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Naturalezza casalinga

di Roberta Picano

Acqua del rubinetto o acqua griffata? Pensare che l’acqua in bottiglia sia migliore di quella del nostro rubinetto di casa, solo perché è in commercio, non è del tutto corretto. Lo ha dimostrato la campagna 2009 di Altroconsumo: «Bevi l’acqua di casa». Altroconsumo è una associazione italiana di consumatori senza fini di lucro con oltre 300.000 soci. Nasce nel 1973 sotto il nome di Comitato Difesa Consumatori e si pone l’obiettivo di informare e tutelare i consumatori attraverso pubblicazioni e servizi di consulenza. Il nuovo slogan di promozione dell’acqua casalinga, proposto nel Dicembre 2009, nasce per promuovere l’utilizzo dell’acqua del rubinetto di casa che non è un ripiego più economico ma una scelta intelligente che fa anche risparmiare. In realtà essa non ha nulla da invidiare alle comuni acque minerali in commercio. Generalmente è di buona qualità anche per quanto riguarda gli inquinanti più insidiosi e incriminati, come solventi e pesticidi.

L’inchiesta di Altroconsumo dell’Ottobre 2009 è stata realizzata in diversi capoluoghi di regione e provincia italiani e ha fornito le basi per far si che quella di bere l’acqua di casa diventi un’ottima abitudine. Infatti i ricercatori hanno verificato le caratteristiche che rendono un’acqua di qualità: durezza, residuo fisso, sodio, cloriti, nitrati. Hanno verificato anche la sicurezza, controllando in laboratorio se vi fossero, nelle acque campione, inquinanti come metalli pesanti o pesticidi. Inoltre è stata vagliata l’eventuale presenza di interferenti endocrini, nuovi contaminanti che potrebbero interferire sul sistema ormonale. I risultati allontanano ogni tipo di pregiudizio: nella maggior parte delle città italiane l’acqua del rubinetto è di ottima qualità. Al primo posto Potenza e Campobasso insieme ad altre otto piccole città del centro-sud, bocciata invece l’acqua di Reggio Calabria per infiltrazioni di sale oltre i limiti consentiti. Si può dunque dire che più della metà della penisola, isole comprese, può fare un ottimo uso dell’acqua dei rubinetti. Soprattutto perché si tratta di un prodotto buono, oligominerale e super-economico: costa 250 meno dell’acqua venduta in bottiglia.

La ricerca ha, però, affrontato anche il tema delle tariffe e ha ottenuto risultati disomogenei tra diverse città, tanto che a Firenze si spende circa il 300% in più che a Milano, ma anche a Genova, Perugia, Lecce e Bari. Mentre soprattutto al sud (Catania, Catanzaro, Roma, Campobasso ma anche Aosta) si ritorna ad una spesa media di 200 euro di spese di acqua per famiglia. Anche per questo, la campagna di Altroconsumo, invita a informarsi, prima di spendere troppo in acqua in bottiglia o filtri domestici, riguardo la qualità dell’acqua consegnata dal proprio acquedotto che in genere è già adatta all’uso alimentare. Offre inoltre un servizio per l’analisi dell’acqua di casa su prenotazione.

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Giorgio Triani

Sociologo, giornalista, consulente d’impresa.

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