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La pubblicità fa acqua da tutte le parti

Dal pesciolino rosso a Topolino

di Dario Corneliani


(fonte immagine)

Tutto ebbe inizio con un pesciolino rosso. Sì, perché «è un’amicizia, un pesciolino rosso, che culla nei suoi sogni ogni bambino» ma, attenzione «un’altra amica c’è nella realtà che bello, sano e grande lo farà». Era il 1969 quando la Sangemini, durante un carosello, presentava così, in uno spot della durata di oltre due minuti, la propria acqua agli italiani. E fu soltanto la genesi.

Oggi siamo bombardati da pubblicità di acque d’ogni sorta che non si limitano a renderti grande, sano e bello ma, per esempio, grazie ad una di queste «ti senti rinascere ogni giorno, come a primavera»; un’altra è «ricca di piacere»; un sorso di quell’altra ancora e «sei in forma anche tu». Inoltre, come dimenticare, l’ormai leggendaria acqua «altissima e purissima»: ah!, che sensazione di freschezza e di montagna… e io bevo! Per non parlare di quella che «mi piaci tu» e non importa che tu sia ‘leggermente frizzante’ o ‘frizzantissima’, ti bevo ugualmente. Poi cè la combo delle «acque della salute» che così dicendo vogliono far intendere, suppongo, che le altre acque siano contro la salute: e allora bevo anche voi, insieme. Due bottiglie alla volta.

Ma non sono sempre state così: colpisce particolarmente l’attenzione una pubblicità del 1981 di un’acqua ormai scomparsa dalle passerelle: la Crodo Lisiel. Nei circa trenta secondi di spot, la voce metallica dello speaker (per intenderci, come quella dell’arrotino) inizia la presentazione delle qualità del prodotto, con un classicissimo: «facilita la diuresi (con accento sulla e) e favorisce le funzioni digestive». Fin qui nulla di strano; tutto fila liscia fino a quando la voce fuoricampo riprende ad illustrare le peculiarità del prodotto, azzardando: «L’uso dell’acqua Crodo Lisiel, facilita l’eliminazione delle scorie del ricambio organico, in particolare dell’acido urico e degli urati». Ecco spiegato il motivo per cui oggi non si sente più parlare dell’acqua Crodo Lisiel. Nonostante il nome del prodotto fosse stato ripetuto ben sei volte in trenta secondi di spot, la gente s’è lasciata intimorire da un’acqua tanto colta.

La perdita di popolarità di Crodo Lisiel ha insegnato ai pubblicitari che non è necessario fornire troppe informazioni negli spot, in particolare per quelli riguardanti l’acqua. Ed è per questo che si sono sbizzarriti, talvolta però esagerando: la frase «ama chi sei e nessuno sarà mai come te», come può spingermi a comprare questa bottiglia piuttosto che un’altra, soprattutto se l’altra si propone come un «acqua sincera». Un momento… Come può un’acqua essere sincera? Chi ha avuto l’opportunità di parlarle per giungere a questa conclusione? E comunque, come si può essere certi della sua sincerità? E se stesse mentendo?

In conclusione, come disse un professore americano, la pubblicità televisiva parla dei prodotti allo stesso modo in cui la storia di Giona parla dell’anatomia delle balene, cioè per niente. Per dar forza a quest’affermazione riporto ancora un paio di esempi di spot molto eloquenti, impossibili da tralasciare. Nel primo, una giovane donna in dolce attesa beve la sua bottiglia d’acqua leggermente frizzante mentre il feto al suo interno comincia ad inebriarsi ed agitarsi; parte, dunque, una musica revival anni ’70 ed il feto comincia a danzare come un piccolo Tony Manero, mentre la voce fuoricampo ci spiega il motivo: «nell’effervescenza naturale trovi elementi preziosi che rivitalizzano tutto il corpo, ogni giorno». Come negarlo? Il bimbo ballerino lo prova.

Nella seconda pubblicità è rappresentato un intero paese, i cui abitanti, grazie alle sorgenti dell’acqua presenti in quella terra, non sono mai invecchiati, giovani perenni; e non invecchieranno mai finché continueranno a bere quell’acqua che «ti aiuta a sentirti giovane». Vediamo, dunque, la casa di riposo per anziani pieno di ventenni, il parroco ventenne, tutti quanti sono ventenni. Incredibile.

Eppure sembra che non faccia molta presa sulla gente questo spot: pare che sia eccessivo. I produttori hanno infatti deciso che c’è bisogno di un testimonial di successo: uno che più passano gli anni e più sembra ringiovanire; uno che sia sempre sulla cresta dell’onda; uno che sia riuscito a fare soldi con la propria immagine… è evidente che il prossimo testimonial sarà Topolino. Con buona pace del pesciolino rosso.

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