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Pelle, trucco, pulizia ed igiene personale. La bellezza femminile in scena alla Triennale di Milano

 di Silvia Parmeggiani

 

 

La cura e la bellezza della pelle dal ‘700 ai giorni nostri, la cura della persona e l’identità femminile che cambia e muta attraverso trattati, fotografie storiche in seppia, sguardi pubblicitari catturati da grandi maestri della fotografia. Immagini da calendario, raccolte di collage con ritratti e nudi di donne, di creme e porta creme, di incisioni e toilette, lavabi in porcellana bianca, saponi, vasche da bagno, marchingegni per la pulizia del viso, trucchi e annessi per gentile concessione della storica Boots, marchio icona del benessere che per primo ha democratizzato in Inghilterra la medicina e la cosmetica a partire dal XIX secolo.

 

Accolti in un’unica esposizione, alla Triennale di Milano, ci sono 300 anni di bellezza e femminilità in cambiamento, accessibili in 6 percorsi differenti (la scoperta della pelle, il paradiso dell’igiene e l’inferno della pudicizia, il volto della bellezza – il ruolo della pelle, metamorfosi di pelle di donna, pelle e identità, lo sguardo tattile: Skin Lab). E’ questa “Pelle di donna. Identità e bellezza fra arte e scienza” che fino al 19 febbraio, per la prima volta in Italia, mostrerà al pubblico dello stivale una esposizione d’arte che indaga tra qualità e misteri della pelle. Un progetto trans-disciplinare tra arte e scienza, un omaggio alla bellezza femminile e alla cura di sé offerto al largo pubblico dalla Fondazione Antonio Mazzotta e da Boots Laboratories, i cui prodotti sono stati distribuiti nelle farmacie italiane da P&G.

 

<<Attraverso una ricca selezione di opere d’arte, tavole, manoscritti, foto d’epoca, oggetti curiosi, alambicchi e documenti, il visitatore compie un percorso avventuroso e affascinante che approda in un laboratorio scientifico con un team di dermatologi e cosmetologi (dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma) che approfondiscono tematiche quali fotoprotezione, pelli sensibili e invecchiamento cutaneo. Le visitatrici possono inoltre usufruire di screening facciali, test, diagnosi della pelle e ricevere una consulenza personalizzata e gratuita da parte degli specialisti. Infine, ogni donna può lasciare la propria impronta “mettendoci la faccia”, attraverso lo scatto di una foto istantanea del suo volto che va ad aggiungersi ad un’installazione a parete al termine del percorso, come testimonianza della bellezza più viva, attuale, reale>>.

 

 

IL PERCORSO. La prima sezione “La scoperta della pelle” presenta le rarissime cere settecentesche della scultrice e anatomista Anna Morandi, “Volto di donna” e “Mani sensibili”, le straordinarie miniature delle farmacie antiche di Ettore Sobrero, primi luoghi deputati alla cura e alla bellezza della pelle. Il percorso prosegue con il “Paradiso dell’igiene” messo in contrapposizione all’Inferno della pudicizia: l’esplosione del concetto di “igiene” nella modernità viene illustrato da sale da bagno e “marchingegni d’igiene” di ieri e di oggi, provenienti da musei aziendali. Opere di Sam Shaw, Mel Ramos e John Kacere accompagnano il tutto. Un “tunnel di mostri”, realizzato in collaborazione con la Cineteca Italiana di Milano, funge da raccordo con la sezione successiva, cuore della mostra: il Volto della bellezza, il ruolo della pelle. A una storia della cosmetica, dall’antichità fino ai nostri giorni, si accompagnano opere che esaltano il mutare nel tempo del concetto di bello e i differenti modi di interpretazione. Da una visione di bellezza classica del gesso da Canova e delle donne rappresentate Alfons Mucha nel sublime paravento dal titolo “Le quattro Stagioni”, in perfetto stile Art Nouveau, si viene catapultati in visioni oniriche, metaforiche che si concretizzano nei ritratti del pittore francese Odilon Redon, di Alberto Martini, di Adriana Bisi Fabbri.

