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Stadi ecologici per giocare al fresco e ad energia solare

di Alessandro Assad

 

 

 

Il 2 Dicembre del 2010, la Fifa ha decretato che i Mondiali di calcio del 2022 si giocheranno in Qatar. Lo stato “petrolifero” ha battuto la concorrenza di Australia, Giappone, Corea del Sud e Stati Uniti. È il primo Paese mediorientale a ospitare un evento di tale calibro. Perciò si è messo subito all’opera per costruire stadi all’altezza dell’evento. Ovviamente con propensione da sceicchi e immediata richiesta ad architetti e progettisti di creare stadi refrigerati e a energia solare, a cominciare dalla capitale, Doha.

 

Il progetto principale prevede un enorme stadio per lo sport che si chiamerà Lusail Iconic Stadium e sarà in grado di ospitare più di 86 mila spettatori. Un po’ come il “nostro” Meazza di San Siro, però più tecnologico.

 

L’energia solare sarà, dopo le partite delle varie compagini nazionali, l’attrazione principale della manifestazione: una serie di pannelli solari disposti sulla struttura contribuiranno ad alimentare le batterie della stadio, fornendo energia ai suoi impianti di illuminazione e condizionamento dell’aria.

 

Per poter giocare a calcio nel paese mediorientale, i campi e gli spalti saranno infatti mantenuti a una temperatura costante compresa tra i 25 e i 30 gradi centigradi. Inoltre, visto il grandissimo problema legato al clima, c’è anche in progetto la creazione di una nuvola artificiale, fatta al 100% di carbonio leggero e alimentata da quattro motori ad energia solare che potrebbe essere collocata sopra gli stadi. La spesa da sostenere per il primo modello sarà piuttosto alta: circa 500 mila dollari. Ma per la nuvola “anticaldo” si prevede una produzione di esemplari destinati a scopi commerciali e così i costi verranno probabilmente abbattuti con il tempo. L’idea è infatti di utilizzare la nuvola anche per proteggere dal caldo spiagge e parcheggi.

 

Tornando allo stadio, il Lusail Iconic Stadium, servirà per i match più importanti, come la partita inaugurale e la finale, e contribuirà a diffondere la cultura dello sport nel paese. Lo stadio della capitale avrà anche una copertura mobile, in grado di chiudere completamente il tetto della struttura, mentre nell’area circostante sono previsti dei canali artificiali di acqua corrente, in stile oasi.

 

Ma la passione verde per lo sport ha coinvolto anche gli americani, impegnati nella costruzione di nuovi stadi ecologici. Numerosi sono infatti i progetti verdi che riguarderanno soprattutto i campus universitari, confermando una tendenza partita da North Texas e Minnesota .

L’università del North Texas ha completato il secondo stadio di calcio con certificazione Leed. Il primo, negli Usa ha aperto nel settembre 2009 presso l’Università del Minnesota. Il nuovo stadio texano va a sostituire la struttura precedente che risale a quasi 60 anni fa.

 

Il sistema di certificazione Leed (Leadership in Energy and Environmental Design) è uno standard applicato in oltre 100 Paesi nel mondo ed è stato sviluppato dall’U.S.Green Building Council, associazione no profit che promuove e fornisce un approccio globale alla sostenibilità, dando un riconoscimento alle performance virtuose in aree chiave della salute umana ed ambientale. Gli standard Leed, presenti in Italia dal 2010, indicano i requisiti per costruire edifici sostenibili per l’ambiente, sia dal punto di vista energetico che dal punto di vista del consumo di tutte le risorse ambientali coinvolte nel processo di realizzazione.

Circa l'autore

Giorgio Triani

Sociologo, giornalista, consulente d’impresa.

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