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Isole Borromee: la nuova meraviglia del Mondo

di Chiara D’Agostino


L’11 novembre 2011 l’organizzazione no-profit New7Wonders ha reso nota la lista delle Nuove Meraviglie del Mondo, scelte da milioni di persone di tutto il mondo che per due anni hanno votato sul sito ufficiale. Tra le 28 località finaliste al concorso ce n’erano anche due italiane, il Vesuvio e il Cervino, che però non sono riuscite ad entrare nella “Top Seven”, composta da (in ordine sparso): la Foresta Amazzonica, la Baia di Halong (Vietnam), le Cascate di Iguazù (a cavallo fra Argentina e Brasile), l’Isola di Jeju (Corea del Sud), l’Isola di Komodo (Indonesia), il fiume sotterraneo di Puerto Princesa (Filippine) e la Table Mountain (Sudafrica). Tanta Asia tra le vincitrici, un po’ di America e una rappresentanza africana, mentre di luoghi europei non c’è neanche l’ombra.

E’ quindi più che giustificata la delusione degli italiani, che si aspettavano un riconoscimento mondiale, se non altro perché nel nostro Paese ci sono davvero tante bellezze naturali che non hanno nulla da invidiare a quelle straniere, spesso più rinomate. E anche in Italia, spesso si tende ad esaltare luoghi marittimi, vulcani, imponenti catene montuose o parchi naturali, dimenticandosi che il “meraviglioso” può risiedere anche nelle cose più piccole, e riguardare anche zone che invece passano in secondo piano.

E’ il caso dell’arcipelago delle Isole Borromee, situato nel lago Maggiore, nei comuni piemontesi di Stresa e Verbania. Composto da tre isole – l’Isola Madre, l’Isola Bella e l’Isola dei Pescatori -, dall’Isolino di San Giovanni e dallo Scoglio della Malghera, ricopre una superficie totale di 18 ettari ed è il più bel gioiello del lago, raggiungibile soltanto in battello.

L’isola più celebrata è sicuramente l’Isola Bella, occupata dal sontuoso Palazzo Borromeo, costruito nel XVII sec, e dal bellissimo giardino all’italiana, che si estende su dieci terrazze sovrapposte in gradinata a partire dalle sponde del lago. All’interno del palazzo, fatto erigere da Carlo Borromeo nel 1630, si possono ammirare tele di noti artisti tra i quali il pittore napoletano Luca Giordano, il toscano Francesco Zuccarelli e il fiammingo Pieter Mulier detto il Tempesta, insieme a mobili di gran pregio, marmi, stucchi neoclassici, sculture e arazzi di produzione fiamminga del XV secolo. Di grande interesse storico sono la Sala della Musica dove, nell’aprile 1935, si svolse la Conferenza di Stresa tra Mussolini, Laval e Mac Donald che avrebbe dovuto garantire la pace europea, e la Sala di Napoleone che qui soggiornò accompagnato da Giuseppina Beauharnais (1797). Nel giardino invece sono disposte statue e fontane, immerse fra cedri, magnolie, camelie, conifere, aranci, limoni, allori, e specie floreali come rose, orchidee, azalee, gardenie e glicini.

La più pittoresca tra le isole è invece l’Isola dei Pescatori, abitata da qualche centinaio di persone, dove è possibile respirare un’aria d’altri tempi e gustare nei ristoranti del minuscolo villaggio il pesce fresco del lago.

Infine c’è l’Isola Madre, la più grande delle tre, occupata quasi interamente da un giardino di piante rare e “popolata” da uccelli esotici e volatili orientali come pavoni bianchi, fagiani dorati e pappagalli, che vivono in assoluta libertà. Le caratteristiche principali di questi luoghi sono la qualità dei paesaggi incontaminati, la bellezza dei palazzi e dei giardini, la cura per la varietà faunistica e floreale, senza dimenticare che sono “immersi” in un lago che sulle sue sponde ospita tanti altri paesi pittoreschi e meritevoli di essere visitati.

Insomma, poco importa se nella top seven delle meraviglie del mondo l’Italia non ha trovato posto; la verità è che anche il nostro Paese ha le sue perle, capaci di togliere il fiato per la loro bellezza. Bisogna solo saperle apprezzare.

About The Author

Giorgio Triani

Sociologo, giornalista, consulente d’impresa.

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