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Festa dell’Acqua a Myanmar, per il Capodanno buddista

Yangoon, il suo nome coloniale era Rangoon: capitale della Birmania. Si tiene in questi giorni sul lago di Inle a Myanmar la  Festa dell’Acqua. Che è una delle tante che si succedono nel corso dell’anno  in questo specchio d’acqua su cui si affacciano templi e villaggi costruiti su palafitte, dove la gente coltiva gli orti galleggianti, mantenendo attive raffinate capacità artigianali: qui viene ad esempio prodotto anche un raro tessuto creato con gli steli del fiore di loto. La Festa dell’acqua che, segue a quella delle pagode e delle luci, delle orchidee e del plenilunio, coincide  con il  Capodanno buddista.

Per le strade sfilano carri allegorici, si allestiscono palchi su cui si esibiscono beniamini del mondo della musica, si gettano secchiate d’acqua a chiunque osi avventurarsi per le vie. Il popolo Myanmar ritiene che durante questi 3 giorni il re dei nat (spiriti), Thagyamin, visiti la terra per aggiornare il registro sul quale annota le azioni buone e cattive commesse dagli uomini e la sua partenza, che avviene la mattina del terzo giorno, segna l’inizio del nuovo anno: in occasione di questa ricorrenza i giovani lavano i capelli ai parenti più anziani, si eseguono lavacri cerimoniali delle statue del Buddha, i pongyi (monaci) ricevono in elemosina cibi particolarmente appetitosi.  E appunto per le strade  i “gavettoni” diventano di massa, mentre sulla folla che sfila piove un’intensa  pioggia d’idranti.

Agenzia Reuters, 14 aprile 2012

 

 

 

Circa l'autore

Giorgio Triani

Sociologo, giornalista, consulente d’impresa.

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