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Editoriale

di Giorgio Triani

Ghiaccio e lava ardente: un vulcano che erutta fuoco su una distesa gelida. L’isola di ghiaccio, Iceland o Islanda che vogliate chiamarla, ha offerto e continua a offrire uno spettacolo naturale abbastanza terrificante. ll gioco dei contrasti non potrebbe infatti essere più estremo. Ancorché indicativo e riassuntivo di tutti i principali problemi che stanno di fronte all’umanità del terzo millennio. Anzitutto un clima e un tempo meteorologico che procedono sempre più a picchi: da un estremo all’altro. Senza mediazioni. Senza più stagioni di mezzo: dall’estate all’inverno e viceversa in brevissimo volgere di tempo; dal caldo torrido al freddo polare anche a latitudini tradizionalmente temperate. Naturalmente il dibattito fra allarmisti e minimizzatori è più che mai cruento: certo è che se il buco dell’ozono pare si stia richiudendo da solo, le previsioni per il prossimo decennio sono concordi nell’immaginare un mondo in balia di un clima imprevedibile. Come è stato negli ultimi 3 anni: i più siccitosi ma anche più alluvionali di sempre.

Il secondo problema è l’enorme impatto economico degli incidenti ambientali: se il ciclone Katarina ha distrutto New Orleans, l’eruzione dei vulcani islandesi ha bloccato il traffico aereo di mezzo mondo. Nel pieno dello sviluppo del mondo globale e di internet si materializza così una natura minacciosa come lo fu per gli uomini primitivi. Sono i paradossi della contemporaneità. Quelli dell’effetto farfalla, delle interrelazioni fra un modesto incidente naturale in un emisfero del pianeta che si trasforma in una devastazione dall’altra parte del mondo. Ma pure quelli di una economia verde, la cosidetta green economy, che, sia pure ammantata di ecologismo e sostenibilità, ha già in serbo e pronta a scoppiare una nuova e più grande bolla finanziaria di quella esplosa nel 2008.

Insomma non siamo ancora usciti dalla Grande Depressione, innescata dai mutui sub prime, che la grande finanza internazionale è già pronta a colpire di nuovo con i ‘derivati’ applicati alle emisioni di CO2. La partita che si è aperta fra la banca d’affari Goldman & Sachs e la Casa Bianca di Obama è coincisa con la comparsa dell’enorme nube di cenere che ha paralizzato l’Europa. E come capita ogni volta che la situazione è veramente seria, la coincidenza non avrebbe potuto essere più rivelatrice della necessità di cominciare a mutare radicalmente modello di sviluppo e di società. Ossia non a parole, ma con i fatti. Cioè iniziando a dare concreto seguito a quel cambio di paradigma, da tutti invocato due anni fa, però al momento rimasto un enunciato. Un’invocazione. Un desiderio.

Nel nostro piccolo cercheremo di dare un contributo positivo raccontando le realtà che esprimono e coniugano cultura ambientale e innovazione, sviluppo economico d’impresa e valorizzazione del territorio. In altre parole fermo restando la nostra focalizzazione sui temi del’acqua, cercheremo di dare più spazio ai temi e argomenti che interessano il paesaggio, l’agricoltura e anche il cibo. Giusto per arrivare alla Quinta stagione, il progetto che in corso d’opera è lievitato sensibilmente, anche per il coinvolgimento di studenti del corso, docenti ed esperti esterni che è andato ben oltre le intenzioni originarie. Un primo risultato lo vedrete molto presto. Come obiettivo ci siamo dati Cibus, il più importante salone dell’alimentazione italiano che si terrà alle Fiere di Parma dal 10 al 13 maggio. In quei giorni dovremmo infatti presentare il nuovo prodotto. Che comunque potrete vedere con l’aggiornamento di Wateronline di maggio.

Da ultimo una notizia di servizio: abbiamo aperto la fan page di Wateronline su Facebook. Ai nostri lettori l’invito a iscriversi e a estenderlo ai loro amici e amici degli amici.

Circa l'autore

Giorgio Triani

Sociologo, giornalista, consulente d’impresa.

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