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Coop Adriatica contro lo spreco

 

Non più solo frutta, yogurt e pelati, ma anche abiti, detergenti, quaderni, giochi e altri prodotti. Dopo l’esperienza della “Giornata europea contro lo spreco” (che si è svolta a Bologna il 15 ottobre scorso) Coop Adriatica estende anche ai prodotti non alimentari la donazione degli invenduti a fini solidali.

 

Già da questa settimana, 17 ipercoop e un supermercato della Cooperativa in Emilia-Romagna, Veneto, Marche e Abruzzo, destineranno articoli tessili, detergenti, oggetti d’arredo, quaderni, utensili per la cucina – non più vendibili perché leggermente danneggiati o fuori moda, ma ancora perfettamente utilizzabili – ad associazioni e cooperative sociali che assistono donne, minori, disabili, stranieri e persone in difficoltà.

 

Liniziativa amplia l’ambito di intervento di “Brutti ma buoni”, il progetto di Coop Adriatica che dona invece i prodotti alimenti invenduti in 71 negozi. Entro la fine dell’anno, altri 3 supermercati si aggiungeranno alla donazione degli articoli non alimentari, per un totale di 21 punti vendita coinvolti; a ricevere le donazioni saranno le 110 Onlus che già oggi beneficiano di “Brutti ma buoni”.

 

“Ridurre gli sprechi – sottolinea Adriano Turrini, presidente di Coop Adriatica – è una scelta necessaria e positiva per le persone e per le imprese: dalla crisi si esce anche con un nuovo modello di sviluppo, che unisca sostenibilità economica, sociale e ambientale. Donando i prodotti invenduti, alimentari e da oggi anche non alimentari, riusciamo a migliorare la nostra gestione, offrire un sostegno importante a chi ne ha bisogno, ridurre i rifiuti”.

 

 

Le prime donazioni di prodotti non commestibili sono già partite in due punti vendita pilota del Bolognese: l’ipercoop del Centro Leonardo di Imola, in favore della Cooperativa sociale “Il Sorriso”, che sostiene persone affette da dipendenze, e il supermercato di San Giovanni in Persiceto, a beneficio della Comunità Santa Maria della Venenta di Argelato, che si occupa di un centinaio di persone senza fissa dimora alla stazione di Bologna, di famiglie in difficoltà e di ragazze madri. Le Onlus destinatarie potranno quindi contare su ulteriori benefici, che si sommano alla donazioni degli alimentari – prodotti prossimi alla scadenza o con piccole imperfezioni, ma ancora perfettamente commestibili – e potranno reinvestire i fondi risparmiati in attività di miglioramento delle strutture e della qualità della vita degli assistiti.

 

Coop Adriatica ha avviato “Brutti ma buoni” nel 2003, in collaborazione con il Last Minute Market dell’Università di Bologna. Nel 2010, 68 negozi hanno donato 830 tonnellate di alimentari, pari a 4.500 pasti al giorno, a 110 Onlus, per un valore di 3,5 milioni di euro. Solo nei primi sei mesi del 2011, l’iniziativa ha coinvolto 71 negozi: le donazioni hanno toccato 500 tonnellate, per circa 5 mila pasti al giorno e 2 milioni di euro trasferiti in solidarietà. Altri cinque negozi attiveranno “Brutti ma buoni” alimentare entro la fine dell’anno: i supermercati di Occhiobello (Ro), Riccione (Rn), Jesi (An) e Civitanova (Mc), e l’ipercoop di Vigonza (Pd). “Brutti ma buoni” viene attuato con il supporto dei soci volontari di Coop Adriatica, che intervengono nella selezione delle organizzazioni beneficiarie; la raccolta invece viene eseguita dai lavoratori, che ogni mattina preparano e consegnano le merci alle associazioni di volontariato. Queste ultime, infine, destinano i prodotti all’alimentazione di persone in difficoltà, di animali malati o abbandonati, trasformando lo spreco in risorsa.

About The Author

Giorgio Triani

Sociologo, giornalista, consulente d’impresa.

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