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Acqua di casa. Se la conosci, la bevi

Sempre più italiani scelgono di bere acqua a km zero per il gusto, la sicurezza e per l’aiuto concreto che offre nel diminuire l’inquinamento dovuto alla produzione di PET e al trasporto su strada


(fonte immagine)

La tematica acqua si impone con sempre maggiore frequenza sui media nazionali grazie alle numerose attività promosse in proposito. La sensibilità verso l’ambiente è sempre più accentuata soprattutto in seguito agli allarmanti dati rivelati da WWF nel «Living Planet Report» che dichiara che nel 2030, a causa dei ritmi di consumo attuali, saranno necessarie risorse doppie rispetto alle attuali. In particolare, l’impronta idrica è in costante aumento con impatti e ricadute su fiume e falde acquifere di tutto il mondo (fonte: WWF).

A questo proposito gli italiani si classificano come i primi consumatori di acqua minerale in Europa e i terzi al mondo. Questo causa un’alta immissione di CO2 per il trasporto su strada dato che solo il 18% delle bottiglie viaggia su rotaia. Inoltre, per la produzione delle stesse vengono utilizzati circa 350 mila tonnellate di PET, con un consumo di 665mila tonnellate di petrolio e un’emissione di gas serra di circa 910mila tonnellate di CO2 equivalente (fonte: Legambiente).

Ecco perché l’acqua del rubinetto è una scelta concreta verso un ambiente più sostenibile. In questa direzione, infatti, si sono espressi il 74% degli italiani che dichiarano di aver bevuto negli ultimi 12 mesi acqua potabile del rubinetto trattata e non (fonte: CRA Nielsen 2010 per AQUA ITALIA [Associazione delle aziende costruttrici e produttrici di impianti per il trattamento delle acque primarie] federata ad ANIMA [Confindustria]). Inoltre, il 20,4% di chi dichiara di berla motiva la scelta adducendola ai maggiori controlli effettuati rispetto alla minerale in bottiglia.

Per assicurare in modo continuativo la sicurezza e l’accettabilità della fornitura acquedottistica, è stata presentata l’edizione italiana del Manuale del Piano di Sicurezza per l’Acqua (Water Safety Plan) redatto dal Centro di Ricerche in Bioclimatologia Medica, Biotecnologie, Medicine Naturali e Talassoterapia dell’Università degli Studi di Milano. Questo contribuirà a mantenere alta l’efficienza del servizio che garantisce già oggi in tutta Italia un’acqua che nulla ha da invidiare alla cugina in bottiglia. A tal proposito, l’Organizzazione Mondiale della Sanità si è prefissata lo scopo di raggiungere il «Millennium Development Goal» sull’acqua potabile ovvero fare in modo che entro il 2015 più del 90% della popolazione globale beva da sorgenti sicure.

La qualità dell’acqua degli acquedotti, però, in Italia è garantita nei parametri di legge in tutte le città fino al contatore. Per assicurarsi che i parametri vengano rispettati fino al punto d’uso, basta rivolgersi ad aziende specializzate e competenti reperibili sul sito www.acquaitalia.it per effettuare, in caso di necessità, i trattamenti necessari e contribuire così alla formazione di una nuova cultura dell’acqua e a preservare un ambiente migliore per le generazioni future.

Per Informazioni e approfondimenti sul tema

Ufficio Stampa Associazione Acqua Italia:
Stefania Gennari (gennari@gwcworld.com)

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