti di depurazione».

Un’importante novità ha coinvolto in queste settimane proprio la Provincia di Cremona e l’Autorità d’Ambito Territoriale Ottimale, che si occupa di reti idriche e della loro gestione in tutta la provincia. Cambio della normativa e cambio al vertice dell’Ato, in relazione alle nuove modalità di gestione del comparto idrico. Sarà infatti Salini, al posto di Pieremilio Bergonzi, a guidare l’Ato nella sua nuova veste: non una nuova presidenza, beninteso, ma la Provincia che prende in carico il servizio idrico, gli investimenti, la depurazione e le fognature. La proposta del presidente della Provincia è stata quella di costituire una società mista pubblico-privata, con maggioranza pubblica fra il 50 e il 60 per cento e proprietà privata non inferiore al 40 per cento. Società con il compito di realizzare gli investimenti e occuparsi del servizio di erogazione dell’acqua con concessione di 20-25 anni.

» Leggi anche: A Cremona si muovono cittadini e sindacato

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