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Spese per l’acqua? Le tariffe italiane sono le più basse

di Francesco Gozzi 

 

L’acqua sarebbe un volano per lo sviluppo”. Lo spiega Mauro D’Ascenzi, vicepresidente di  Federutility, al Festival dell’Acqua di Genova presentando in anteprima i dati della nuova edizione del “Blue Book” che fotografa lo stato delle risorse idriche in Italia dal punto di vista delle risorse, delle infrastrutture e delle gestioni.

 

“Nel settore idrico” per D’Ascenzi “ci sarebbero da  investire 66 miliardi di euro che non graverebbero sul bilancio dello Stato e sarebbero un formidabile strumento anticiclico per l’occupazione e lo sviluppo. Invece siamo in una situazione di incertezza normativa con la spada di Damocle delle multe UE per i ritardi che abbiamo nella costruzione di depuratori e con i servizi pubblici locali penalizzati dalla manovra economica”.

 

Eppure l’acqua inciderebbe pochissimo sulla spesa delle famiglie italiane, non più dello 0,8%, molto meno rispetto a telefoni (2%) ed energia (14,8%).

 

Mediamente, infatti, le famiglie italiane spendono 23,6 euro al mese per il ciclo idrico (in bolletta ci sono acquedotto, fognatura, depurazione) molto meno se confrontato con la spesa per i tabacchi (25 euro al mese), il tempo libero e la cultura (128,7 euro al mese mese), e i trasporti (423,4 euro al mese).

 

Annualmente, una famiglia italiana spenderebbe 194,8 euro l’anno contro i 1003,5 euro di una famiglia danese e i circa 570 euro di Austria, Gran Bretagna e Francia.

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Giorgio Triani

Sociologo, giornalista, consulente d’impresa.

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