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Lo spirituale dell’acqua

Messaggio all’uomo moderno

di Raffaella Bernabè


(fonte immagine)

Dobbiamo imparare a sentire, capire, imitare l’acqua e soprattutto ad acquisire una nuova consapevolezza a riguardo delle potenzialità ed effetti benefici che può offrirci. Sottovalutare le proprietà dell’acqua è un po’ come vivere la vita a metà.

Se ci immergiamo in un bagno caldo l’acqua è in grado di far scivolare via tutte le preoccupazioni e di farci regredire raggiungendo la sicurezza e la tranquillità del grembo materno. Se al mattino ci facciamo una doccia veloce l’acqua ci rimette a nuovo e ci fa sentire pieni di energia. L’acqua ci parla continuamente, è una fonte di emozioni e di ispirazione continua, è in grado di accoglierci e coccolarci oppure di spingerci all’azione. L’acqua è sempre in grado di adattarsi alle situazioni ed allo stesso tempo anche di indurre cambiamenti. Come l’acqua dovremmo imparare ad essere solidi nelle nostre credenze e nelle nostre radici ma anche liquidi per fare fluire le nostre idee, poterci adattare alle nuove situazioni e generare il nuovo.

André Van Lysebeth, il patriarca dello yoga in occidente, ci invita a ritrovare noi stessi, con la sua bellissima meditazione tantrica, fedelmente tramandata da Gabriella Ferrari, per ricordarci che siamo acqua, da sempre uniti al cosmo e a tutti gli essere viventi.

La meditazione dell’acqua

Sono su una spiaggia deserta, c’è un mare bellissimo, il sole mi riscalda, il mio corpo è composto al 70% di acqua, evaporo lentamente da tutti i pori della mia pelle e dal mio respiro, il mio vapore si mescola ai vapori del mare e ai vapori dell’aria , del sale e si trasforma in nuvole, una parte di me è dentro a quelle nubi, le nubi diventano pioggia e una parte di me è nella pioggia, l’acqua cade sul terreno ed entra a far parte della sua composizione. Le radici delle piante assorbono quell’acqua. Entro a far parte della composizione di un albero, divento linfa, la linfa sale nel tronco e nei rami, sbocciano i fiori e una parte di me è in quei fiori, i fiori cadono e nascono i frutti, una parte di me è in quei frutti, cade un frutto, un bambino lo raccoglie ed io entro a far parte della composizione di un altro essere umano a tutti i livelli. La pioggia in cui c’è una parte di me cade anche nei fiumi, nei laghi, torna nel mare ed io entro a far parte della sua composizione, divento vita per i pesci, e tutta la flora marina, entro a far parte della loro composizione… Noi siamo tutt’uno con l’universo, non c’è dentro non c’è fuori, sono parte del cielo, delle nuvole, della pioggia, della terra, del mare e di tutte le creature viventi.

About The Author

Giorgio Triani

Sociologo, giornalista, consulente d’impresa.

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