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Frammenti di paesaggio lacustre nelle opere di Antonio Haupala

di Ida Breviglieri


(fonte immagine)

Antonio Haupala, cittadino del mondo e forse mantovano d’adozione, imprime con pennellate struggenti le acque del territorio mantovano. Le puoi riconoscere nel canale del Lungo Rio che oggi attraversa solo alcuni tratti della città di Mantova, quelli più antichi, risparmiati alla devastazione edilizia dei piani «non regolatori» degli anni trenta e dell’immediato dopoguerra.

Nelle opere pittoriche di Haupala riemerge la storia del Rio, canale artificiale realizzato da Alberto Pitentino nel 1190 con l’obiettivo di regolare le acque dei laghi attraverso ingegnosi salti di quota. In quel tempo, il nuovo canale divenne un vero e proprio fiume che attraversava la città, grazie anche al prosciugamento delle paludi circostanti l’attuale nucleo storico, e fu molto usato da commercianti ed artigiani per le attività legate alla macellazione ed alla pesca. Per le donne, invece, il Rio rappresentò il luogo ideale per far bucato.

Anche il vecchio porto di Mantova, porto Catena, situato a monte di diga Masetti, con funzioni esclusivamente turistiche è ritratto dall’occhio attento di questo cittadino d’adozione. Nelle lunghe notti d’estate tavolini all’aperto con vecchie tovaglie a quadrettini su cui consumare pane e salame allietati da note di orchestrine improvvisate, ne fanno uno dei luoghi più caratteristici della vecchia Mantova, arsa dal caldo attenuato dal mormorio del vicino lago. E ancora casotti ritratti sul fiume Po, indiscusso protagonista della pianura padana che, sempre nel mantovano, lambisce storici paesi di piccola o media grandezza come Scorzarolo, Borgoforte, Bagnolo San Vito, Motteggiana, San Benedetto Po.

Sulle tele, l’acqua di un azzurro pastello infrange le zolle brune della terra, mentre alberi privi di foglie si stagliano contro il cielo. L’assenza di verde, di animali, di uccelli, non suscita angoscia anzi, i colori usati dal tratto pittorico sembrano confermare una solitudine interiore ineffabile e assoluta padrona delle esistenze interiori di ciascuno di noi. L’abilità dell’artista ne consente un’empatica condivisione, altrimenti insondabile, non rilevabile.

Ed è forse per ricercare pace e bellezza magari dopo momenti di intense inquietudine individuali o sociali che vale la pena dedicare uno sguardo all’acqua del territorio mantovano anche attraverso le delicate opere di questo pittore, nato a Mantova da padre thailandese, con un’infanzia trascorsa a Bangkok e un’adolescenza negli USA, approdato ancora a una maturità tutta mantovana, quasi a chiudere un importante cerchio del proprio percorso esistenziale.

Una piccola galleria d’arte si trova in viale della Repubblica n. 2 a Mantova, luogo limitrofo a Palazzo Te e a Palazzo San Sebastiano. Invece, il laboratorio è situato nella villa di famiglia, dove Haupala vive con a moglie Alessandra, in strada Madonnina n. 16, Castel d’Ario, patria del grande Nuvolari e terra del tipico risotto mantovano.

About The Author

Giorgio Triani

Sociologo, giornalista, consulente d’impresa.

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