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Il parco regionale fluviale dello Stirone

di Cecilia Cerri

Il Parco si trova tra le province di Parma e Piacenza, nei comuni di Fidenza, Salsomaggiore Terme, Alseno e Vernasca. Si sviluppa ai lati del torrente Stirone con un’ampiezza media di circa 1 Km, dalla località la Villa, a monte, fino al ponte sulla via Emilia. Essendo un parco fluviale, il suo obiettivo principale è legato all’esigenza di tutelare il corso d’acqua e il circostante ecosistema; oltre agli aspetti faunistici e floristici, lungo il torrente sono presenti anche elementi di notevole interesse scientifico: i reperti fossiliferi dell’era Terziaria e Quaternaria, portati alla luce dai processi erosivi, conseguenti alle attività di estrazione della ghiaia dall’alveo del fiume.

La bellezza di questo Parco è davvero notevole; la sua salvaguardia è prerogativa dei comuni interessati dallo scorrere delle acque del torrente Stirone. Per questo motivo, molti sono gli interventi che hanno saputo cogliere, e valorizzare, ciò che ci è stato affidato dalla natura. La zona protetta del parco è quella che si estende nel comune di Salsomaggiore Terme, nella frazione di Scipione Ponte. Qui possiamo visitare il Parco grazie ad un percorso naturalistico che prevede, tra l’altro, zone di sosta e di ristoro con appositi tavoli e panchine messi a disposizione dei visitatori. La prima parte del percorso si apre con visita al Museo naturalistico nei pressi di Vigoleno piacentino; successivamente ci si può inoltrare fino alle sponde del torrente e, seguendo il suo percorso, arrivare fino alle Cascatelle (seconda località).

È proprio grazie a questa valorizzazione del territorio che possiamo riconoscere la validità del progetto, se non fosse così nessuno di noi (residenti nei paesi limitrofi) potrebbe godersi un pomeriggio immerso nella natura ad un passo da casa. A coloro che lavorano e che collaborano con i comuni al fine di proteggere il Parco, sta molto a cuore la salvaguardia della biodiversità delle zone interessate dal passaggio dello Stirone. Vi è un progetto in corso: prevede una serie di interventi lungo le sponde del torrente e nei boschi circostanti, per ricreare habitat ormai rari nella pianura emiliana; cercando di riqualificare le aree degradate e di tutelare ambienti di particolare interesse naturalistico. Lo scopo è quello di migliorare la funzionalità ecologica del territorio, contribuendo ad arricchire la biodiversità.

In particolare, gli interventi in programma si distinguono in:

  1. sistemazione delle sponde per favorire la formazione di habitat nelle parti in cui le acque rimangono basse e lente nello scorrimento. Queste azioni tendono a favorire una maggiore varietà di microambienti, a tutela della biodiversità e della funzionalità fluviale; si intendono recuperare zone con acque basse e velocità di corrente modesta, importanti aree di autodepurazione e ossigenazione, e habitat ottimali per numerose specie di fauna e flora;
  2. monitoraggio ed interventi di protezione e miglioramento degli habitat forestali. Tali interventi hanno l’obiettivo di tutelare i boschi caratterizzati da una maggiore naturalità, di riqualificare aree degradate e di contenere le specie esotiche invasive. I boschi che si sviluppano attorno al torrente comprendono elementi tipici degli ambienti umidi: salici, pioppi e, in posizione più arretrata, Farnia, Carpino nero, Acero e Olmo campestre. Il sottobosco ospita diverse specie arbustive e molteplici fioriture.

Nel 2009 gli interventi a tutela del Parco sono stati mirati verso la sistemazione delle sponde del fiume, con lo scopo di creare un habitat perifluviale ad acque lentiche. I lavori sono stati quasi ultimati: è stato riattivato un canale secondario, abbandonato dalla corrente, realizzando un sistema di pozze a diversa profondità con alternanza di tratti ad acque ferme e tratti a corrente più veloce. Sono state inoltre realizzate due strutture idrorepellenti («nasi idraulici») con l’obiettivo di indirizzare le acque del torrente verso il canale ripristinato.

Un altro punto sul quale si è lavorato riguarda la protezione delle fasce boschive perifluviali e sul miglioramento degli habitat forestali. Sono state avviate le indagini preliminari finalizzate all’individuazione di «aree di monitoraggio permanente» e alla localizzazione dei settori sui quali eseguire interventi di bonifica e di miglioramento della struttura del bosco. A tale scopo le zone nelle quali sono presenti alcune specie di piante (come ad es.: Ailanto Ailanthus altissima, Robinia Robinia pseudoacacia, Amorfa Amorpha fruticosa), non possono essere visitate a tutela della loro salvaguardia.

Un aspetto fondamentale per coloro che lavorano in questo progetto rimane quello della divulgazione; lo scopo è quello di portare il maggior numero di visitatori ma, al contempo, è quello di informare tutti coloro che vogliono conoscere le bellezze del Parco, che esistono zone protette nelle quali è assolutamente vietato adottare comportamenti che possano danneggiarle.

A tal fine il Parco si pone come promotore di una serie di attività culturali finalizzate ad aumentare la conoscenza di quest’area e delle sue potenzialità didattico-ambientali; per arrivare a un risultato concreto in termini di sviluppo di comportamenti e consapevolezza delle giovani generazioni, per una più corretta e responsabile visione del rapporto uomo-natura.

Le proposte didattiche sono raccolte in un catalogo (che è possibile consultare recandosi al Museo naturalistico) con offerte suddivise per fasce scolastiche. È possibile scegliere tra argomenti: naturalistici, geologico-paleontologici, storico-architettonici, fino a spaziare a tematiche riguardanti le energie rinnovabili, la riqualificazione ambientale, la biodiversità. Ovviamente sia le metodologie, sia gli strumenti utilizzati sono diversificati a seconda del target di riferimento. Le proposte prevedono uscite didattiche nei luoghi con visita guidata. Da un punto di vista organizzativo, il Parco svolge attività di didattica ambientale avvalendosi della collaborazione di un gruppo esterno convenzionato, specializzato nel settore naturalistico-ambientale: A.TI.ESSE (Ambiente Turismo Sviluppo).

Fonti:

www.parks.it
Guida alla flora e alla fauna del Parco regionale Fluviale dello Stirone, Andrea Ambrogio, Collana Stirone Natura, 2003.
Parco regionale fluviale dello Stirone, AA.VV, Collana Stirone natura, 1997.
Ricerche naturalistiche nel parco dello Stirone, Monica Dominici, Collana Stirone Natura, 2001.
In visita al parco, guida gratuita.

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