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L’acqua sotterranea: una risorsa preziosa

di Daniela Asaro Romanoff


(fonte immagine)

Dopo essere andati alla scoperta dell’acqua dell’Universo, ora ci ‘immergiamo’ nell’acqua terrestre sotterranea. Questa è la prima parte di una serie di articoli che dedicheremo all’acqua del sottosuolo. L’acqua sotterranea si trova sia nelle falde freatiche sia in quelle artesiane. Per ora ci occuperemo prevalentemente delle falde freatiche ovvero degli acquiferi più superficiali, prossimamente parleremo delle falde artesiane, quelle che troviamo negli acquiferi sotterranei, con l’acqua in pressione. Solitamente le acque freatiche stanno tra le fenditure delle rocce. Sono rare le falde che sono a profondità tali da rimanere pressoché indisturbate.

L’acqua freatica costituisce lo 0,35% dell’acqua terrestre ed è un’importante riserva di acqua potabile. Scavando dei pozzi si può raggiungerla, è sicuramente meno contaminata di quella che sta sulla superficie. In certi Paesi, come ad esempio la Svizzera, l’acqua sotterranea è la prima risorsa di acqua potabile. Quest’acqua ha una temperatura compresa tra gli 8°C e i 12°C, a seconda della stagione. Essendo la temperatura abbastanza costante, l’acqua sotterranea può essere conveniente per il riscaldamento anche nel nostro Paese.

Per poterla prelevare, bisognerà essere certi che ce ne sia a sufficienza. Ottenuta l’autorizzazione, si fa una stima della quantità massima che può essere prelevata e verrà eseguita anche un’analisi chimica per capire se l’acqua può essere introdotta nella pompa di calore. L’acqua va poi restituita al sottosuolo. Se la zona è permeabile (senza troppa argilla), viene ceduta attraverso un pozzo d’infiltrazione poco profondo. Se gli strati sotterranei sono meno permeabili, bisognerà fare una seconda perforazione. Il pozzo di produzione deve essere a monte dello scorrimento sotterraneo, quello di restituzione a valle.

Per cercare con buoni esiti le falde acquifere del sottosuolo è necessario essere in possesso di una cartografia geologica. Inoltre è opportuno verificare, osservando bene il terreno: le carte non bastano. Se la stratigrafia del terreno è composta da zone impermeabili, difficilmente ci sarà una falda acquifera. Qualora si avessero scarse informazioni, si può indagare geoelettricamente. La resistività del sottosuolo è una costante, che ci fornisce indicazioni ben precise sulla capacità o meno di una massa di opporre resistenza al passaggio dell’acqua.

Va ricordato che in molti Paesi del pianeta l’acqua potabile è in maggior parte sotto terra: Europa e Russia fino all’80%. Abbiamo percentuali ancora più alte in Nord Africa e in Medio Oriente. L’acqua freatica è la parte sotterranea del ciclo idrologico. Assieme alle acque sotterranee, le altre risorse di acqua dolce del pianeta sono il ghiaccio, la neve e i già citati acquiferi artesiani.

L’acqua sotterranea che più si rinnova è ovviamente dovuta alla pioggia. Nei climi aridi non c’è quasi per niente lo scambio di acqua di superficie e acqua sotterranea. Nei casi in cui le acque del sottosuolo siano inquinate, i procedimenti per depurarle sono lunghi e costosi, di solito conviene abbandonare il progetto. Quindi, si auspica che l’essere umano sia abbastanza saggio per capire quali siano i veri tesori in suo possesso.

Come abbiamo detto prima, l’acqua freatica è la parte sotterranea del ciclo idrologico. Tale ciclo è relativo agli scambi di massa idrica, che si susseguono tra l’atmosfera, la terra, le acque superficiali, le acque sotterranee e gli organismi. Oltre all’accumulo diretto dell’acqua in certe zone, gli oceani, vi sono i processi fisici dell’evaporazione, condensazione, precipitazione, infiltrazione. La scienza che studia il ciclo dell’acqua viene denominata Idrica.

In questo articolo abbiamo già accennato alla Svizzera e alle sue acque sotterranee. In Svizzera le acque del sottosuolo sono la principale risorsa di acqua potabile, quindi vengono attentamente custodite tramite una pianificazione della protezione delle acque sotterranee, tramite misure edilizie, zone protette, misure di risanamento, sensibilizzazione della gente sulla gestione delle risorse idriche. La qualità delle acque sotterranee dipende dalla loro composizione chimica e biologica, dai sedimenti e dalla temperatura.

La pioggia, che è la più comune fonte di alimentazione acquifera sotterranea, non è molto simile all’acqua distillata, come si potrebbe pensare. La pioggia può contenere elementi derivanti da eruzioni vulcaniche, emissioni di gas, polveri portate dal vento e reazioni causate dai fulmini e dai raggi cosmici. La pioggia può contenere, quindi, molti elementi chimici e ioni: calcio, magnesio, potassio, sodio, bicarbonato, cloro, solfati, composti azotati (ammoniaca, nitriti e nitrati), fosfati, cadmio, rame, ferro, piombo, nickel, zinco, ecc.

Come abbiamo già detto, per raggiungere l’acqua del sottosuolo solitamente si scavano dei pozzi, ma in talune zone l’acqua riaffiora. In questi posti ci sono piogge abbondanti, e quando il terreno, che contiene l’acqua è molto permeabile (costituito dell’argilla che frena la discesa del prezioso liquido), l’acqua emerge. Conosciutissime sono le risorgive del Friuli e del Veneto… erano i frigoriferi dei nostri bisnonni.

Le vie d’acqua sotterranee di Siena

Ed ora qualche curiosità: le misteriose vie d’acqua sotterranee di Siena. Se qualcuno di Voi ha in mente un viaggio turistico, si rechi a Siena. Chi è già stato in questa bellissima città, camminando lungo le storiche strade, tra affascinanti palazzi, si sarà accorto che la passeggiata viene allietata da numerose fontane e fontanelle. Le fonti d’acqua sono alimentate da chilometri e chilometri di canali sotterranei, contenenti l’acqua freatica. Tali canali possono essere visitati, è solamente necessario produrre per tempo una domanda al Comune di Siena.

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