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I culti delle acque nell’Italia antica

Un saggio di Michele Dall’Aglio


(fonte immagine: Matthias Meyer, Water Painting)

L’acqua, intrinsecamente legata alla nostra vita, non è mai una sola cosa: è fiume e mare, è dolce e salata, è nemica ed amica, è confine e infinito, è «principio e fine» come affermava Eraclito. Al culto di essa è dedicato questo libro che analizza i luoghi sacri alle acque nell’Italia antica, sia sotto il profilo antropologico, che di quello storico ed archeologico. Il tema in esame, fino ad oggi, è sempre stato trattato in modo dispersivo, superficiale o parziale. Si è sempre data troppa importanza agli studi di tipo specialistico, evitando un discorso mirante a includere i diversi punti di vista delle varie discipline. Questo libro vuole essere un primo tentativo di analizzare e raccontare seriamente i culti delle acque nel nostro paese. Dai primi culti in grotta del neolitico, sino ai templi e alle terme dei romani, l’autore conduce in un interessante viaggio, geografico e sacrale, verso i principali siti italiani che hanno visto la presenza di «acque sacre».

Elemento primordiale, l’acqua, come la terra il fuoco e l’aria, è indispensabile alla vita dell’uomo e collegata ai segni zodiacali che la governano. Da sempre l’uomo l’ha riconosciuta come fonte di vita e come tale l’ha venerata. Ne sono testimonianza i vasetti miniaturistici trovati in grotte in cui lo stillicidio continuo ha prodotto stalattiti e stalagmiti, le armi gettate come offerta intenzionale nei fiumi e nei laghi, le molteplici divinità legate a quest’elemento sia nel mondo greco che latino. Ma non solo, retaggio di questi antichi culti e delle lustrationes, che li accompagnavano, sono da riconoscersi in alcune pratiche religiose ancora in vigore, come ad esempio l’acqua benedetta in cui si bagnano le dita prima di fare il segno della croce o di cui il sacerdote cosparge il capo del battezzando. Che dire poi dei numerosi santuari dedicati alla Vergine o a Santi taumaturghi, quasi sempre sorti negli stessi luoghi delle pozze sacre, caratterizzate in genere da acque curative, venerate nell’antichità come quello emiliano di Bagnacavallo?

Ma l’acqua è anche venefica nelle paludi e portatrice di morte, quando si scatena e anche noi oggi, estremamente civilizzati e dotati di grandi tecnologie, siamo impotenti e abbiamo ancora negli occhi le tremende immagini dello tsunami che ha devastato qualche anno fa le coste del continente asiatico. Si tratta indubbiamente di una materia estremamente affascinante ma, come tutto quello che concerne la sfera del sacro, evanescente e di non facile schematizzazione. Compito estremamente arduo dunque quello di trattare una materia che come appunto l’acqua sfugge dalle dita e come un fiume carsico affiora e si fa palese per poi scomparire nuovamente e riapparire dopo un corso oscuro e sotterraneo anche a notevole distanza. Un compito che fa tremare le vene ai polsi soprattutto se chi lo deve trattare deve rivolgersi ad un pubblico eterogeneo e non solo di addetti ai lavori.

Ciò non dimeno l’impressione è che questo giovane studioso, giovane sì ma che ha al suo attivo già studi importanti, sia riuscito nell’impresa e seppure non sia riuscito a dare sistematicità ad una materia che per sua natura, come appunto l’acqua, non può essere sistemata, è tuttavia riuscito a dare un ordine a tutta una serie di ritrovamenti, che mai nessuno prima aveva trattato nella loro complessità. Prendono così consistenza a poco a poco dalla narrazione le diverse forme del culto nella preistoria, nella protostoria nel mondo greco, preromano e romano, e per ognuna è segnalato un esempio emblematico.

Accanto a ritrovamenti noti al mondo scientifico da vecchia data come ad esempio la Grotta Scaloria a Manfredonia o Su Tempiesu nel territorio di Orune in Sardegna si legge della vasca lignea di Noceto nel Parmense: una scoperta recentissima e di estrema importanza per la comprensione delle capacità tecniche nella carpenteria e delle forme di culto nella civiltà terramaricola.

Un libro di piacevole lettura, con belle ricostruzioni d’ambiente uscite dalla penna di Nicoletta Raggi, che ti prende e si legge tutto d’un fiato. Un libro che si sente il bisogno di rileggere poi con più calma, perché è di grande rigore scientifico e contiene una messe di dati notevole, che vanno ponderati, e rimandi bibliografici per coloro che volessero approfondire i vari temi. Un libro che offre spunti di riflessione a noi moderni che ci permettiamo di sprecare l’acqua senza ben renderci conto della rovina cui siamo destinati se questo processo non subirà una repentina, ma quanto mai necessaria, inversione di marcia. L’impressione generale è che la Casa Editrice Angelini di Imola, che con la collana «Italia antica» di cui questo è il terzo volume, investe su giovani studiosi, ancora una volta abbia fatto centro.

(Recensione comparsa sul sito del Comune di Fontanellato)

Titolo: I culti delle acque nell’Italia antica
Autore: Michele Dall’Aglio
Angelini Editore
Collana: Italia antica
Pagine: 119 p., foto b/n
Prezzo: Euro 19,00

About The Author

Giorgio Triani

Sociologo, giornalista, consulente d’impresa.

1 Comment

  1. Mancelle

    This is very good news indeed. At last, a great European ntaoin is making a stand and putting its values, traditions and way of life before those of the colonisers. Sorry, immigrants.More countries need to emulate the Italians and I hope my own country, Great Britain, is waking up slowly but surely. Recent election results have shown growing widespread support for the BNP and I think it shows that people are realising that it is not racist to promote,preserve and defend your own culture. Here’s hoping.Viva Italia!

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