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A pane e acqua & Bocche sempre in movimento: partita la prima tranche d’eventi dedicati alla pubblicità

 di Giulia Terzani

 

Il primo appuntamento di Scritture d’Acqua ha preso avvio lunedì 5 dicembre al Centro Cinema Lino Ventura con la proiezione di A pane e acqua & Bocche sempre in movimento: una successione di spot “da mangiare” curata da Annamaria Gibin e Pietro Domiano.

 

Due gli interrogativi posti dai due psicologi, che operano all’interno dell’Ausl di Parma sulle tematiche specifiche dei disturbi alimentari: se la scoperta dell’identità passa attraverso la pubblicità, e ciò vale per ogni target di popolazione, dove si trova il confine tra pubblicità e mistificazione? E, perché una ragazza già magra dovrebbe aver bisogno di bere Vitasnella “acqua che elimina l’acqua”?

 

La maggior parte dei consigli per gli acquisti mostra infatti stereotipi di persone perfette, che lo sono grazie a determinati prodotti. E qui scatta, o dovrebbe scattare, il meccanismo che porta il consumatore medio ad acquistare quei prodotti che garantiscono il “veloce e facile” raggiungimento di quell’ideale di perfezione. Nella società odierna la fretta è ormai la compagna di ogni individuo. Quindi se un prodotto cotto e mangiato può facilitare la quotidianità evitando di far perdere tempo e fatica, il consumatore medio sarà indotto a comprare ciò che la televisione (altra grande amica del cittadino medio) gli consiglia.

 

E i bambini sono un’importante fetta della popolazione televisiva a cui la pubblicità dedica grande attenzione, con messaggi che sono tanti ma invariabilmente declinati da un concetto base: che consumando quel cibo o quella bevanda diventeranno adulti migliori, forti e sicuri di sé. Molti prodotti dolciari della Kinder sono pubblicizzati da sportivi olimpici come Fiona May, Valentina Vezzali ed Andrew Howe. E questo induce i bambini a volerli consumare per sentirsi dei campioni, senza calcolare i reali apporti nutrizionali dei prodotti.

 

La mistificazione delle qualità di un prodotto passa per collaudati luoghi comuni: mangiando i bastoncini Findus sarai un grande capitano; bevendo Ferrarelle sarai una madre migliore ed imparerai a vedere la vita con positività; assumendo Rocchetta si sarà belle fuori e pulite dentro; acquistando i cappellacci alla parmigiana la tua famiglia sarà più felice; con Uliveto si diventerà sportivi sani. Insomma, la pubblicità odierna punta su beni immateriali e status simbolo effimeri piuttosto che sulle qualità intrinseche e benefiche dei prodotti che pubblicizza e ciò a scapito della qualità dei prodotti stessi. Tutto ciò è noto e risaputo da tempo: ma è bene ribadirlo, hanno sottolineato i due psicologi, ricordando come i disturbi alimentari soprattutto fra giovani e giovanissimi siano in costante aumento.

 

Il sequel pubblicitario “ Una pioggia di spot” , nell’ambito di Scritture d’Acqua, è per lunedì 12 dicembre presso l’Università degli Studi di Parma, via d’Azeglio 85, aula B, dove il pomeriggio sarà dedicato ai pubblivori: un’esplosione di pubblicità mescolata al grande cinema d’autore, con ospiti a sorpresa, sponsorizzata da Vigorsol. Per la cronaca a presentare gli spot sarà un maestro del cinema: Alfred Hitchcock.

About The Author

Giorgio Triani

Sociologo, giornalista, consulente d’impresa.

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