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Ma dove vanno i marinai?

di Elisa Zelaschi 

 

Cosa hanno in comune il neo ministro della Difesa Giampaolo di Paola e il presidente della Ferrari Luca Cordero di Montezemolo? Carriere di prestigio e un passato comune al Francesco Morosini di Venezia.

Un tempo, quando fu fondato nel ’37, il Morosini era il collegio navale più ambito dei giovani del Littorio. Da sempre trampolino di lancio per illustri carriere, oggi, assunto lo status di Scuola Militare dal’98, è popolato da ragazzi coraggiosi, senza fanatismi e alla ricerca di un lavoro sicuro.

 

Quando il nuovo governo Monti ha prestato giuramento davanti al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nel salone delle Feste al Quirinale, l’ammiraglio Giampaolo di Paola era impegnato in una missione in Afghanistan. Ha potuto prestare giuramento nelle mani del presidente della Repubblica solo il diciotto novembre, in qualità di Ministro della Difesa e cancelliere e tesoriere dell’Ordine militare d’Italia. Dando inizio al suo mandato, di Paola ha abbandonato l’importante  incarico di Presidente del Comitato di difesa della Nato, assunto nel 2007. Abituato a ricoprire ruoli di strategica importanza in ambito internazionale si trova oggi a rappresentare l’Italia sul palcoscenico mondiale.

 

Visibilità ancora maggiore e di tutt’altro tipo ha saputo conquistarsi Luca Cordero di Montezemolo. Carriera manageriale a trecentosessanta gradi la sua, iniziata giovanissimo con l’ingresso in Ferrari come assistente di Enzo Ferrari e responsabile della squadra corse, proseguita come direttore della Fiat e culminata col ritorno al cavallino rampante in veste di presidente. Due vite molto diverse ma con un passato comune: gli ultimi tre anni del liceo passati nell’allora Collegio Francesco Morosini di Venezia. Una scuola che offre ancora oggi notevoli garanzie.

 

La laguna increspata non è il mare aperto, ma induce ugualmente a sognare. Spazi aperti, avventura. Lo stesso, probabilmente, sognano i ragazzi della Scuola Navale Militare Francesco Morosini.

Oltre riva Schiavoni, oltre i giardini della Biennale, in fondo alla città è lì che si trovala Morosini, dal 1937. Un puntino rosso mattone immerso nel verde, sobria architettura fascista. Squadrata ma non aggressiva. Niente a che vedere con le accademie che vediamo nei film americani. C’è Venezia che ti guarda e il sublime ispira buoni sentimenti.

Forte è la scritta che campeggia sulla facciata: “Patria e Onore”. Lo statuto è più discreto: “Scopo primario della scuola è suscitare nei giovani l’interesse per la vita sul mare”. Chiarito questo la Morosini è, scolasticamente parlando, un normale liceo, con due sezioni di scientifico e una di classico. Vi sono ammessi, per concorso, gli studenti maschi (e femmine dal 2009) che hanno ultimato il biennio. Per l’anno scolastico 2011/2012 i posti disponibili erano settantacinque: venticinque per il classico e cinquanta per lo scientifico. I ragazzi vivono in convitto e la loro giornata, per parafrasare la regola benedettina, potrebbe essere riassunta dal motto ”studia e fai ginnastica” visto che i ritmi sono così cadenzati:

6.30 sveglia

6.35 6.55 pratiche mattutine

7.00 7.30 studio

7.30 7.50 prima colazione

8.00 13.00 lezioni regolari

13.05 13.15 assemblea generale

13.15 13.50 seconda colazione

13.50 14.20 ricreazione

14.30 17.00 sport obbligatorio

17.00 20.00 studio obbligatorio

20.05 20.30 cena

20.30 21.00 ricreazione

21.00 22.25 studio facoltativo

22.30 tutti in camera

 

 

I ragazzi hanno tre mezze giornate di libera uscita alla settimana e qualche permesso durante l’anno, oltre alle vacanze canoniche. Ritmi e organizzazione assomigliano evidentemente a quelli di una caserma, ma invece dell’addestramento militare si fanno due ore e mezza di sport obbligatorio al giorno. Dal classico calcetto alla vela, dal canottaggio alla voga veneta in stile gondolieri. Non a caso, a fine percorso insieme al diploma gli allievi ottengono anche la patente nautica. La retta annua a carico delle famiglie è distinta in base alle fasce di reddito ed è compresa fra un minimo di 309,87 euro e un massimo di1.342,79 acui si aggiungono altri 900 euro per la copertura assicurativa e le spese complementari.

 

Siamo dunque lontani dalle rette plurimilionarie dei decenni precedenti: la Morosini non è più una scuola esclusivamente di élite. Chiuso nel 1945 il “Collegio Navale della G.I.L.”, è rinato nel ’61 come Collegio Navale Francesco Morosini. Assunto lo status di Scuola navale militare nel ’98, oggi gli studenti sono a tutti gli effetti militari. Qualche blasone si incontra ancora ma sono sempre più i figli di piccoli borghesi e gente comune. Figli che decidono di fare il liceo in caserma, figli che decidono di diventare uomini quando sono ancora ragazzi.

 

Certo, sono lontani i tempi degli eroismi della Seconda guerra mondiale, dei capitani coraggiosi e del sangue versato inutilmente: oggi, almeno nell’Europa Occidentale, non è più tempo di battaglie epiche. È tempo di sentirsi parte di un unicum, è tempo di sentirsi a casa a Londra come Palermo. Ecco allora che il sopravvissuto motto “Patria e Onore” vive, oggi, di un respiro ben più ampio. E l’onore è sicuramente uno dei principi fondanti della scuola. Vuol dire senso di giustizia e umanità, rispetto della legge e delle altre persone. Del resto prima dei militari si cerca di formare dei cittadini, attenti e in grado di prendere decisioni.

In grado di portare sulle proprie spalle il peso di una carriera di prestigio come è avvenuto nel caso dell’ammiraglio di Paola o di Luca Cordero di Montezemolo che sì, non si è diplomato al Morosini, ma ne ha sicuramente ereditato lo stile e l’approcciarsi alla vita. E se è vero che il novanta per cento, una volta diplomatosi fa domanda in accademia navale, son ben tre quarti gli studenti che la ripetono in un’accademia qualsiasi, dall’Aeronautica alla Guardia di Finanza. Come a sottolineare che, in un momento di tempesta come questo, anche la vocazione è costretta a fare i conti con la necessità di trovare un lavoro sicuro.

About The Author

Giorgio Triani

Sociologo, giornalista, consulente d’impresa.

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