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3, 2, 1… si pianta!

di Anna Guidazzi


(fonte immagine)

Ieri mattina sono andata a fare una visita al mio orto. Ebbene sì, nel 2010 ci sono ancora persone disposte a sacrificare una parte del loro tempo libero per coltivare la terra, assaporarne i sapori e i profumi, senza l’uso di temibili e inquinanti pesticidi! La mia famiglia fa parte di questo gruppo che per pura passione si dedica a frutta e verdura. Preoccupata a causa della temperatura assai rigida, inizio la perlustrazione e con grande gioia noto che le piccole piante di fava fanno capolino dalla terra, esili e tremanti, ma vive. Nel periodo invernale l’orto non richiede cure quotidiane ma saltuarie, un semplice monitoraggio della situazione, visto che il grosso del lavoro si è fatto in autunno. Ci sono però delle verdure che possono essere ancora piantate e altre che aspettano febbraio impazientemente. Se siete quindi dei contadini collaudati sapete cosa fare ma se siete un po’ inesperti o addirittura dei principianti, rimboccatevi le maniche… si inizia a seminare!

Cominciamo con le fave. Nome scientifico: vicia faba, famiglia delle leguminose. Il periodo consigliato per la semina è l’autunno, ma non scoraggiatevi, siete ancora in tempo perché le forti gelate invernali spesso danneggiano queste piante. È forse una verdura un po’ dimenticata ma i suoi baccelli sono davvero utili: oltre a combattere la debolezza fisica, sono un buon rimedio naturale contro i calcoli renali. Prima di mangiare fave come fossero pop-corn, assicuratevi di non esserne allergici, e attenzione anche al polline! Pronti per iniziare? Ricordatevi che queste leguminose amano la precisione, quindi impegnatevi: fate dei solchi distanti 60 cm l’uno dall’altro, mettete 2 semi a 35cm di distanza e a 5cm di profondità, coprite il tutto e pressate leggermente. Raccogliete i baccelli man mano che si maturano e consumateli freschi, ancora meglio se la buccia è tenera.

Spostiamoci vicino alle patate, perché i piselli vanno seminati giusto affianco. Nome scientifico: pisum sativum, famiglia delle leguminose papilionacee. Queste piante si distinguono in nane, seminane e rampicanti, diversa è anche la forma dei piselli: sferici, verdi, bianchi, lisci, grinzosi. I piselli si possono piantare in diversi periodi: i prodotti precocissimi in ottobre-novembre, quelli precoci da gennaio e tutte le varietà da marzo a luglio. Il raccolto è quindi a scalare. Potete utilizzare la pianta per preparare il compost, un fertilizzante a costo zero e naturale. Avete due opzioni per la semina: solchi poco profondi, circa 6cm, un seme ogni 5cm oppure in trincea a file abbinate. Per avere piante belle e rigogliose, invidiate da tutto il vicinato, ricoprite i solchi con terra battuta e inclinata verso la parte dove batte il sole: il seme crescerà più in fretta e i piselli saranno letteralmente baciati dal sole!

Un’altra pianta che può vantare oltre a numerose varietà anche un passato storico ragguardevole è la carota. Nome scientifico: daucus carota, famiglia delle ombrellifere. Conosciute in Afghanistan e paesi mediterranei più di duemila anni fa, le carote possono essere corte, come la Parigina e la Rossa d’Olanda; semilunghe come la Dolce cuore olandese e la danese Plastika; lunghe come quella di Ventimiglia e di St. Valery. Differenti anche gli usi benefici: si va dalle anemie ai reumatismi, dalle malattie respiratorie alla stitichezza (altro che yogurt!), concludendo con maschere per ravvivare la carnagione spenta o per un lifting casalingo… non esagerate! Rischiate di diventare più arancioni di una carota! Passiamo alla semina: se avete una serra potete piantare anche in ottobre, ma il bello dell’orto è proprio l’aria aperta e la sfida alle intemperie. In questo caso, le varietà corte precoci vanno seminate in dicembre, le altre, meglio quelle lunghe, da marzo. Per chi ama la precisione, fate righe distanti l’una dall’altra circa 10-15cm, se invece volete emulare il gesto atavico del contadino, la semina è a spaglio. Per il raccolto siete liberi di lasciare le carote nel terreno (meglio non farlo se nevica abbondantemente) oppure di metterle tra strati di paglia o torba in una cassetta in ambiente asciutto. Ricordatevi di non lavarle, è sufficiente spazzolarle per togliere la terra.

Se invece siete un po’ anemici e ammirate la forza di Braccio di ferro, dedicatevi agli spinaci. Da evitare se avete malattie del fegato, reumatismi, calcoli e infiammazioni gastriche e intestinali. Nome scientifico: spinacia oleracea, famiglia delle chenopodiacee. Vi suggerisco le qualità Bloomsdale, Gigante d’inverno e Dominant per il periodo invernale, meglio preferire il Re dell’estate, Spinacio d’estate e Superverde d’estate per i raccolti primaverili ed estivi. Seminate a scalare le varietà estive da marzo a giugno, quelle invernali da agosto a novembre in modo da avere spinaci tutto l’anno. Quando le foglie esterne sono grandi e carnose vanno raccolte oppure aspettate ed estirpate la pianta una volta raggiunta la maturazione.

Per concludere un classico che non manca mai in nessun orto: la patata. Nome scientifico: solanum tuberosum, famiglia delle solanacee. Marzo è il mese giusto per piantarle. Per far germogliare correttamente le patate, dovete mettetele in delle cassette da frutta, esposte alla luce ma non al sole, in un luogo fresco e quando i getti saranno lunghi 1-2cm le patate saranno pronte per l’interramento. Fate quindi dei solchi profondi circa 15cm distanti 50cm per le varietà precoci, meglio una distanza di 70cm per le altre. Disponete i tuberi precoci a 30cm l’uno dall’altro, 40cm per gli altri tipi. Mettete sempre la parte germinata verso l’alto. Non mangiate mai le patate germogliate perché rilasciano solanina e solanidina, sostanze velenose per il nostro organismo. Ricordate anche di consumare le patate cotte entro ventiquattro ore perché in seguito saranno tossiche e difficili da digerire. Raccogliete i tuberi da giugno ad ottobre. Di solito quando la pianta è in piena fioritura le patate sono mature. Estraetene qualcuna per verificare che si siano sufficientemente sviluppate, in caso contrario aspettate una settimana. Raccogliete poche patate per volta e conservatele in cassette coperte da un pezzo di stoffa spessa (meglio il cotone) in modo da impedire il passaggio di luce.

Ora non vi resta che scegliere la vostra verdura preferita, o anche tutte, e… piantare! Buon orto!

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