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Motori ad acqua. Parma – Shalallà andata e ritorno

Resoconto dell’incontro del 10 dicembre e approfondimento sulla figura della donna etiope, il vero «motore ad acqua»

di Andrea Manzo ed Enrico Pellucco


(fonte immagine)

Venerdì 10 dicembre, alle ore 18, al Parma Point in strada Garibaldi, si è rinnovato l’appuntamento con il «Premio Internazionale Scritture d’Acqua». In questo incontro, intitolato «Motori ad acqua. Parma – Shalallà andata e ritorno», è stato presentato il lavoro sostenuto dall’Associazione Parma per gli altri, volto alla realizzazione di un rifornimento idrico costante al villaggio africano di Shallalà – località legata al territorio ducale proprio grazie all’intensa attività dell’Associazione.

Durante la presentazione del progetto, esposto da Pier Luigi Bontempi, il presidente di Parma per gli altri, sono intervenuti: l’Assessore Provinciale all’Ambiente Giancarlo Castellani, per manifestare la vicinanza al progetto da parte delle istituzioni; il prof. Giorgio Triani, sociologo ideatore del «Premio Internazionale Scritture d’Acqua»; la consigliera dell’Associazione Natalia Borri, appena tornata dall’Africa e infine Fabio Faccini di Forum Solidarietà, per sottolineare l’importanza del volontariato a Parma.

L’incontro ha fornito una testimonianza del viaggio Parma – Shallalà attraverso la presentazione di fotografie, cronaca oggettiva e neutra dell’esperienza dell’Associazione. È stato così idealmente completato il percorso di andata e ritorno, portando nel cuore di Parma l’esperienza vissuta in terra africana dai membri della ONG. L’itinerario, documentato da splendide immagini, si è incuneato tra le contraddizioni di terre in via di sviluppo, che a palazzi di vetro e cemento affiancano ancora baracche e capanne di legno: Addis Abeba, per esempio, città sede del più grande e fiorente mercato d’Africa, ma al contempo luogo di estremo degrado e sporcizia. Le immagini che accompagnano il viaggio fino a Shallalà, documentano quindi l’attraversamento della zona degli altipiani, con strade non asfaltate, agricoltura praticata con aratri a mano e carovane di donne che trasportano taniche d’acqua.

Bontempi spiega quindi che l’aiuto e il sostegno dell’Associazione parte dalla realizzazione della rete idrica, come elemento indispensabile e centrale, ma si sviluppa su più fronti (es. elettricità e computer per i ragazzi nelle scuole). L’acqua, leitmotiv della presentazione, emerge piano piano non solo come simbolo primario di sostentamento, ma anche come motore per «attivare» popolazioni povere e in via di sviluppo: l’acqua come una fonte di aggregazione. Parma per gli altri, infatti, non costruisce, ma coinvolge la popolazione nel progetto cercando di farla crescere.

In questo senso c’è il tentativo di svincolare la presenza dell’acqua dall’alternarsi delle stagioni e dalla costante corsa agli approvvigionamenti; sono così emblematiche le immagini dei bambini etiopi divertiti, mentre si tuffano e giocano nell’acqua, simbolo, come è stato sottolineato più volte, di una popolazione a cui non mancano il sorriso e la gioia, preziosi alleati contro le fatiche del lavoro.

Ma, tornando al titolo dell’incontro, cosa si intende per «motori ad acqua»? Domanda banale per chi, come Natalia Borri, ha visto e toccato con mano la situazione sociale del villaggio di Shallalà: «Il vero motore ad acqua è la figura della donna». Le donne etiopi, come spiega ancora Borri, sono il vero motore dell’economia: lavoratrici e genitrici. Insieme ai bambini, sono loro a trasportare l’acqua, a lavorare nei campi, in poche parole, a sostenere la società, ‘aiutate’ dagli sguardi degli uomini.

La donna simbolicamente «schiacciata dal peso dell’acqua» (sia donne che bambine trasportano quotidianamente taniche da 25 litri d’acqua camminando per diversi chilometri), ma più in generale dal peso della situazione economica e sociale di un paese che ha ancora tanta strada da fare. Anche in quest’ottica si muove appunto Parma per gli altri, costituendo a Shallalà cooperative di donne e sostenendole con operazioni di microfinanziamenti per piccole iniziative commerciali, come negozi al dettaglio o attività di parrucchiere.

Dall’acqua quindi, e quasi specularmente dalla donna, partono l’intervento e il progetto di Parma per gli altri, sostenuti e pubblicizzati dal «Premio Internazionale Scritture d’Acqua». E su questa linea si colloca l’intervento finale di Fabio Faccini, in rappresentanza della realtà del volontariato a Parma, con l’invito a «uscire dal proprio orticello» per lavorare cooperando, mossi dalla volontà che deve animare ogni associazione di volontariato: agire disinteressatamente.

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