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Mantova, il suo territorio e le sue acque

Un excursus ‘rinfrescante’

di Ida Breviglieri


(fonte immagine)

La Provincia di Mantova è una delle dodici Province della Regione Lombardia. Confina a nord-est con Verona, a est con Rovigo, a sud con Ferrara, Modena, Reggio Emilia, Parma, a ovest con Cremona e a nord-ovest con Brescia. Si rappresenta come la propaggine sud-est della Regione Lombardia, incuneata tra Veneto ed Emilia Romagna.

Il territorio della Provincia di Mantova è prevalentemente pianeggiante. Purtuttavia, a Nord si colloca una zona collinare costituita dall’anfiteatro morenico del Lago di Garda che degrada con continuità verso la pianura Padana, mentre l’area est a sinistra del Po è caratterizzata da una zona pianeggiante mollemente ondulata che, insieme al carattere ‘chiuso’ delle sue genti, hanno regalato a Mantova l’immagine della «Bella Addormentata».

Le lievi differenze culturali e linguistiche insieme alle differenze territoriali, permettono una suddivisione della provincia in tre settori: l’Alto Mantovano, corrispondente alla zona nord posta al di sopra della linea immaginaria tra Asola e Goito; il Basso Mantovano, identificabile nella zona posta al di sotto della latitudine di attraversamento del Po; il Medio Mantovano, posto al centro delle due zone precedenti.

La caratteristica geografica peculiare di tutte e tre le zone è la ricchezza di acque dei diversi fiumi che le attraversano: il Po, il tratto finale dell Oglio (con il suo unico ponte di barche) e del Chiese suo affluente, il tratto finale del Mincio, il tratto finale del Secchia, mentre la parte nord-est della provincia rientra nel bacino del fiume Tione, affluente di destra del Tartaro che raccoglie le acque di risorgiva, denominate nella forma italiana fontanili, in quella dialettale fontanazzi.

Il Mincio crea attorno alla città di Mantova tre laghi, gli unici di rilievo estesi interamente in Pianura Padana. Moltissimi sono i canali dedicati all’irrigazione o alla bonifica tanto che, parte del territorio agricolo, è anche adibito alla coltivazione del riso. L’alto mantovano è una zona ricca di fascino agreste vitalizzato da una ricchezza d’acqua che rendono estremamente suggestivi piccoli borghi come Castellaro Lagusello, Borghetto, Monzambano ecc. Altrettanto suggestivo è il Basso Mantovano con gli argini del fiume Po che proteggono piccoli Paesi ricchi di storia contadina rintracciabile nelle piazze, chiese, musei e piccoli bar sport. Qui un vecchio detto contadino definisce la gente della Bassa come «gente di là dal fiume», dedita all’agricoltura ma anche alla pesca e ad attività di trasporto fluviale.

Questo territorio deve la sua ricchezza agricola a due grandi fiumi: il Mincio e il Po. Il Mincio è il fiume il cui scorrimento fu talmente lento da trasformarlo in un grande acquitrinio, risanto nel XII secolo dall’ingegnere bergamasco Alberto Pitentino. La sua opera definì l’attuale assetto idraulico dei tre laghi che lambiscono Mantova: Lago Superiore, di Mezzo ed Inferiore e proseguì, tra l’Ottocento e il Novecento, con grandiosi impianti di bonifica e canali.

Oggi, il Mincio attraversa in diagonale la Provincia per 73 Km., il Po taglia di traverso il Basso Mantovano, il Chiese diventa mantovano per 22 Km prima di gettarsi nell’Oglio che percorre la terra mantovana per 60 Km e il Secchia s’incanala tra gli argini del basso mantovano per 28 Km. Infine un canale del Mincio, il Fissaro-Tartaro-Canalbianco, collega il nodo idraulico di Formigosa (piccola frazione a 8 km da Mantova) al Po di Levante, rappresentando un’importante via fluviale per il trasporto di prodoti industriali a Porto Marghera. Dal punto di vista turistico, è invece possibile navigare dalla città sino alla laguna veneta, con battelli che solcano il lago di mezzo ed inferiore.

Risponde la dott.ssa Manuela Pedroni del gruppo TEA

La Dott.ssa Manuela Pedroni, dirigente del gruppo TEA, gestore delle acque mantovane, ha risposto ad alcune domande d’approfondimento.

Dott.ssa Pedroni, che cos’è TEA e quali sono le sue funzioni nel campo della gestione acque in territorio mantovano?

«TEA è la Società che dal 1 Gennaio 2006 si occupa della gestione del servizio idrico integrato della provincia di Mantova per la ricerca, captazione sollevamento, trasporto, trattamento e distribuzione dell’acqua per qualsiasi uso. TEA si occupa anche del trasporto, del trattamento e dello smaltimento delle acque di rifiuto urbano ed industriale che, possono anche essere riutilizzate perché sanate da impianti di depurazione ad alta tecnologia. Per questo a TEA è affidata anche la funzione di gestione della rete fognaria.»

