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Ora le semine dell’orto

di Malù Pagani

 

 

Sicuramente in dispensa, in cantina o in un angolo del garage avrete un mucchietto di cipolle abbandonate. Se non sono marce avranno voglia di germogliare… e allora, fatto con la zappa un piccolo solco nel terreno, ve le ponete dentro. Distanziatele una dall’altra di circa 10 cm, logicamente la parte con la puntina verde del germoglio deve essere posta verso il cielo… Ricoprite delicatamente col terreno. Gradiranno una leggera irrorata d’acqua con l’innaffiatoio a rosetta. In venti giorni saranno diventate giovani cipolle allungate per le vostre insalate!

 

 

 

Poi è la volta dei ravanelli. Ci sono rossi e bianchi, rotondi e allungati. Per divertirvi provateli tutti. L’acquisto del seme (di tutti i semi) deve essere fatto in un negozio di fiducia e controllate anche la scadenza. Qui la semina: la prima vera difficoltà. In un piccolo recipiente versate il contenuto della bustina poi, chinandovi, un pizzico alla volta spargete il seme regolarmente e rado sul terreno. Col dorso di un rastrellino pigiate il terreno e poi irrorate un poco. In venti, trenta giorni saranno pronti.

 

 

L’erbetta o bieta è essenziale, robusta e generosa fino alle prime gelate. Dopo ogni taglio ricaccia, ma l’accortezza sta nello staccare sempre le foglie più esterne. Anche qui ce ne sono di vari tipi: a costa larga, stretta, rossa, ma è bello averle tutte. Il seme dell’erbetta non è fine quindi vi sarà facile dosarlo a dovere a file o a spaglio (trascurate gli spinaci: non sono da taglio e una volta raccolti non crescono più).

 

Divertenti sono le aromatiche ma vi sconsiglio di metterle nell’orto in piena terra. Seminate il basilico (rosso, greco, genovese) in tre larghi recipienti, vicino alla cucina, comunque al sole. Si raccoglie tagliando la cima. Si infoltirà e durerà fino ai primi freddi. Le altre aromatiche compratele già piantine, potete fare un largo recipiente con timo, maggiorana e origano. Per la menta occorrono grandi spazi. Il rosmarino e la salvia officinale (c’è a foglia stretta e a foglia larga) meriteranno un posto riservato ai grandi. Un angolo protetto dalle correnti del nord, indipendenti da tutto il resto. Sarete invogliati a provare quella rossa e le variegate in bianco e giallo, ma non ne vale la pena crescono macilente e svogliate. Anche le salvie per la raccolta vanno cimate: fanno delle infiorescenze azzurre bellissime e dovete avere l’opportunità di ammirarle. Quindi non cimatele tutte: date loro il tempo di mettere le spighe profumate.

 

 

Salvia fritta

Lavate e asciugate larghe foglie di salvia. Immergetele una alla volta in una pastella fatta con farina bianca OO e acqua minerale gasata piuttosto densa, un poco di sale. Prendete la foglia con un cucchiaio e immergetela nell’olio caldo, possibilmente in olio di semi di arachidi. E cosi di seguito. Servite calde come aperitivo.

About The Author

Giorgio Triani

Sociologo, giornalista, consulente d’impresa.

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