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«Centro di aroma permanente»

Giardini secondo le regole Feng-shui

di Vita


(fonte immagine)

La maledetta primavera che stenta ad affermarsi concede tempo per rimuginare sul proprio giardino. Tra le mani capita sempre il libro giusto al momento sbagliato e quest’anno – certo è capitato anche al giardiniere internauta – è l’anno del libro sui giardini Feng-shui. Bastano una decina di pagine per capire che gli adorati fazzoletti verdi oggetto delle infinite cure di giardinieri occasionali sono quanto di meno esoterico si possa pensare di produrre. O forse è stato l’intervento dell’impresa di giardinaggio ingaggiata dietro ‘profumato’; compenso, a produrre un giardino sibagnadasé, magari allinglese o peggio ancora pseudozen? C’è più personalità nel fai da te e poi il celebre libro di Paolo Pejrone recita che «il vero giardiniere non si arrende».

È il momento di non arrendersi, di raccogliere forze e idee rimaste dopo l’infinito inverno per ripensare a qualche sistemazione: è possibile convertire il proprio angolo verde a piccolo spazio di rigenerazione mentale secondo le regole Feng-shui. Si parte dal centro. Secondo la millenaria pratica geomantica cinese, forse l’unica giunta alla modernità ancora ben definita e strutturata, il centro dell’area verde dovrebbe essere libero da alberi. Mai si piantino alberi al centro perché, pare, l’elemento «legno» è d’ostacolo all’energia della terra e impedisce un corretto flusso delle forze rigeneratrici.

Intanto, come si individua il centro? Si racchiude la planimetria dell’area a disposizione in un rettangolo; di solito si tiene conto del terreno comprendendo la casa e i lati del rettangolo devono coincidere con i confini del terreno. Si divide ogni lato-confine in tre parti e si traccia un reticolo unendo i punti dei lati opposti: si ottiene uno schema come la tabella per il giuoco del «tris», con tre piccoli rettangoli per ogni lato del rettangolo principale. Se alcune parti del terreno sporgono dal rettangolo tracciato… beh, oggi si affronta solo l’argomento del piccolo rettangolo centrale!

Il rettangolo centrale è quello del «Tai Chi», del centro, appunto: più questa zona è aperta, più accumula energie vitali, riflettendole all’intorno. Nel centro individuato, se l’innata sensibilità del giardiniere ha impedito, a tempo debito, di piantarvi alberi, è possibile oggi costruire una sorta di antenna per catturare energia vitale e goderne il riflesso. L’idea è di realizzare in questa parte del giardino, una spirale: simbolo solare propiziatorio dalla notte dei tempi, si è caricato di innumerevoli significati nelle varie culture, nei vari luoghi, nelle diverse epoche.

Per avere un minimo di precisione e ordine, vitale nella geomanzia Feng-shui, la spirale va disegnata prima sulla carta e riportata poi sul terreno. Può essere realizzata abbinando erbe diverse, fiori, ghiaia, sabbia, mattoncini o pietre. Si può anche costruire con un muretto di pietre a secco disposto a voluta e riempito di terra: in tal caso è possibile dare anche una terza dimensione, facendo salire la spirale al centro. L’odore dei soldi elargiti per il vecchio giardino chiavi-in-mano, sarà presto dimenticato decidendo di piantare erbe profumate sopra la spirale: le aromatiche, fin dagli antichi giardini della Persia, erano abbinate alla religione, alla cura prima di tutto dello spirito.

Vista e olfatto possono essere utili anche al giardiniere impaziente per concedergli di ritrovare il proprio «centro» creativo. Nelle parti più basse della spirale crescono bene le aromatiche bisognose di acqua, come Melissa officinalis e Mentha x piperita, Lavandula angustifolia; in posizione più elevata si metteranno a dimora Allium schoenoprasum, Ocinum basilicum, magari in varietà nana, Origanum majorana, Petroselium crispum, e alla sommità Santureja montana, Rosmarinus officinalis, Timus vulgaris, Salvia officinalis. Si aggiunga una nota particolare a questo bouquet aromatico, alloggiando Elicrisum italicum in cima alla spirale: ha foglia verde argenteo e produce piccoli fiori gialli con vago, mediterraneo sentore di liquirizia. Aggiungendo Calendula officinalis, si otterrà un’estate «arancio» e la possibilità di una pelle sana grazie alle proprietà di questa pianta, ideale per lenire arrossamenti e scottature. Attenzione! Le aromatiche vanno usate: la periodica «potatura» le mantiene presentabili e compatte.

Ora che la spirale è completa, si chiudano gli occhi, si odori l’aria, si immagini l’herb garden di Sissinghurst, dove Victoria Sackville West, tra un libro e un viaggio, si soffermava con i figli per giocare a «indovina l’erba»: più di cento aromatiche nel suo giardino d’erbe, che era in grado di riconoscere ad occhi chiusi, odorandone le foglie. Magari la neonata spirale non sarà Sissinghurst, ma certo potrà donare durante l’estate (che si spera arrivi!), un momento di unione tra corpo e mente.

Circa l'autore

Giorgio Triani

Sociologo, giornalista, consulente d’impresa.

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