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Carburante, liquami, detersivi: il disastro della Concordia

di Silvia Parmeggiani 

 

 

 

1.351 metri cubi di acque grigie e nere, 41 metri cubi di oli lubrificanti, oltre 1200 litri di smalti densi e liquidi, più di 2mila metri cubi di combustibile “fuel”, 203 metri cubi di gasolio,oltre 50kg di insetticida, 600kg di grassi per apparati meccanici e una quantità imprecisata ma altrettanto elevata di detersivi che, oramai, sono già in mare. A questo vanno aggiunti contenitori di cibi e bevande, arredamenti di negozi, stanze e cabine. E poi: oggetti personali dei passeggeri che sono andati a fondo o galleggiano fino alla riva dell’isola del Giglio.

 

La Costa Concordia era nave immensa, progettata per essere una metropoli del divertimento e dello svago, costruita per ospitare 4000 persone. Nelle sue 114.500 tonnellate di stazza, 290,2 metri di lunghezza per 35,5 metri di larghezza, la Concordia era paragonabile ad un piccolo comune italiano autosufficiente: in grado di generare quotidianamente kg e kg di rifiuti.

 

Lo spettro del rischio ecologico è innegabile, i sub affermano che le acque attorno al relitto sono maleodoranti, e per Legambiente, che si costituirà parte civile nel processo sul disastro della Costa Concordia, non è solo il carburante ad allarmare ma anche << tutte le sostanze tossiche e pericolose che si stanno riversando in mare e che devono essere smaltite in sicurezza al più presto>>. Anche se Arpat (agenzia regionale toscana per la protezione ambientale) non ha rilevato tossicità oltre i limiti nei campioni prelevati, è innegabile che questo incidente avrà ripercussioni ambientali. Quanto e come sarà solo il tempo a dirlo. Il rischio di <<una grande discarica riversata in mare è a oggi molto alto>> sottolinea Umberto Mazzantini, responsabile isole minori di Legambiente, e se il personale indicasse la loro collocazione all’interno del relitto si potrebbe <<avviare un percorso di smaltimento che dia la priorità ai rifiuti pericolosi e speciali che potrebbero riversarsi, o per i quali la contaminazione è già in atto”.

 

 

 

 

 

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Giorgio Triani

Sociologo, giornalista, consulente d’impresa.

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