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Nuovo Canale Maggiore: da un’immagine di degrado a una proposta di riqualificazione

di Raffaella Carluccio

Il canale completamente in secca, soggetto a un notevole inquinamento.

Il Canale Maggiore, situato all’interno del Parco Bizzozero, parco urbano realizzato nel 2008 nella parte a sud della città di Parma, oltre che soggetto a un evidente degrado ambientale, è oggi caratterizzato da una scarsa disponibilità di risorsa idrica, con conseguente perdita di identità sia a livello di percezione che di paesaggio.

Il 9 luglio 2009 è stato tuttavia approvato dal Comune di Parma, attraverso la mutua collaborazione tra vari Enti istituzionalmente preposti alla gestione, salvaguardia della risorsa acqua e del paesaggio d’acqua (Comune di Parma, Consorzio della Bonifica Parmense, Enia, Agenzia Interregionale per il fiume Po – AIPO, Regione Emilia Romagna-Servizi Tecnici Bacini Affluenti PO, ARPA, Soprintendenza per i Beni Architettonici e del Paesaggio, oltre alle società di gestione private dei canali Maggiore, Comue e Naviglio Taro), un Protocollo d’Intesa volto a definire una serie di azioni sinergiche finalizzate alla valorizzazione di questo Canale.

Secondo il Protocollo si ritiene necessario migliorare la manutenzione dell’alveo, inserendo eventualmente alcuni piccoli manufatti di sostegno dei livelli idrici, necessari per migliorare la percezione dello specchio liquido in concomitanza con bassi valori di portata idrica. Per quanto riguarda, invece, il miglioramento della qualità delle acque che arrivano al tratto del canale a cielo aperto, risulta indispensabile il contributo di Enia nella pianificazione di interventi di rimozione di eventuali scarichi di acque reflue all’interno del Canale nel tratto tombato di via S. Eurosia.

Si necessita, inoltre, sulla base delle indicazioni coordinate con la Soprintendenza per i Beni Architettonici e del Paesaggio, una valorizzazione dei pochi tratti di canale ancora scoperti che prevede, mantenendo il maggior grado di naturalità possibile delle sponde e dell’alveo nel suo complesso, l’inserimento di un elemento di fondo che consenta di migliorare la percezione dello scorrere di modeste portate idriche. Si ritiene importante, cioè, attivare un processo di percezione attraverso l’utilizzo di elementi “simbolici” (un elemento modulare “a portale”) aventi il compito di enfatizzare la presenza del corso d’acqua, rendendolo immediatamente riconoscibile. Nel caso del Canale Maggiore si ipotizza l’inserimento di una tipologia di simbolo ingresso/uscita del corso d’acqua dal sottosuolo della città all’interno di uno spazio verde come quello rappresentato dal Parco Bizzozero.

Questo Totem a portale sarà poi studiato con l’inserimento di punti luce idonei a ricreare sensazioni visive assimilabili al passaggio dell’acqua. La presenza di questi simboli (progettati anche per altre zone della città), inoltre, diverrà un riferimento notturno tramite un idoneo studio illuminometrico.

Fonte: Cento proposte per lo spazio pubblico, Agenzia per la Qualità Urbana e Architettonica, Comune di Parma, a cura di Paolo Conforti e Dario Naddeo.

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Giorgio Triani

Sociologo, giornalista, consulente d’impresa.

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