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Acqua: l’elemento che caratterizza la Cina

di Chiara D’Agostino


(fonte immagine)

Se alla Cina dovesse essere associato uno dei quattro elementi – acqua, aria, terra, fuoco – questo sarebbe sicuramente l’acqua.

L’acqua è radicata nella storia, nella cultura e nelle tradizioni di questo Paese, basti pensare alle risaie, ai Monsoni e al tè, che in Cina, sua terra natale, non è una semplice bevanda, ma un ausilio alla salute, una forma di socializzazione, un metodo di coltivazione interiore e un’arte estetica importantissima.

E che cosa dire poi dei pittoreschi paesini situati su fiumi, canali e torrenti, che si contendono la nomina di Venezia d’Oriente? Zhouzhuang, Sozhou, Tongli, tante sono le realtà cittadine che hanno le fondamenta immerse nell’acqua; ma tra tutte, il World Leisure Expo, parco tematico di Xiaoshan, grazie alla sua replica completa di Venezia, con tanto di Campanile di S. Marco, si è guadagnato l’ambito titolo.

Purtroppo c’è anche l’altro lato della medaglia: questo Paese è stato spesso coinvolto in episodi di cronaca nera, che hanno come protagonista l’acqua. Qualche anno fa emerse lo scandalo della pratica consolidata di pompare acqua negli animali appena macellati per far recuperare peso alla carne.

La pericolosità del metodo stava nel fatto che l’acqua iniettata non era pura, ma integrata con atropina, sostanza che causava un’espansione dei vasi sanguigni degli animali in modo da permettere iniezioni di acqua più massicce. Si parlò poi molto anche di alcune bottiglie di acqua minerale, provenienti dall’inquinatissimo fiume Hanjiang River, che presentavano una quantità di cloro 3.800 volte superiore ai livelli di sicurezza, e che causarono bruciature alla bocca agli ignari consumatori.

Considerando un altro aspetto del rapporto che la popolazione cinese ha con questo elemento, e cioè l’ambizione di poterlo tenere in pugno, come ignorare il tentativo di controllare le precipitazioni piovose? Tutti si ricorderanno il «bombardamento» di polveri nel cielo di Pechino, per far sì che piovesse prima, e non durante, la cerimonia d’apertura dei Giochi Olimpici del 2008.

Non possiamo sapere se questo esperimento sia andato a buon fine realmente, o se non avrebbe comunque piovuto; ciò che è certo è che non bisognerebbe mai provare a dominare la natura.

E la Cina lo ha imparato a proprie spese, dato che nulla ha potuto di fronte alla nevicata, la più intensa dal 1951, che nei primi giorni di gennaio ha letteralmente mandato in tilt il Paese, causando ingenti danni e molti disagi. L’episodio più emblematico è stato sicuramente quello del treno bloccato per 25 ore nel nord della Cina, a causa proprio della neve, e di temperature a -34°, che hanno letteralmente gelato i binari. Millequattrocento persone hanno trascorso la notte al freddo e senza luce, prima di essere portate in salvo.

Un legame particolare quindi, quello tra l’acqua e il Paese degli ideogrammi, che coinvolge tutte le sfere del vissuto e che caratterizza fortemente la Cina.

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Giorgio Triani

Sociologo, giornalista, consulente d’impresa.

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