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Anche Parma ha il suo distributore di acqua frizzante

di Giuseppe Facchini

Nel 2006, per produrre bottiglie di plastica per contenere i circa 12 miliardi di litri d’acqua minerale bevuta dagli italiani, sono state utilizzate 350mila tonnellate di PET (polietilene tereftalato), con un consumo di 665mila tonnellate di petrolio e un’emissione di gas serra di circa 910mila tonnellate di CO2 equivalente. Utilizzare l’acqua pubblica, quindi, significa ridurre drasticamente la produzione dei rifiuti: in media una famiglia italiana getta 25 chilogrammi di plastica in bottiglie (fonte: «Un Paese in bottiglia» Legambiente 2008).

Partendo da questi dati il Comune di Parma e l’Iren hanno inaugurato, lo scorso ottobre, un nuovissimo distributore di acqua gassata e naturale nel Parco Bizzozero, andando incontro anche alle esigenze economiche dei cittadini. In Italia, infatti, si consumano ogni anno circa 200 litri procapite di acqua in bottiglia, ponendoci ai vertici tra i consumatori nel mondo. Bevendo l’acqua del rubinetto la spesa non raggiungerebbe 1 euro l’anno e, pertanto, si potrebbe così risparmiare circa 200 euro all’anno.

«È soltanto il primo distributore che abbiamo messo a disposizione della cittadinanza», ha commentato l’Assessore all’Ambiente del comune parmense Cristina Sassi, aggiungendo che «si tratta di un intervento che ho fortemente voluto in quanto so bene quanto possa contribuire al bene collettivo in termini economici ed ambientali».

«A differenza dell’acqua in bottiglia», ha continuato la Sassi, »che è controllata anche due anni prima della messa in vendita, nonché spesso sottoposta a lunghi viaggi e tenuta talvolta a temperature alte per diverso tempo, quella del distributore nel Parco Bizzozero è costantemente esaminata dall’Asl locale, la quale ne garantisce la potabilità ed i valori biologici fondamentali. Inoltre si tratta di un’acqua a chilometro zero, poiché arriva direttamente dal pozzo Bizzozero, captata e distribuita in tempo reale, senza permanenza in rete e disinfettata con tecnologia a raggi U.V. e non più con il cloro».

La vera novità di questo distributore è certamente la possibilità di poter avere acqua frizzante senza alcun tipo di spesa ed in completa sicurezza. Per questo l’amministrazione comunale di Parma è decisa a proseguire nel progetto «Acquapubblica» al fianco di Iren, che ha portato questo genere di distributori in oltre cento centri della regione, e realizzarne altri in città simili a quelli del Bizzozero. «L’ideale sarebbe averne uno in ognuno dei dieci quartieri cittadini», ha confermato l’Assessore Sassi, «ma so bene che non è semplice. Si tratta, infatti, di mezzi che costano, compresa la manutenzione, quasi 25mila euro. Perciò l’obiettivo è riuscire a piazzarne almeno altri tre, sempre nelle vicinanze di parcheggi scandagliatori e parchi o comunque in zone facili da raggiungere soprattutto per anziani e per i più giovani».

Il traguardo minimo del Comune di Parma è visto di buon occhio da chi ha già iniziato ad usufruire dell’acqua sgorgante dal nuovo distributore. «È un’ottima idea», ha commentato una coppia di anziani, mentre una donna ha confermato che «ogni giorno c’è sempre una fila lunghissima in attesa di poter riempire le proprie bottiglie d’acqua. Sappiamo che è sempre sotto controllo e ci fidiamo di chi ha preso questa iniziativa». Nello specifico, oltre all’azienda sanitaria, è la stessa Iren Emilia che si premura di esaminare costantemente le acque che distribuisce, con una media di 300.000 controlli fisici, chimici e batteriologici al giorno. Attualmente l’Emilia Romagna è la prima regione italiana ad aver investito in questa direzione e, oltre alla città ducale, vanta altri 43 centri nei quali ci sono distributori di questo genere.

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2 Commenti

    • redazione

      Al Parco Bizzozero, quartiere Cittadella a Parma.

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