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“Relax, take it easy” (con il materasso ad acqua)

di Cristina Ricotta

 


 

 

Nell’immaginario collettivo i materassi ad acqua vengono collegati al concetto di lusso e, in casi sporadici, di trasgressione. Ma pochi sanno che nascono per far riposare meglio le persone lungo degenti e affette da patologie articolari o dermatologiche. Per le loro qualità di ergonomia e morbidezza i letti ad acqua, infatti, sono particolarmente indicati per chi soffre di dolori osteoarticolari, di problemi di schiena o semplicemente per chi vuole riposare meglio.

 

Il primo letto ad acqua nasce come atto di amore. Nel 1800, un fisico inglese, Neil Arnott, per far stare più comoda la moglie, costretta a letto in seguito a una grave caduta da cavallo, pensò di farla dormire nell’ambiente più naturale che ci fosse: l’acqua. Le piaghe da decubito non le facevano sopportare alcun tipo di pressione. Arnott, così, chiuse dentro un sacco impermeabile l’acqua e lo utilizzò al posto del materasso. La moglie nel giro di poco tempo migliorò notevolmente sia in termini di piaghe che di dolori. Il fisico non pubblicizzò mai la sua invenzione, le uniche notizie della sua trovata vengono da un suo taccuino e quindi, il suo, rimase l’unico esemplare di materasso ad acqua esistente.

 

Anche il dottor William Hooper nel 1883 sperimentò i letti ad acqua su alcuni malati con piaghe da decubito, constatando che queste nel giro di poco tempo regredivano. Ma ancora una volta la ricerca rimase circoscritta a livello locale per ragioni pratiche: non sempre a quei tempi era disponibile un punto di raccolta d’acqua vicino alla camera da letto e anche l’idea di trasportare grandi quantità d’acqua risultava poco praticabile.

 

Fu il dottor Thornhill, direttore del reparto di Medicina riabilitativa dell’Harlem Hospital Center di New York, con l’assistente responsabile del reparto infermieristico, Miss Williams, a presentare nel 1968 una ricerca-studio. Sebbene ormai fosse conosciuto a livello internazionale, il materasso ad acqua aveva ancora qualcosa di antiestetico nel design e questo avrebbe potuto ostacolare la sua diffusione e il suo successo. A questo punto ci volle la mano e l’ingegno di un giovane studente di design della San Francisco State University, Charles Hall, che concepì il primo letto ad acqua moderno che prevedeva supporti laterali e vasca di contenimento per coordinare, in un comparto stagno adiacente, un primo sistema elettrico per il riscaldamento e il raffreddamento dell’acqua. Il prototipo attirò l’attenzione di molte aziende e iniziò l’industrializzazione del prodotto anche se nelle case dell’americano medio il letto ad acqua non trovava posto per il prezzo troppo alto e per la difficoltà di installazione.

 

Fu comunque una fortuna che coincise anche con la nascita delle prime cliniche del sonno negli Stati Uniti e in nord Europa, luoghi ideali dove sperimentare l’ergonomicità dei materassi ad acqua. Da ulteriori sperimentazioni cliniche degli anni 80 condotte dal Columbia Hospital con l’Università del Missouri, risultò che il materasso ad acqua era il più adatto al riposo anche delle persone paraplegiche, perché più salutare e meno invasivo.

Il materasso ad acqua, da oggetto del “desiderio” quindi, diventò sinonimo di benessere e natura. I vantaggi che esso può offrire, rispetto a un materasso tradizionale, infatti sono molteplici:
– il riposo è migliore: alcuni studi hanno dimostrato che ci si gira 2 o 3 volte in meno durante la notte
– la circolazione sanguigna migliora, cosi come la salute delle ossa e della schiena perché viene esercitata meno pressione sul corpo
– la temperatura dell’acqua si può regolare con un termostato fino a 38 gradi, in modo da poter riposare al fresco d’estate e al caldo d’inverno. Il consumo elettrico è di circa 20 Watt/ora. Se non si usa il termoregolatore l’acqua rimane alla temperatura della stanza a 20 gradi circa
– il calore e la completa impermeabilità dei materiali giovano a chi soffre di reumatismi
– è anallergico e antiacaro perché qui la polvere non riesce a depositarsi

In Italia il materasso ad acqua è arrivato nel 2000, cominciando a essere presente nei centri benessere, nelle saune, nelle zone relax degli alberghi. Per ciò che riguarda il suo uso domestico, c’è ancora un mercato potenziale inespresso da conquistare e da creare.

 

About The Author

Giorgio Triani

Sociologo, giornalista, consulente d’impresa.

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