Select Page

Nasce una nuova Oasi WWF: il Bosco dell’Arrone

di Anna Pedroni

 

 

“Una gemma vitale incastonata nel cemento selvaggio del litorale romano”. Con queste parole Fulvio Pri, presidente onorario WWF, ha inaugurato il 16 febbraio l’Oasi Bosco dell’Arrone. Collocata a due passi dall’aeroporto Roma Fiumicino sul litorale Maccarese- Fregene, l’area era stata individuata nel 2011 come bosco da salvaguardare nell’ambito del progetto “Una nuova Oasi per te”. Il bosco dell’Arrone entra così a far parte delle oltre 100 Oasi WWF disseminate sul territorio italiano; l’oasi protegge 40 ettari di dune sabbiose e foreste da incendi, speculazione edilizia e smaltimento selvaggio di rifiuti.

Con questa new entry, sale a 350 il numero di ettari del territorio laziale tutelato dal WWF, che già aveva accolto sotto la sua alla protettrice le Oasi di Macchiagrande e Vasche di Maccarese. Insieme a queste due ultime oasi, il bosco dell’Arrone è ora compreso nella Riserva Naturale Statale Litorale Romano. “E’ in una posizione di eccellenza, situato sul mare nei pressi delle spiagge romane più frequentate”, fa notare Francesco Marcone, il direttore delle Oasi WWF del litorale. Un vero e proprio polmone verde incastrato nel cemento; bosco igrofilo, cioè umido, e macchia mediterranea accompagnano l’ultimo tratto del fiume fino alla spiaggia, dove poi questo si getta nel mare. Passeggiando nel verde potrete incontrare esemplari di orchidea selvatica, giaggiolo puzzolente – un fiore bellissimo a dispetto di un nome infelice! – frassino meridionale e ranuncolo favagello. E gli animali? Donnole, puzzole, istrici, pettirossi; ma anche piccoli rapaci come barbagianni, falchi di palude e nibbi. Se siete appassionati di Bird Watching, non fatevi scappare gli uccelli migratori, che trovano nel bosco un habitat perfetto per nidificare.

 

 

Ma come si prepara un’Oasi WWF degna di questo nome? Nel caso del bosco dell’Arrone, il lavoro è iniziato con la raccolta di rifiuti ingombranti e la posa di recinzioni per il controllo sull’accesso all’area. Poi sono stati aperti sentieri e creati percorsi guidati dotati di pannelli esplicativi per permettere ai visitatori di scoprire in autonomia le meraviglie del bosco protetto.

Inoltre, proprio perché la collaborazione ha animato il progetto, decine di volontari di tutte le età hanno dedicato le loro domeniche di Gennaio a preparare la zona per il suo debutto: guanti, stivali e sacchi dell’immondizia sono stati il loro equipaggiamento, oltre a tanta buona volontà. I volontari hanno battuto tutta l’area raccogliendo i rifiuti, riempiendo i loro sacchi neri di carta, lattine, bottiglie di ogni genere e tipo. L’inaugurazione è stata solo il primo passo: ora il Bosco richiede una manutenzione quotidiana. La vigilanza costante permetterà ai ricercatori di monitorare le specie e studiare strategie specifiche per la tutela di piante e animali; il tutto senza mai escludere la presenza di visitatori ma creando anche progetti, iniziative e laboratori per le scuole, spazi di lettura e percorsi di visita pensati per gli anziani. Nel bosco dell’Arrone, quindi, si respira soddisfazione ma anche aria pulita: secondo il Presidente Fulvio Pratesi il raggiungimento di un tale obiettivo è “una grande vittoria di squadra, resa possibile grazie alla partecipazione convinta e generosa di migliaia di italiani, ma anche di partner, artisti, volontari, esperti e amici, che hanno sostenuto la campagna e ci hanno aiutato a realizzare questo sogno”.

 

 

 

About The Author

Giorgio Triani

Sociologo, giornalista, consulente d’impresa.

Leave a reply

Water Sponsor

Water Stories

Water Video

Loading...

Water Natura

UA-116066244-1