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Un cocktail nel ghiaccio

di Annarita  Baldantoni

 

 Ice Club di Roma

Vi piace l’idea di bere qualcosa con i vostri amici, seduti più o meno comodamente su divani di ghiaccio, sotto gli occhi vitrei di orsi, alci e statue? Se la risposta è si, allora esistono posti che fanno al caso vostro: gli Ice bar.

Se non ne avete mai sentito parlare, sono locali sparsi per il mondo, un po’ secondo il concetto degli Hard Rock Café, con una differenza: si trovano perlopiù in città fredde. Questo perché internamente sono fatti completamente di ghiaccio, con una temperatura che si aggira sui -7°.

 

Prima di entrare nel locale, vi verranno gentilmente forniti guanti e poncho con cappuccio, imbottiti di pile e lunghi fino alle caviglie, il che sarà molto incoraggiante, soprattutto se si arriva da una temperatura esterna già di per sé bassa e ci si illude di essere coperti a sufficienza con i propri piumini-cappelli-sciarpe-guanti. Se invece ci si trova in città più calde, lo sbalzo termico può essere molto forte ed è decisamente obbligatorio approfittare dell’attrezzatura fornita.

 

Vale la pena congelarsi il naso per un po’ (l’unica parte scoperta insieme agli occhi), anche perché questi locali sono ideati in maniera tale da non prevedere lunghe serate passate a bere come in un qualunque pub, ma perlopiù rapide visite di poche decine di minuti. Una volta imbardati a dovere, infatti, si entra in quella che ha tutta l’aria di essere una cella frigorifera.

 

L’interno dei locali varia di città in città ma tendenzialmente la scena che vi si presenterà davanti agli occhi prevederà divani o troni di ghiaccio imbelliti con finte pelli d’orso, sculture, oggetti congelati nei blocchi/mattoni sulle pareti. Un barista ormai temprato vi servirà da bere in piccoli bicchieri, anche questi di ghiaccio.

 

Il prezzo per entrare non è molto basso: si paga più per l’ambiente e l’atmosfera che per la qualità dei drink serviti.

 

 

ICE BAR IN GIRO PER IL MONDO. Questi locali si trovano prevalentemente in zone fredde, ma non solo. Ne esistono anche a Barcellona, Honningsvåg, Monterrey, Stoccolma, Mexico City, Montevideo, Panama City, Orlando, Amsterdam, Budapest, Londra, Lione, Parigi, Atene, Seoul, Honk Kong, Sharm-El-Sheikh, San Pietroburgo, Nuova Delhi, Tokyo, Dubai, Roma e Milano.

 

L’Absolut Ice Bar di Stoccolma è stato il primo bar di ghiaccio permanente in tutto il mondo. Inaugurato nel 2002 è fatto con ghiaccio del fiume Torne (Lapponia) con acque talmente pulite che il governo svedese l’ha classificato come sicuro da bere, una volta sciolto. Nel locale il design la fa da padrone e l’atmosfera riprodotta vuole essere quella di un ambiente acquatico e sottomarino.

 

A Shanghai si trova il primo Ice bar di tutta l’Asia, costruito su una superficie di 100 metri quadrati, sulla quale sono state portate 45 tonnellate di ghiaccio direttamente dalla Svezia, mentre l’Ice bar di Barcellona, aperto dal 2007, viene periodicamente rinnovato: nell’estate del 2011, per dirne una, i divani sono in stile Parc Guell e il bancone ispirato all’art decò.

 

L’Ice bar di Orlando è il più grande del mondo con caverne congelate, ottima musica e 45 minuti a disposizione per godersi troni ghiacciati e sperimentare un po’ di Polo Nord ma anche a Roma, se passate in via della Madonna dei Monti, c’è la versione capitolina realizzata da un team di scultori giunti dall’Inghilterra. Proprio qui, infine, si trova uno degli Ice bar più noti, situato nella frenetica Heddon Street, aperto sia di giorno che di notte.

 

 

 

 

About The Author

Giorgio Triani

Sociologo, giornalista, consulente d’impresa.

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