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La Bologna dell’acqua e della seta

 

Un affascinante percorso alla scoperta dell’antica Bologna dell’acqua e della seta permetterà di ricostruire –attraverso plastici, modelli funzionanti, filmati ed exhibit- la storia della città tra XV e XVIII secolo, quando l’acqua costituiva un elemento dominante del paesaggio urbano e la città si affermava in Europa con la produzione di filati e veli di seta.

Un complesso sistema idraulico artificiale – costruito a partire dal XII secolo e composto da chiuse, canali e chiaviche – era prevalentemente utilizzato per distribuire a rete l’acqua permettendo il funzionamento di numerosi opifici.

Tra questi spiccava il mulino da seta “alla bolognese”, impiegato per la torcitura del filo di seta dal quale si poteva ottenere il velo, prodotto che rese celebre Bologna per oltre quattro secoli, ampiamente commercializzato in tutta Europa e spesso riprodotto nell’iconografia occidentale.

L’abbondanza della risorsa idrica, unita all’alta tecnologia raggiunta dai mulini da seta, permise così alla città, non dotata di significativi corsi d’acqua naturali, né di uno sbocco sul mare, di recitare un ruolo da protagonista nel panorama della proto-industria europea e del grande commercio internazionale fino alla fine del XVIII secolo.

 

DOVE: al Museo del Patrimonio Industriale (Fornace Galotti)

QUANDO: apertura straordinaria fino al 13 settembre al martedì. Visita guidata con doppio appuntamento: alle 19 ed alle 20.30.

COSTI: l’ingresso al Museo è ridotto a 2 euro mentre la visita guidata con prenotazione obbligatoria è gratuita.

PER INFORMAZIONI: 051.6356611; museopat@comune.bologna.it

www.comune.bologna.it/patrimonioindustriale

 

About The Author

Giorgio Triani

Sociologo, giornalista, consulente d’impresa.

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