 

In questo lungo soffermarsi sull’identità femminile, ampio spazio viene dedicato anche alla pelle, volto ad sottolinearne le peculiarità nelle sue diverse declinazioni. La mostra offre alcuni esempi significativi come gli incarnati e la bellezza algida delle donne-icone immortalate da Man Ray, del quale la rassegna vanta uno straordinario e selezionato gruppo di fotografie in bianco e nero databili dagli anni Venti agli anni Quaranta, tra cui “Noir et blanche” (1926), “Natasha” (1931) e i ritratti di “Juliet” (1945) per arrivare alla pelle e alla bellezza iconica di “Marilyn” (1967), al “Ritratto di Daniela Morera” (1981) e “Ladies and Gentlemen” di Andy Warhol, nonché alla preziosa “Maquette for Monica in the Bedroom” di Tom Wesselmann (1986).

Tra le testimonianze più recenti sul tema, spiccano le opere di Giuliana Cuneaz, con l’imponente “Corpus in Fabula” (1996), di Robert Gligorov, Abel Herrero, Andreas Serrano, Yoshie Nishikawa. Non mancano riferimenti all’ambito letterario, come l’opera di Luigi Maio “La crema di Azazello” (da “Il Maestro e Margherita” di Bulgakov), realizzata per l’occasione.

 

Metamorfosi di pelle di donna è invece una suggestiva installazione luminosa realizzata ad hoc per la mostra che presenta la trasformazione dell’immagine di una stessa donna, truccata e acconciata a seconda dello “stile” dell’epoca (dagli anni Venti fino ai Duemila). Si procede con un approccio più contemporaneo che analizza il binomio Pelle e identità grazie a testimonianze del Museo del Tatuaggio di Milano, con particolare attenzione al tatuaggio femminile, inteso come complemento all’identità della persona, in diversi contesti ed epoche storiche, cui si aggiunge una selezione di straordinarie fotografie di Lazhar Mansouri.

 

A conclusione del percorso il visitatore giunge in un vero laboratorio scientifico interattivo e una stanza polisensoriale. Qui è possibile ammirare opere di Bruno Munari, Karl Prantl, Pietro Pirelli e Giuseppe Penone, nonché a pezzi provenienti dall’Istituto dei ciechi di Milano e dal Museo tattile Anteros di Bologna. Infine, ogni donna può lasciare la propria impronta “mettendoci la faccia”, attraverso lo scatto di una foto istantanea del suo volto che andrà a far parte di un’installazione a parete, testimonianza della bellezza più viva, attuale, reale.

Tavole, manoscritti, foto d’epoca, oggetti curiosi, alambicchi e prodotti per la cura di sè – molti provenienti dall’Archivio storico Boots di Nottingham – fanno da cornice alla ricca selezione di opere d’arte in mostra.

 

 

LA CURIOSITA’. Ognuna delle sei sezioni ospita anche opere moderne e contemporanee di artisti che utilizzano i linguaggi più diversi, dalla pittura alla scultura, dal concettuale alle nuove tecnologie, fino al cinema sperimentale, anche con interventi site specific. Tra gli artisti in mostra: Giacomo Balla, Franz von Bayros, Vanessa Beecroft, Adriana Bisi Fabbri, Andrea Chisesi, Giuliana Cuneaz, Gillo Dorfles, Marcel Duchamp, Lucio Fontana, Grazia Gabbini, Robert Gligorov, Abel Herrero, Roy Lichtenstein, Luigi Maio, Lazhar Mansouri, Piero Manzoni, Alberto Martini, Bruno Munari, Giuseppe Penone, Marinella Pirelli, Pietro Pirelli, Karl Prantl, Man Ray, Odilon Redon, Auguste Rodin, Omar Ronda, Mimmo Rotella, Maia Sambonet, Alberto Savinio, Andreas Serrano, Toulouse-Lautrec, Andy Warhol, Tom Wesselmann, Vanessa Beecroft.

 

 

Per informazioni: http://www.triennale.it

About The Author

Giorgio Triani

Sociologo, giornalista, consulente d’impresa.

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