Quale è il suo territorio di riferimento?

«TEA è una Società per Azioni risultato della trasformazione dell’Azienda Servizi Municipalizzati sorta a Mantova nel 1903, oggi leader nella gestione ed erogazione dell’acqua per i 39 Comuni nel territorio mantovano.»

Di fatto, quali sono gli impianti gestiti da TEA?

«TEA gestisce gli acquedotti deputati all’approvvigionamento dell’acqua dalla falda sotterranea rendendola potabile per la sua distribuzione ad uso domestico ed industriale. Inoltre, attraverso un avanzato sistema di fognatura, messo a punto con la collaborazione dei piani d’urbanistica comunali, raccoglie e depura le acque reflue delle abitazioni e delle industrie, per il trattamento e lo scarico finale di acqua depurata.»

Come è possibile affermare la sicurezza dell’acqua mantovana?

«La sicurezza della potabilità dell’acqua assunta è garantita da una serie di controlli effettuati con prelievi, successivamente sottoposti ad analisi chimiche e tecniche che TEA effettua ai pozzi tre volte l’anno, una volta al mese agli impianti dell’acquedotto nei punti di ingresso e di uscita, una volta al mese nelle strutture più significative della rete Questo per verificare che l’acqua utilizzata a scopo idro-potabile, rispetti i parametri previsti dalla normativa vigente: D.lgs. 31/91, Direttiva Comunitaria 98/83/CE, D.lgs.27/2002.»

TEA raccoglie l’acqua per arginare eventuali siccità?

«TEA raccoglie l’acqua in appositi serbatoi con il duplice scopo di garantirne la giusta pressione per la distribuzione in rete e la riserva in caso di necessità.»

(La foto riporta i due serbatoi siti in località Pompilio, città di Mantova)

Quali sono gli interventi tecnici che consentono di avere l’acqua semplicemente aprendo il rubinetto della casa?

«L’acqua arriva alle case attraverso una rete sotterranea di tubazioni di diverso materiale (ghisa, acciaio, polietilene…) e di diverse dimensioni.»

Quali sono i parametri chimici dell’acqua distribuita?

«L’acqua mantovana è distribuita con i seguenti parametri:»

Parametro Unità di misura Limite d.lgs. 31/2001 Valore rilevato
pH unità pH 6,5-9,5 7,3
conducibilità mS/cm 2500 344
temperatura °C 14
ossidabilità mg/l O2 5,0 0,35
cloro libero mg/l Cl2 0,20 0,15
durezza °F 15-50 20
ammoniaca mg/lNH4 0,50 0,03
ferro mg/lFe 0,20 0,03
nitrati mg/lNO3 50 2,0
arsenico ug/lAs 10 5,0
coli totali UFC/100ml 0 0
colonie agar 22° UFC/1 ml senza var. 10

Nel mantovano c’è tanta acqua. Questo può farci stare tranquilli?

«La falda acquifera è sempre una risorsa naturale esauribile e pertanto rappresenta un bene da tutelare per le attuali e future generazioni.»

Quali consigli darebbe per l’uso oculato dell’acqua?

«TEA ha messo a punto opuscoli ad hoc e partecipa a tutte le iniziative culturali sul tema. Genericamente i consigli dati sono:

  • aprire il rubinetto della doccia per bagnarsi per chiuderlo tra l’insaponamento e il successivo risciacquo;
  • lavarsi i denti ricordandosi di chiudere il rubinetto quando non c’è bisogno di lasciare scorrere l’acqua. In questo modo è possibile salvare 8 litri di acqua al giorno;
  • fare il bagno in una vasca riempita parzialmente;
  • incoraggiare la famiglia ad avere un pieno carico prima di eseguire la lavastoviglie e la lavatrice;
  • controllare rubinetti e tubi per rilevare eventuali perdite;
  • eliminare anche la più piccola goccia che esce da rondella perché può sprecare fino a 20 litri di acqua al giorno;
  • utilizzare una scopa, non un getto di acqua, per pulire ponti, passi carrai e marciapiedi;
  • annaffiare il giardino nelle prime ore della mattina quando evaporazione ed interferenza del vento sono ridotti;
  • acquistare prodotti alimentari italiani quando;è possibile;
  • fare la raccolta differenziata: riciclare è un modo per risparmiare acqua.»

Un ringraziamento all dott.ssa Manuela Pedroni e un augurio di buon lavoro!

About The Author

Giorgio Triani

Sociologo, giornalista, consulente d’impresa.

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