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Editoriale

di Giorgio Triani

Un brindisi all’anno nuovo. Ma, se mi consentite, con dello spumante buono. Perché in realtà non avremmo troppe ragioni per festeggiare, sia su scala globale che locale. L’anno che s’è appena chiuso è stato infatti orribile, sotto ogni punto di vista e a ogni latitudine. Però visto che il 2011 s’è aperto con annunciate tempeste finanziarie e con alluvioni epocali (in Australia come in Germania, a significare che tutto il mondo è sott’acqua), un brindisi e un tappo che vola sarebbe anche il modo per propiziare un rapido e positivo rientro alla normalit`. A un’economia più in salute e a una meteorologia più savia.

Ma un brindisi ideale lo devo anzitutto rivolgere agli studenti che hanno dato vita a Water(on)line e che ormai sono giunti o prossimi a terminare il corso di laurea specialistica in «Giornalismo e cultura editoriale». È grazie a loro (principalmente a Caterina Kirsten e Alberto Rugolotto) che quel che doveva essere e restare un’esercitazione, un numero unico, è diventato un giornale on-line che da quasi due anni viene aggiornato e rinnovato con una certa regolarità. E anche con un discreto successo (dagli 80 ai 110 mila contatti al mese).

Gente che va dunque, ma anche che viene. E pure per loro dobbiamo fare un brindisi. Sono i nuovi frequentanti del corso di «Comunicazione giornalistica e pubblicitaria» e nuovi redattori di Water(on)line: presto con i loro nomi vedrete nell’identikit redazionale le loro facce. Intanto però posso darvi succintamente conto dei nostri progetti, che prevedono a breve anche una rivisitazione grafico-editoriale e un potenziamento dei contenuti, oltre che dei temi e argomenti. Un formato più maneggevole e accessibile ai vari collaboratori che hanno stabilito una consuetudine di scrittura e che presto avranno la possibilità di intervenire più frequentemente è il primo passo. Il secondo è di sviluppare azioni di comunicazione partecipativa, attraverso i principali social media (Facebook, Twitter, You Tube) che già da tempo utilizziamo ma che ora vorremmo rendere funzionali a un progetto ambizioso. Ossia diventare un punto di riferimento, anche nella capacità di sviluppare strategie efficaci di web marketing.

Tutto ciò in coerenza con gli obiettivi teorici e ancor più pratici di un corso di giornalismo e con il ciclo di seminari, aperti anche a un pubblico esterno, che abbiamo iniziato a ottobre con un seminario su Facebook e che proseguiremo nei prossimi mesi con il «Talent lab» sulla comunicazione, ufficialmente presentato lo scorso 14 dicembre nell’ambito del Premio Internazionale Scritture d’Acqua.

Ma per tornare a Water(on)line e alle innovazioni che stiamo progettando, dal prossimo numero troverete sviluppata ciò che in questo è una prima e semplice indicazione. L’acqua resterà il tema principale, ma riserveremo spazio e attenzione crescenti ai temi dell’ambiente e del paesaggio. La rubrica «Paesaggi da salvare», intesa come denuncia di uno sfregio a un monumento o a un territorio, ma anche come segnalazione di interventi esemplari o comunque positivi, è appunto un’indicazione di nuovi percorsi. Di nuove traiettorie che, sfruttando le tante provenienze diverse degli studenti e dei collaboratori, consentiranno di avere uno sguardo nazionale.

Va da sé che un conto sono le intenzioni, ma ben altro è ciò che realmente riusciremo a fare. Certo è che sarà più facile, ma ancor più gratificante, se i lettori ci faranno sentire le loro critiche, i loro suggerimenti. E magari anche il loro sostegno (qualcuno suggerisce pure economico). In ogni caso e anticipatamente un brindisi a tutti coloro che ci hanno letto e che ci leggeranno.

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