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Il surf per l’ambiente: spettacolare azione di protesta in Cile

di Alberto Rugolotto


Quando si pensa al surf la mente viaggia subito verso oceani e paesaggi di costa incontaminati: Australia, Maldive, il paradiso delle Hawaii, la più vicina Sardegna. Lo si conosce come sport estremo per giovani fusti in viaggio per il mondo e privi di pensieri. Eppure anche questa pratica può trasformarsi in azione di protesta, in particolare dove mare e costa hanno ben poco di naturale.

È il caso di un considerevole gruppo di surfisti cileni, che hanno deciso di cavalcare le onde inquinate di fronte la spiaggia di Ventana: qui sabbia e acqua sono completamente inquinate da mercurio, arsenico, piombo e diossido, sostanze nocive riversate in mare da una vicina centrale idroelettrica. Questi maghi della tavola hanno per una volta esibito le proprie evoluzioni in un ‘contest’ eco-solidale: le onde cavalcate sono prodotte artificialmente dall’acqua bollente riversata in mare dalla centrale, che estrae 33 mila metri cubla centrale estrae ben 33 mila metri cubi di acqua ributtandola poi in mare ad una temperatura di 10 gradi superiore. Se non bastasse, la playa si trova in un’area industriale nella quale nel 2012 saranno inaugurate altri 10 impianti termoelettrici.

Le onde generate dal contrasto termico sono, a detta dei surfisti, ‘fantastiche’, ma nel caso di caduta dalla tavola è il caso di tenere la bocca chiusa: il rischio è di tornare più a riva.

(Fonte: AdnKronos)

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