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Quei libri, i più assurdi al mondo

di Antonio Barbieri

 

 

E’ un assoluto spasso il libro pescato su una bancarella milanese di remainders estivi. Raramente capita infatti di sghignazzare di gusto con  in mano un libro che si stenta a credere che qualcuno abbia avuto l’idea di scrivere. E ancor più di editare. Invece è così.  C’è infatti un’edizione italiana relativamente recente dei I più assurdi libri del mondo di Russel Ash e Brian Lake (Castelvecchi 2007). Ma è in Inghilterra che il “libro dei libri”, una bibbia di fantastiche e allegre nefandezze, ha avuto più d’una edizione. E presto ne avrà altre, visto il successo che nel mondo anglosassone hanno le rubriche letterarie sui titoli più bizzarri e strani e il crescente rilievo che è venuto assumendo il Diagram Group Prize, premio annuale “assegnato a chi scopre il libro che eccede i limiti del credibile e dell’incredibile”. Aggiungo che chi ha qualche proposta in merito può segnalarlo a uno dei due autori ( ash@pavilion.co.uk ), ma che la segnalazione deve essere documentata, “certificata”. Insomma deve essere stato un libro realmente pubblicato, anche se si fa fatica a credere che libri come  Oderico da Pordenone è stato mai in Tibet ?,  Lo metterò nelle mani del mio avvocato (I’ll PlaceiIt in the Hands of my Solicitor) e Fare il vino con la frutta secca o in scatola possano avere avuto dei lettori e degli editori interessati. Naturalmente l’inventario è imponente ( quasi 1.500 titoli) e il taglio è quasi enciclopedico: dai libri per superspecialisti a quelli che giocano irresistibilmente e talvolta involontariamente coi doppi sensi (La resistenza dei pilastri alla penetrazione- TheResistence of Piles to Penetration– o Erezioni sui lotti assegnati- Erections in Allotments -, entrambi per ingegneri edili); da quelli più intimisti come Io e la mia prostata , a quelli che dischiudono abissi di sapere inconsapevole come La schizofrenia dei pesci o il Manuale per montatori di tende da campo- Handbook for Fitters of Camp Supports-  e Ostetricia spirituale) . Io però, visto che siamo su un giornale d’acqua, concentrerò la divertente e veloce ricognizione al bagno e alle pratiche corporali deputate, tralasciando però quelle relative al sesso, che comunque, vi assicuro, sono assolutamente fantastiche.

Cominciamo, anche temporalmente, con  La storia del bagno freddo (The History of Cold Bathing), del 1706, che è notevole perché il suo autore, Sir John Floyer, convinto sostenitore delle immersioni fredde tutto l’anno, dovette riconoscere che non sempre la terapia idrica era la cura giusta. Come nel caso di un “gentiluomo atletico  di sana e robusta costituzione… che messo a mollo per 15 minuti si infreddò a tal punto che dovette penare a lungo per rimettersi”. Del 1923, invece, è un altro notevole testo, La fontana della giovinezza e la cura delle acque. Come si possono sconfiggere malanni acuti e cronici con il lavaggio biologico del sangue (The Fountain of Youth, or, Curing by Water) . Dove si teorizzano le meraviglie curative della “ tecnica dell’irrigazione rettale” che nella “ posizione ginocchia-torace” sembrerebbe la migliore “ poiché permette l’introduzione da 4 a 6 pinte di acqua in modo sicuro e senza effetti collaterali”. Anche in questo caso singolare è la figura del presentatore del saggio, Bernarr Macfadden, a sua volta autore di Il vero segreto per mantenersi giovane(The Real Secret of Keeping Young ) , che visse a lungo e celebrò il suo 83esimo compleanno lanciandosi con il paracadute nel fiume Hudson. Ma in tema di longevità e ginnastica si segnala anche il libro Allungare la vita con gagliardia e vigore particolarmente in età avanzata. Il risultato dell’esperienza ( A Sure Way to lengthen life with Vigor, Particularly in Old Age, the Result of Experience. Written by Dr Trusler at the Age of 84). Scritto dal Dr. Trusler all’età di 84 anni. In bagno però c’è posto anche  per Riflessioni sulla necessità di lavaggi costanti per risolvere i problemi della stitichezza attraverso i riflessi dell’intestino (1883), per gli esercizi consigliati dal dr. Togna in Ginnastica in bagno (1938) e per La diagnosi dell’addome dolorante  in rima (1947)( The Diagnosis of the Acute Abdomen in Rhyme)  e , naturalmente, per Impara il sesso fai da te ( 1951) Teach Yourself Sex , serio e scientifico, come l’editore, l’English University Press.

I titoli sulla nudità si sprecano, al pari di quelli sulla masturbazione e sulla stitichezza.. . A naso e per dare un’idea dei diversi toni  e approcci, ne segnalo tre:  l’austero però allegro Terapia, nudità e gioia. L’uso terapeutico della nudità nei secoli (1990) (Theraphy, Nudità and Joy. The Therapeutic Use of Nudity Through the Ages); “l’illuminato e moderno” Studio sulla masturbazione e sulle sue presunte conseguenze (1929); il fantastico Zen della defecazione. Un approccio spirituale alla stitichezza (1995) ( The Zen of Bowel Movements. A Spiritual Approach to Constipation).Si può però osservare, anche come considerazione generale, che più il tema è basso più i titoli sono aulici. Per quanto ora criptici, come Prodotto finale (1927) ( End Product) o trionfalistici come Sciacquone addio! Soluzioni alternative per il risparmio dell’acqua in sanitari, cisterne settiche e latrine (1984 ( Goodbye to the Flush Toilet). Vagamente inquietante e predicatorio risulta invece La sporcizia. Una storia della società vista attraverso gli usi e gli abusi della sozzeria (1971) ( Dirt. A Social History as Seen Through the Uses and Abuses of Dirt).

Ma è in tema di intimità e segretezze corporali che la “scienza divertente” diventa praticamente irresistibile. Un saggio di 400 pagine sulla carta igienica giapponese ( “il miglior articolo esistente al mondo per lo scopo cui è destinato”) Japaneese Sanitary Paper; un testo naturalista E il vento tace. Venire a patti con la flatulenza (1995) ( Wind Breaks. Coming to Terms with Flatulence); un libro sulle medicine alternative “La fontana d’oro. Guida alla terapia dell’urina (1996) (The Golden Fountain. Complere Guide to Urine Therapy) . Un saggio “austero” Il gas che emettiamo. Storia dei peti (1994)( The Gas we Pass. The Story of Farts). Per quanto sul tema s’impone, primo assoluto Un Saggio sulla flatulenza, con curiosi aneddoti su petomani eccellenti(1787)( An Essay Upon Wind. With Curious Anedoctes of Eminent Peteurs) ,per la dedica “al Lord Cancelliere”, ma soprattutto per la puntuale e meticolosa classificazione: 6 categorie per tono, consistenza e afrore, fra le quali spicca la numero 3 “soffice e frizzante”.

 

About The Author

Giorgio Triani

Sociologo, giornalista, consulente d’impresa.

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