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Castellarano al risparmio


di Filippo Bondi

 

Risparmio energetico, green economy e riduzione degli sprechi sono diventati i leitmotiv degli ultimi anni. Come ogni ritornello che si rispetti, tutti, dai cittadini alle istituzioni, lo conoscono a memoria e lo ripetono come un mantra, ma dal punto di vista pratico poco o nulla fanno: d’altronde si sa che quando si deve passare dalla teoria alla pratica i buoni propositi tendono a vacillare. Perché chiudere l’acqua calda mentre ci insaponiamo sotto la doccia, ci facciamo la barba o ci spazzoliamo i denti?

 

Il Comune di Castellarano, un paese di 15.000 abitanti ai piedi dell’Appennino reggiano, ultimamente si è adoperato per aumentare la consapevolezza della cittadinanza riguardo al risparmio delle risorse idriche. Infatti, da ottobre, sul territorio comunale è attivo un distributore d’acqua a chilometri zero. L’impianto fa parte del progetto “Acquapubblica”, promosso lo scorso anno da Iren per incentivare l’utilizzo di acqua (naturale o frizzante, a temperatura ambiente o refrigerata) proveniente dagli acquedotti gestiti dalla società attraverso l’installazione di punti di distribuzione gratuita. Questa iniziativa, oltre ad aiutare direttamente a livello economico le famiglie, che potranno risparmiare fino a 200 euro l’anno non comprando più l’acqua al supermercato, ha effetti positivi anche sull’ambiente, in quanto i rifiuti prodotti diminuiranno drasticamente (le bottiglie sono riutilizzabili e non ne servono di nuove) e, per effetto domino, dovrebbero ridursi nettamente anche le sostanze inquinanti emesse dai mezzi utilizzati per il trasporto dell’acqua.

Più recentemente il Comune, insieme al Centro Studi Ambientale di Torino, per incoraggiare comportamenti virtuosi, ha presentato una nuova tecnologia (approvata dal Ministero della salute) in grado di migliorare le proprietà organolettiche dell’acqua del rubinetto eliminando gli eventuali materiali in sospensione. Questo nuovo strumento viene proposto nel kit “T.V.B Ti Voglio Bere” ed è composto da un sistema di trattamento acqua sottolavello, da due borracce T.V.B e da tre rompigetto aerati; infine da un vademecum con alcuni consigli pratici ed un manuale di installazione. L’unica nota dolente dell’apparecchio è il prezzo: 300,00 euro, nulla in confronto ad un impianto di depurazione, ma una cifra importante considerato il momento di crisi.

La valorizzazione dell’acqua del rubinetto è stata promossa ultimamente anche da Coop, che dal 2012 non farà più promozione di acque in bottiglia e già da ora commercializza una speciale caraffa depurante per l’acqua del rubinetto.

Queste iniziative pratiche vengono inoltre affiancate da corsi di educazione civica e ambientale, che iniziano già alle scuole elementari, perché solo interiorizzando piccoli gesti (come chiudere il rubinetto mentre ci si lavano i denti o mentre ci si insapona sotto la doccia) si possono ottenere grandi risultati.

About The Author

Giorgio Triani

Sociologo, giornalista, consulente d’impresa.

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