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Acqua e relax in stile giapponese

L’onsen di Odaiba

di Fabiana Althea Mazzariello

Vacanza è soprattutto sinonimo di relax, ma quando si sceglie come meta una grande città come Tokyo si è così intenti a pianificare tutte le cose da vedere che ci si rilassa solo quando è il momento di dormire. O forse no. Anche una metropoli frenetica come Tokyo offre piccoli angoli di tranquillità dove immergersi nell’ozio e nella cultura giapponese, e l’Oedo Onsen Monogatari ne è un ottimo esempio.

Questo onsen si trova a Odaiba, isola artificiale situata nel cuore della Baia di Tokyo, facilmente raggiungibile grazie a una monorotaia senza conducente. Odaiba offre molte attrazioni che ci si può godere prima di concedere ristoro al proprio corpo. Una foto di fronte a una versione in miniatura della Statua della Libertà, un giro in imponenti centri commerciali che offrono al loro interno una ricostruzione in cartapesta di strade europee settecentesche con tanto di chiesa e fontana (Venus Fort) o addirittura un parco a tema per giochi basati sull’attività fisica (Decks Tokyo Beach).

L’orario di apertura praticamente continuato, dalle 11 di mattina fino alle 9 del mattino seguente al costo di 2900 Yen (2000 Yen se si entra dalle 18 in poi), aiuta ad abbandonare il senso di fretta, ma non è tutto, non ci si deve nemmeno preoccupare di portarsi dietro asciugamani, vestaglie o ciabatte e, una volta entrati, non servirà nemmeno curarsi del portafoglio. Un piccolo appunto è d’obbligo per i turisti: niente tatuaggi in vista. Anche se in tempi recenti studi di tatuaggi e giovani tatuati sono una realtà che sta prendendo piede, per molti i tatuaggi rimangono un tratto distintivo della Yakuza, la mafia locale, e trovano inopportuno avere accanto qualcuno con questo genere di segno indelebile sul corpo. Delle garze e qualche cerotto basteranno a ovviare il problema.

Una volta abbandonate le scarpe e indossato lo yukata, un kimono in cotone che viene consegnato all’ingresso, si è pronti per entrare nell’onsen vero e proprio, costruito a imitazione dell’epoca Edo. Se volete dare un tocco più giapponese al vostro yukata, sappiate che per le donne è usanza allacciare l’obi (cintura) all’altezza della vita, mentre gli uomini la tengono sui fianchi. L’immersione nel relax culturale può iniziare con i bagni termali, sia esterni che interni, con rigorosa divisione tra parte maschile e parte femminile e alimentati da una sorgente calda profonda 1400 metri, dove sono a disposizione vasche dalle diverse temperature, anche con idromassaggio, o la classica sauna. È bene tener presente che prima di entrare nelle vasche è necessario lavarsi accuratamente e non bisogna immergere l’asciugamano nelle acque condivise. L’igiene è considerata, a buon diritto, estremamente importante.

L’elevata temperatura non tarderà a scalfire anche gli spiriti più forti e, abbandonato il bagno termale, il giro può continuare nella zona esterna tra salici e serpentini percorsi d’acqua creati per stimolare la circolazione di piedi e gambe. Forse non tutti apprezzano che sia una passeggiata sui sassi a stimolare la loro circolazione e ai piedi dei meno intrepidi ci pensa il Doctor Fish, il cui nome scientifico è garra rufa, una specie di piccoli pesci d’acqua dolce usati per la fish pedicure.

Nell’onsen non mancano certo i trattamenti classici come i massaggi o la possibilità di rilassarsi su pietre calda o sotto sabbia ugualmente calda, ma altrettanto immancabili sono i corners per i souvenirs e gli angoli gastronomici dove gustare pollo teriyaki, gyoza, udon e altri piatti nazionali. Niente monete e banconote per il pagamento. All’ingresso viene consegnato un bracciale dotato di codice a barre sul quale vengono caricati tutti gli acquisti fatti. Cibi e chiacchiere possono essere consumati sui tatami dell’aerea relax o nell’area VIP predisposta alle esigenze dei più pretenziosi, e per gli uomini troppo stanchi o troppo brilli per rincasare sono a, disposizione i claustrofobici alloggi di un capsule hotel.

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