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Anche Facebook vicino all’ambiente

di Alessandro Assad

 

 

 “Quando abbiamo immaginato il nostro data center di Prineville un paio di anni fa, sapevamo che avremmo voluto che fosse uno dei più efficienti al mondo. Per raggiungere questo obiettivo, abbiamo ridisegnato la nostra intera infrastruttura fisica, dalla rete ai cancelli, con particolare attenzione alla spremere ogni efficienza possibile. Il risultato finale: un data center che richiede il 52% di energia in meno. E ora siamo entusiasti di condividere che tutto il nostro duro lavoro sulla prima fase della nostra struttura Prineville è stato riconosciuto con certificazione LEED ® Gold dal US Green Building Council.”

Queste sono state le parole usate dal più popolare dei social network, Facebook, per inaugurare il suo nuovo Data Center a Prineville, nell’Oregon (per un tour virtuale: https://www.facebook.com/video/video.php?v=10150385588936731).

 

Ambientalmente parlando non ci sarebbe nulla di eccezionale, se non fosse per quel 52 % in meno di energia rispetto ad una struttura costruita secondo le vecchie tradizioni. Ma vediamo in breve quali fattori hanno permesso questo importantissimo risultato.

In primo luogo, un ruolo importante lo gioca il nuovo sistema di condizionamento, che non richiede torri di raffreddamento, ma si basa sull’utilizzo di aria esterna che viene raffreddata tramite evaporizzazione; inoltre i nuovi server richiedono un minor uso di raffreddamento meccanico, siccome sono in grado di operare a temperature più elevate. Tra l’altro il calore dei server viene riutilizzato per il sistema di riscaldamento.

Il nuovo stabilimento raccoglie il 100 % dell’acqua piovana, che viene poi riutilizzata, e questo fa si che si risparmino all’incirca 1000 metri cubi d’acqua all’anno; ci sono poi da menzionare anche i pannelli solari, che generano 204 mila kilowattora all’anno: questa energia viene utilizzata per le zone di lavoro.

Ma questi non sono stati gli unici interventi “verdi” del social network. Infatti, il 27 % dei materiali utilizzati erano prodotti riciclati; il 99 % del legno utilizzato viene da foreste gestite in maniera sostenibile; l’83 % dei materiali di scarto della costruzione sono stati riciclati, per evitare tonnellate di rifiuti.

 

Questo non sarà l’unico “eco” stabilimento di Facebook. Sono, infatti, cominciati i lavori (che si concluderanno solo nel 2014) per il primo stabilimento europeo, a Lulea, in Svezia. Occuperà uno spazio di 90 mila metri quadri e sarà utilizzato per gestire il traffico dati degli iscritti non statunitensi. Anche questo sarà uno stabilimento che rispetterà l’ambiente; verranno infatti utilizzate le basse temperature per raffreddare i server, in più il posto offre un’alta quantità di energie rinnovabili a basso costo.

 

About The Author

Giorgio Triani

Sociologo, giornalista, consulente d’impresa.

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