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Invecchiare ci salverà dal riscaldamento globale

 

L’invecchiamento della popolazione nei Paesi più industrializzati salverà il mondo dalla minaccia del riscaldamento globale? È un’ipotesi da non sottovalutare. Per la prima volta è stato effettuato uno studio approfondito che mette in relazione l’età con le emissioni di anidride carbonica. L’analisi è stata eseguita da «un cervello in fuga» italiano, il cremasco Emilio Zagheni, trentenne ricercatore presso l’Istituto di ricerche demografiche Max Planck (Mpidr) di Rostock, in Germania. Zagheni ha lavorato su dati demografici degli Stati Uniti, gli unici facilmente accessibili senza essere dispersi in mille rivoli con in Europa. Lo studioso lombardo ha trovato che le società con una percentuale crescente di popolazione anziana producono minori quantità di CO2. «La tendenza può essere ritenuta valida anche per le società europee», dice Zagheni a Corriere.it. «E se si tiene conto delle differenze tecnologiche, l’indirizzo può essere significativo anche per le società in rapida espansione come Cina e India, anche se qui gli effetti possono essere nascosti dal forte sviluppo e dall’urbanizzazione di quelle società». Secondo Zagheni i dati correlati non produrranno un significativo calo delle emissioni sino al 2030, poi, quando i baby boomers raggiungeranno gli 80 anni, la riduzione della CO2 in relazione all’età comincerà a diventare un fattore importante. Tutto ciò senza contare i miglioramenti tecnologici, che avranno ridotto ulteriormente le emissioni grazie a una maggiore efficienza degli impianti.

 

Articolo di Paolo Virtuani. Letto su: Corriere.it

 

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Giorgio Triani

Sociologo, giornalista, consulente d’impresa.

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